No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20160425

Thailandia - Marzo 2016 (8)

Terminiamo la visita al palazzo, ed usciamo. Ci dirigiamo verso un museo, e proprio davanti a questo, ci fermiamo presso un "procacciatore" di affari per tuk tuk, che ci convince a fare un giro su uno di questi, visto che il museo è chiuso. Ci assicura un giro turistico di cose interessanti fuori dagli schemi. Il guidatore è sicuramente uno sniffatore di colla, lo capisco dai tic incessanti e da come tira su col naso incessantemente. Ci porta presso un tempietto insignificante, e poi ci vuole far bere qualcosa in un locale squallido. Passiamo. Allora ci porta presso un negozio di abbigliamento ancor più squallido, dove è chiaro che questi tour sono "sponsorizzati", ma nonostante il guidatore ci preghi di comprare qualcosa, altrimenti lui non riscuote, ci rifiutiamo. A quel punto, lo sniffatore ci porta ad una statua del Budda alta quasi 40 metri. Ci dice che ci aspetta fuori dal mercatino che c'è lì intorno. Diamo un'occhiata, faccio una foto, torniamo al tuk tuk e ci rendiamo conto che se n'è andato. Badate bene: non abbiamo pagato. Ci incamminiamo per strada, C. ha qualche idea, ci pensiamo strada facendo. Chiediamo informazioni ad un vigile, poi saliamo su un autobus cittadino, piano di studenti. Fatichiamo a trovarne uno che parli inglese, e capiamo più o meno la "rotta" del bus, non riusciamo a capire come pagare, il tipo ci dice che non paga nessuno. Scendiamo ad una fermata dello Skytrain, torniamo verso l'hotel, il caldo è prepotente, ci infiliamo in un centro commerciale, e giriamo un po', prendiamo un gelato, si chiacchiera di cose nostre. Si fa una certa, ci avviciniamo all'hotel, e si cena in un locale messicano (buono), consigliato a C. da un collega brasiliano (Alex, che conosco) da qualche tempo riallocato lì nel Sud Est asiatico. Si tirano le somme della mia esperienza lavorativa, non finirò mai di ringraziare C. per questa opportunità, sono un tipo anche troppo sensibile, e lei lo sa. Ci salutiamo calorosamente, arriva il suo autista, saluto anche lui. Rimango da solo, fumo una sigaretta, salgo in camera e mi spengo stanchissimo.

Due foto fatte dopo che un collega mi ha suggerito di fare caso ai cavi elettrici...
Su un autobus urbano
Domenica mattina, colazione e faccio un pensierino a visitare la piscina dell'albergo, desisto pensando al costume bagnato che dovrei infilare nel bagaglio. Lavoro un po', guardo qualche serie tv. Libero la camera, lascio i bagagli nella hall e domando per il pranzo. Pranzo al buffet dell'albergo, grande varietà e molta gente, anche non ospiti, che si abbuffano in maniera insensata. Faccio una battuta all'addetta alla cassa. Ride.
Aspetto un po' al bar dell'hotel a piano terra, bevo qualcosa, poi faccio chiamare un taxi, dritto all'aeroporto. Check in, controlli, lounge. Ascolto un po' di musica, scrivo qualche post sul blog. Imbarco. Stavolta l'assistente con la quale familiarizzo è meno figa, ma parla italiano e insiste per farlo. Rimango sveglio, e vado al bar dopo il decollo. E' spagnola, ha una figlia, suo marito è pilota, vivono a Dubai e le piace molto. Ti credo. Dormo un po'. A Dubai cappuccino e pezzo alla lounge Emirates, e si riparte per Roma. Qui una brasiliana piccola e carina, anche lei se la cava con l'italiano, ma del resto anch'io, dopo qualche ora di sonno e una rasatura sommaria, la saluto con bom dia. In partenza ha insistito per darmi la cena ma io ho rifiutato, per la colazione opto per cappuccino e qualche dolcetto, anche se lei (nome e cognome italiani) insiste per portarmi la colazione continentale. Sono le 7 e qualcosa del mattino, stavolta non mi han fatto portare con me il trolley, e ho talmente l'anima in pace che mi sistemo davanti al nastro di ritiro bagagli, quando una ragazza mi si avvicina proponendomi un questionario di gradimento sull'aeroporto, e lo accetto di buon grado dicendole "tanto ci sarà da aspettare". Invece, il mio bagaglio arriva per primo. Mi scuso, lo raccolgo e termino il questionario con un altro piglio. Esco, navetta, parcheggio. Qua, debbo raccontarvi un piacevole particolare, con un passo indietro. Quando sono arrivato in Thailandia, non trovavo più una delle mie USB, quella dove avevo tutti gli ultimi episodi delle serie che seguo. Eppure ero sicuro di averla messa nel bagaglio. Allora, ho scritto all'hotel dove avevo dormito prima di partire, chiedendo se per caso avessero trovato una USB. Dopo qualche minuto mi rispondo di si. Quindi, esco dal parcheggio e faccio sosta all'hotel, prelevo la chiavetta, e faccio rotta sul paesello, dritto a lavorare.
Questa esperienza la ricorderò per un bel pezzo.



Nessun commento: