No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20170303

Marano Lagunare, San Giorgio di Nogaro (UD) - Febbraio 2017

Ebbene si, sono di nuovo in movimento. Lunedì 20 febbraio rientro in ufficio, e trovo subito una brutta sorpresa: L, il ragazzo giovanissimo che ha fatto uno stage con noi per la sua tesi, e che poi siamo riusciti a tenere con un contratto interinale, che eravamo intenzionati a tenere come jolly per l'ufficio, e che adesso, dato che dovrò affrontare un altro impegno che, immagino, mi porterà via almeno una settimana al mese fuori dall'ufficio, non rimarrà con noi: il reparto che ci ha già "portato via" un'altra ragazza neo assunta, e che avevamo formato per sei mesi con ottimi risultati, ci porterà via anche lui. Tra l'altro, lo avevo scelto per accompagnarmi in questo breve viaggio al Nord Est. Ma le incazzature vanno fatte scemare, quindi si lavora fino all'ora di pranzo, si pranza, si dà un altro "colpetto" alle email arretrate, e ci mettiamo in movimento verso le 14,30. Il viaggio scorre bene, L è curioso e mi riempie di domande, io rispondo con una certa soddisfazione: vedo in lui una curiosità che è rara in persone con 20 anni di lavoro alle spalle. Scorre talmente bene che non facciamo nemmeno uno stop, necessario per un viaggio di 4 ore e mezzo. Si arriva nel paesino lagunare poco prima delle 19,30. L'hotel scelto per la notte è l'hotel Jolanda, già testato in passato, onestissimo tre stelle con annesso ristorante e live club, di questi tempi non in uso. Check in, si lasciano i bagagli in camera, e si scende, dirigendoci verso il grazioso centro. Fa freddino, ma pensavo peggio. Si visionano i due ristoranti papabili per la cena, la volta scorsa erano chiusi entrambi; si beve un aperitivo e poi la scelta cade sull'Ostaria Porta del Mar, locale dagli interni in legno ben frequentato, dove ci mangiamo un primo di mare abbondante annaffiandolo con un bianco friulano niente male. Due chiacchiere con la simpatica proprietaria, e a nanna.

Martedì 21 sveglia di buon'ora, colazione, check out e partenza per il nostro deposito lì vicino, nella zona industriale Aussa Corno. Ci attendono i nostri collaboratori da lungo tempo, proprietari del deposito, che si occupano anche di distribuzione ed imballaggio di fertilizzanti. Attendiamo una ragazza croata, che lavora per una grande società vetraria, che ha stabilimenti in tutta Europa, e che è nostro cliente. L'oggetto è un Audit al nostro stabilimento italiano (che avverrà domani), e anche appunto al nostro deposito friulano, da dove forniamo lo stabilimento croato. Verso le 9, la tipa in questione mi chiama, come previsto non riesce a trovare il deposito, le avevo fornito le coordinate GPS, perché so bene che con l'indirizzo non si riesce ad essere precisi, soprattutto in zone industriali come queste. Mi spiega dove si trova, ed usciamo a vedere se la troviamo noi; così è, la accompagniamo, ci sediamo, ci fa delle domande, poi andiamo a visitare la parte del deposito dove viene stoccato il prodotto che forniamo loro. Vorrebbe fare delle foto ma si è dimenticata il cellulare in auto, faccio io e poi gliele mando. Mi pare soddisfatta, alle 10 si dice pronta a lasciarci. Deve dirigersi verso Bologna, dove deve prelevare un collega che arriva all'aeroporto, e poi insieme a lui ancora verso il mio paesello, dove poi ci rivedremo domattina. Salutiamo.
Ci tratteniamo con i nostri ospiti per qualche chiacchiera in libertà, poi, visto che l'ora di pranzo è lontana, come pure la nostra meta, salutiamo anche noi e ci rimettiamo in cammino. Sbaglio strada, non so come, forse perché chiacchieravamo, e non prendo la Padova-Bologna; me ne accorgo a Vicenza, torno indietro, ci immettiamo nuovamente sulla PD-BO, poi ci fermiamo a pranzare ad un autogrill, il tempo migliora (il cielo era coperto, ma più si va verso sud e meglio è), il viaggio prosegue senza intoppi.
Alle 16 siamo di ritorno in stabilimento, molto prima di quanto immaginassi. Anche questa è andata, rimane l'amaro in bocca per la notizia di stamattina, ma mi consola il fatto che un giovane di belle speranze abbia trovato un lavoro fisso. Di questi tempi, in Italia, non è poco. 

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