Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)
Rosa, un'infermiera dell'hôpital de la Timone prossima alla pensione, si sta impegnando a fondo per radunare attivisti di sinistra e ambientalisti in vista delle prossime elezioni comunali. Suo figlio Sarkis, che gestisce il bar "La Nouvelle Arménie" nel quartiere di Noailles, è innamorato di Alice, un'attrice che sta facendo campagna elettorale con i residenti locali colpiti dal crollo dell'edificio in Rue d'Aubagne. Alice dirige anche un coro, che prova con la canzone "Emmenez-moi" di Charles Aznavour. Il padre di Alice, Henri, appena andato in pensione e che ha ceduto la sua libreria, si sta trasferendo temporaneamente a Marsiglia per stare più vicino alla figlia. Incontra Rosa e il piccolo mondo che ruota attorno a lei: Tonio, suo fratello e tassista; Minas, l'altro figlio e medico; Paula, sua nuora; e Laëtitia, una giovane infermiera che vive con Tonio. Alcuni membri dell'alleanza elettorale rosa-verde vorrebbero che Rosa fosse la loro candidata alle elezioni comunali, ma lei, delusa e desiderosa di rallentare, non è molto entusiasta della prospettiva. La sua nuova relazione con Henri si trasforma rapidamente in una storia d'amore. (Wikipedia)
Il regista marsigliese, famiglia di origini armene, stavolta "parla" della diaspora armena francese, dei loro sogni, del loro impegno politico, di loro amori. E' per me impossibile non amare ogni film che riesce a mettere in scena, stavolta con un cast corale diretto con la solita maestrìa. E, anche stavolta, il regista riesce a divertire, a commuovere, a far riflettere.
The Marseille-born director, whose family is of Armenian origin, this time "tells" about the French Armenian diaspora, their dreams, their political commitment, their loves. It's impossible not to love every film he manages to stage, this time with an ensemble cast directed with his usual mastery. And, once again, the director manages to entertain, move, and make us reflect.

Nessun commento:
Posta un commento