Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)
Italia, anni Duemila. Amanda è una ragazza scostante e incompresa dalla famiglia, con cui da sempre si trova in conflitto; potrebbe lavorare nelle farmacie della ricca famiglia ma preferisce vagare per la città, frequentando cinema e rave party, cercando amici. Un giorno si convince di dover riconquistare l'amicizia di Rebecca, amica di infanzia con la quale non si vede da molti anni, che non esce quasi dalla sua stanza e periodicamente incontra una psicoterapeuta. Il rapporto con Rebecca ha alti e bassi, così come quello con i familiari e un ragazzo con cui Amanda fa credere di essere fidanzata. (Wikipedia)
Debutto nel lungometraggio della giovane regista milanese, strano oggetto che è stato molto più apprezzato all'estero (dove è stato anche distribuito, mentre qua non mi risulta una grande diffusione). Due protagoniste che, ognuna a modo suo, bucano lo schermo, un film nervoso e instabile, così come le nuove generazioni. Da seguire.
The young Milanese director's feature debut, a strange film that has been much more well-received abroad (where it was also distributed, while I don't see it being widely distributed here). Two protagonists who, each in their own way, stand out on screen; a film as edgy and unstable as the new generations. Worth to follow her.

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