No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20170301

Bruxelles (B) - Febbraio 2017 (4)

Ed eccoci a venerdì 17, che dalle parti nostre porterebbe pure male. Partenza alle 8, per la gioia di tutti, fine lavori alle 11,30, dopo aver ripassato le ultime cose. Importante la chiosa di JL: adesso noi siamo Master Trainer, perché possiamo "insegnare" i tre moduli, ma non da soli. Ci dovrà essere sempre un Core Trainer. Lui andrà in pensione a fine anno (me l'aveva già detto qualche mese fa, a cena), ed è l'unico core trainer ad essere un interno, gli altri sono tutti collaboratori esterni. Se vogliamo, possiamo diventare core trainer anche noi, e in quel caso, la nostra collaborazione, da part-time diventerebbe full time. Ma, sempre secondo lui, adesso è ancora presto. Ma faccio tesoro di questa informazione.
Cerimonia di consegna dei diplomi, più il classico cappellino da baseball, e, stavolta (a differenza dei gadget che vengono dati alla fine dei corsi classici), anziché il mug e la borsa porta-pc, ci viene regalato un giubbotto, quello ufficiale del Solar Impulse, l'aereo ad energia solare che ha fatto il giro del mondo, e del quale la compagnia per la quale lavoro è uno dei main sponsor. I diplomi vengono consegnati da S, un brasiliano simpaticissimo che ormai considero quasi un amico, e nonostante questo, io sono sinceramente commosso quando mi consegna il quadretto, e faccio di tutto per trattenere le lacrime. Dopo questo, tutti a pranzo nelle salette riservate del ristorante aziendale (non sapevo neppure che esistessero), laddove si conversa in allegria, tutti ormai consci che un passo è stato fatto. Dopo pranzo si torna nella sala riunioni dove abbiamo vissuto una settimana, e si attendono i taxi. Gli statunitensi e l'amico S, indiano, partiranno domani, quindi verso le 15 rientreranno in hotel, gli europei rientrano a casa questa sera, anche loro si muoveranno a quell'ora. Io rientro domattina, ma da Charleroi, quindi il mio taxi mi porterà al solito hotel Balladins, di fronte all'aeroporto. Funny story, verso le 12 controllo il telefono e vedo che la compagnia di taxi ha provato disperatamente a contattarmi; li chiamo. Per una manifestazione, così dicono loro, non possono prendermi alle 16 come convenuto. Mi offrono uno sconto importante se accetto di essere prelevato alle 14,15, oppure stesso prezzo ma prelevo alle 18,30. Scelgo la seconda opzione, non ho fretta, voglio rimanere con i miei nuovi amici fino alla fine, e poi così avrò pure tempo per tornare a salutare dei colleghi (devo anche riportare un hard disk esterno alla collega colombiana che mi ha chiesto di passarle alcuni film). E così accade: un saluto a tutti i miei compagni di avventura, una sigaretta, poi verso l'edificio dove stanno tutti i miei colleghi, un passaggio di qua, uno di là, chiacchiere amichevoli e di lavoro fino alle 18,15. A quell'ora, mi avvio verso la portineria, dove mi metto ad attendere il mio taxi, che arriva un poco in ritardo. Ho il tempo di conversare, sorprendentemente per me in francese, con i ragazzi della security, sui prezzi dei taxi, e scopro che la compagnia che sto usando ha dei prezzi imbattibili. Il taxi ha addirittura due conducenti (si fa per dire, guida uno solo): uno è il ragazzo trentino che c'era all'andata, l'altro è un signore siciliano, che scopro essere il proprietario dell'impresa. Si chiacchiera per tutto il tragitto, e saluto alla prossima. Pochi minuti prima della 20 sono come detto, al Balladins, un non luogo al quale sono ormai affezionato. Faccio il check in, appoggio i bagagli in camera, e di corsa sono seduto al ristorante.

Dopo questa testimonianza, davvero provato a livello mentale dalla settimana intensiva, vado a letto che sono da poco passate le 21. Probabilmente è la prima volta, normalmente al Balladins, anche di venerdì, mi metto a lavorare. Stavolta sarebbe un'impresa senza vincita: una settimana di email arretrate è come tuffarsi in una piscina vuota. Meglio riposare.
Sabato 17 sveglia alle 4, preparazione, colazione al volo, check out, partenza alle 5 del taxi per l'aeroporto, check in del bagaglio, passaggio dei controlli, acquisto del chilo di cioccolatini (tradizione che non voglio lasciar perdere) e della bottiglietta d'acqua, posizionamento al gate, in fila, partenza in orario. All'arrivo, vedo che da noi ha piovuto moltissimo. A Bruxelles è stata una settimana praticamente splendida. Ma oggi è un'ottima giornata anche qua.

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