What Ever Happened to Baby Jane? - Di Robert Aldrich (1962)
Giudizio sintetico: da vedere (4/5)
Nel 1917, "Baby Jane" Hudson è un'attrice bambina viziata e capricciosa che si esibisce nei teatri di vaudeville di tutto il paese con il padre, che le fa da manager e la accompagna sul palco al pianoforte. Il suo successo è tale che viene realizzata una linea di bambole di porcellana a sua immagine. Nel frattempo, la timida sorella maggiore Blanche vive nella sua ombra ed è trattata con disprezzo dall'altezzosa Jane, con crudeltà dal padre e con deboli scuse dalla madre. Quando le sorelle raggiungono l'età adulta, la loro situazione subisce un'inversione; lo stile di recitazione di Jane passa di moda e la sua carriera declina a causa della sua sprofondata nell'alcolismo, mentre Blanche diventa un'acclamata attrice di Hollywood. Memore di una promessa fatta alla madre, Blanche cerca di mantenere una parvenza di carriera per Jane, arrivando persino a convincere i produttori a garantirle ruoli da attrice. Una sera del 1935, la carriera di Blanche viene interrotta bruscamente quando rimane paralizzata dalla vita in giù in un misterioso incidente d'auto la cui causa viene ufficiosamente attribuita a Jane, che viene ritrovata tre giorni dopo in stato di ebbrezza. (Wikipedia)
Classico caso di film poco valutato all'epoca della sua uscita, e in seguito divenuto culto (anche grazie alle leggende delle dispute sul set tra le due fenomenali protagoniste). Se la regia manieristica di Aldrich, sicuramente non all'altezza di Hitchcock, può essere ridotta a, appunto, emulazione dei più grandi, di certo di altissimo livello sono la sceneggiatura di Lukas Heller, basata sul romanzo omonimo di Henry Farrell, e le interpretazioni delle due dive, già decadenti e quindi che mettono in scena una buona parte di loro stesse, Bette Davis e Joan Crawford.
A classic case of a film underappreciated at the time of its release, which later became a cult classic (thanks in part to the legends surrounding the on-set disputes between the two phenomenal leads). While Aldrich's mannered direction, certainly not on the level of Hitchcock, can be reduced to emulation of the greats, Lukas Heller's screenplay, based on Henry Farrell's novel of the same name, and the performances of the two divas, Bette Davis and Joan Crawford, already decadent and therefore playing a large part of themselves, are certainly top-notch.

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