No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20160411

Thailandia - Marzo 2016 (2)

Non c'è molto dialogo con l'autista, capisco che l'inglese non è fluido come il mio (il che è tutto dire), quindi il paio d'ore che ci separa dall'aeroporto a Pattaya passano in una sorta di limbo: silenzio, la strada che scorre, il panorama dal finestrino, il sonno da jet lag che mi intontisce. Arriviamo prima delle 12, e C. mi accoglie ai piedi del grattacielo dove ha affittato un appartamento molto grande, al 33esimo piano, con una vista mozzafiato (la vedete nella foto). Mi fa notare che però, tutte queste costruzioni non sono mantenute molto bene. Vero: l'intonaco decadente si nota subito, eppure anche il grattacielo dove abita è di recente costruzione. Scendiamo, andiamo verso la spiaggia e ci rechiamo all'agglomerato vicino, dove ci sediamo in un bar e prendiamo un caffé. E' ancora presto per pranzare, quindi, mi porta, con l'autista, a fare un giro turistico classico di Pattaya: il lungomare, la collina dove ci sono diverse statue del Budda, il tempio della verità (Sanctuary of Truth), tutto in legno, in continua costruzione dal 1981. Fa caldo, parecchio. Ci rintaniamo in uno shopping center, dove scegliere tra tanti posti per mangiare. Mi accorgo di non avere molto appetito, e alla terza volta che vado al bagno, di non sentirmi troppo bene dal punto di vista, come dire, intestinale. Girovaghiamo ancora un po', parlando di lavoro e di persone che conosciamo, lei mi spiega le difficoltà che ha avuto dallo scorso agosto, mese del 2015 a partire dal quale è stata trasferita qui per un anno, difficoltà culturali, l'attitudine lavorativa dei locali. Torniamo a casa sua, sono molto stanco, lei lo comprende, e mi lascia schiacciare un sonnellino di un paio d'ore sul suo divano. Altra sosta in bagno, e usciamo per la cena, una ristorante sul mare che fa anche la pizza, gestito da italiani. La pizza è molto buona, peccato che non riesco a mangiarne neppure metà. Qualche altra chiacchiera, altra sosta in bagno, poi l'autista riporta C. a casa, dopo di che mi accompagna a Rayong, la cittadina più vicina alla zona industriale dove sorge l'impianto, e dove ho prenotato l'albergo per questa settimana. Sono circa 45 minuti. Ho prenotato al Classic Kameo, che si rivela essere un albergo imponente, con una bella piscina e tutto un piano dedicato all'attività fisica, camere grandi, solo in mezzo a Rayong, senza bei panorami da guardare dalle finestre. Il prezzo è quasi ridicolo. Sistemo i bagagli e dormo, domattina alle 8 il "mio" autista mi attenderà all'ingresso.
La vista dal terrazzo dell'appartamento di C.
Una veduta da classica cartolina di Pattaya
Sanctuary of Truth

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