No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20260402

L'apprendista

The Apprentice - Di Ali Abbasi (2024)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Nel 1973, il giovane Donald Trump, dopo aver indicato diverse persone facoltose al suo appuntamento, incontra Roy Cohn, noto all'epoca per essere stato l'ex consigliere capo di Joseph McCarthy, in un circolo ricreativo di New York. Trump si lamenta del fatto che il governo federale stia indagando su suo padre, il magnate immobiliare Fred Trump, per discriminazione nei confronti degli inquilini afroamericani; Cohn si offre di aiutarlo. Dopo che Cohn ricatta il procuratore capo con foto che lo ritraggono con un cabana boy, il procuratore chiude il caso per una piccola somma, nonostante le prove di discriminazione razziale. Trump alla fine si cala ulteriormente nell'orbita di Cohn, considerandolo un mentore migliore del padre. Cohn insegna a Trump come vestirsi bene e come relazionarsi con i media, e gli offre le sue "tre regole": attaccare sempre, non ammettere mai i torti e proclamare sempre la vittoria, anche se sconfitti. Trump partecipa a una festa decadente di Cohn, dove sorprende Cohn (la cui omosessualità è un segreto di Pulcinella) impegnato in un'orgia. Trump vuole trasformare il fatiscente Commodore Hotel, nel centro di New York, vicino al Grand Central Terminal, in un Hyatt. Cohn, usando registrazioni audio ricattatorie di funzionari, aiuta Trump a ottenere un abbattimento fiscale di 160 milioni di dollari per il progetto, scatenando l'indignazione dei sostenitori dei poveri. Trump non chiede a Fred, con cui ha un rapporto teso, il permesso di costruire. (Wikipedia)

Film dalla gestazione difficile e prolungata, inizialmente mi sorprese trovare Abbasi alla regia, visti i temi da lui trattati in precedenza (tutti con grande maestria, e un tocco di follia). Il film è ben riuscito, sviscera l'uomo Trump con le sue debolezze e la sua forza, e, complice un cast di altissimo livello, dove Sebastian Stan (Donald Trump) e Jeremy Strong (Roy Cohn) fanno a gara di bravura, riesce ad immergere lo spettatore dentro la storia (e innesca riflessioni multiple sulla attuale gestione del potere da parte del vero protagonista).

A film with a difficult and prolonged gestation, I was initially surprised to find Abbasi directing, given the themes he's previously tackled (all with great mastery, and a touch of madness). The film is well-executed, dissecting Trump the man, his weaknesses and his strengths, and, thanks to a top-notch cast, where Sebastian Stan (Donald Trump) and Jeremy Strong (Roy Cohn) compete in skill, it manages to immerse the viewer in the story (and triggers multiple reflections on the true protagonist's current wielding of power).

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