Giudizio sintetico: da vedere (3,5/5)
László Tóth, architetto ungherese di origine ebraica sopravvissuto all'Olocausto e formatosi alla Bauhaus, emigra negli Stati Uniti dopo essere stato separato con la forza dalla moglie, Erzsébet, e dalla nipote orfana, Zsófia. Mentre la sua nave entra nel porto di New York, scorge la Statua della Libertà. (Wikipedia)
Film diretto e girato in maniera eccezionale, da un regista giovane e con grandi idee, che forse nel 2024 avrebbe meritato l'Oscar alla regia, ma ha un problema, a mio modesto parere: la sceneggiatura. Non regge quanto la mano del regista. Ci sono dei passaggi che, li giudicherete vedendolo, sembrano incollati forzatamente; tutto questo, davanti ad una direzione maestosa, stride ancora di più. Le prove del cast, coronata dall'Oscar ad un sontuoso Adrien Brody nei panni del protagonista (ma non c'è solamente lui), sono di altissimo livello.
An exceptionally directed and shot film, by a young director with great ideas, who perhaps deserved the Oscar for Best Director in 2024, but it has one problem, in my humble opinion: the screenplay. It doesn't hold up as well as the director. There are passages that, you'll judge by watching it, seem forced; all of this, faced with such majestic direction, jars even more. The performances of the cast, crowned by an Oscar for a sumptuous Adrien Brody in the title role (but he's not the only one), are top-notch.

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