No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20140923

gli avanzi

The Leftovers - di Damon Lindelof e Tom Perrotta - Stagione 1 (10 episodi; HBO) - 2014

Un giorno, improvvisamente, il 2 per cento della popolazione mondiale, semplicemente, svanisce nel nulla. Scompare. Mentre qualcuno scopa qualcun altro, mentre, qualcuno tiene qualcun altro per mano, mentre una madre tiene il figlio nato da poco che piange in continuazione nel seggiolino retrostante dell'auto, mentre un'altra madre/moglie sta preparando la colazione alla famiglia (marito, due figli). Il letto vuoto, le mani nel vuoto, il seggiolino vuoto (e il pianto cessato), la famiglia svanita. Riuscite ad immaginarlo? Probabilmente no. Probabilmente. Così come probabilmente non riuscite ad immaginare cosa accadrebbe nel mondo. Nascita di nuove religioni, sensi di colpa distribuiti random, santoni in ogni dove, perdita diffusa della sicurezza, smarrimento generalizzato, realizzazione dell'inutilità dell'esistenza, e via così. Tre anni dopo "the sudden departure", nella fittizia cittadina di Mapleton, New York, ognuno cerca di andare avanti come può. Il protagonista principale è Kevin Garvey, Jr., capo della polizia locale, con una situazione che francamente, potrebbe portare esclusivamente alla follia. La moglie Laurie, dopo le scomparse, abbandona la famiglia per entrare nel culto dei Guilty Remnant (nella versione italiana si chiamano Colpevoli Sopravvissuti, che è pure la traduzione letterale, ma che suona di merda); i membri di questa sorta di setta si vestono esclusivamente di bianco, non parlano (comunicano tra di loro e con i non appartenenti per mezzo di scritte pennarelli-su-taccuini) e fumano continuamente. La figlia Jill, appena post-adolescente, da figlia modello diventa tipo la persona più odiosa della serie. Il figlio Tommy, un poco più grande, lascia il college e si unisce ad un'altra setta, quella dedita al culto del sedicente guru Holy Wayne (questi, con un abbraccio, pare in grado di "liberare" chiunque dai sensi di colpa che pervadono praticamente tutti quanti dopo le scomparse), andando via da casa. Il padre, Kevin Garvey, Sr., ex capo della polizia, adesso è internato in una struttura di salute mentale a causa di comportamenti violenti. Questa la situazione. E quindi, come si sente Kevin? Esattamente come potreste pensare: probabilmente, sta impazzendo. Non che intorno a lui le persone sembrino esattamente il ritratto della salute mentale...


Orbene, vi dico subito che per me, The Leftovers è stata una delle novità più interessanti dell'anno 2014. Ma sono perfettamente cosciente che molte persone potrebbero giudicarlo una cagata pazzesca. C'è da chiarire prima di tutto che la serie prende ampiamente spunto dal libro omonimo di Tom Perrotta, da poco tradotto anche in Italia (con il titolo Svaniti nel nulla, ovviamente anche sottotitolo della versione italiana della serie doppiata), autore che appare come co-creatore e co-sceneggiatore (del pilot e di alcuni episodi), ma che si differenzia dal libro soprattutto per il trattamento che gli ha imposto l'altro creatore, che risponde al nome di Damon Lindelof. Per chi avesse vissuto su Saturno negli ultimi 25 anni, diremo che Lindelof è, semplicemente, uno dei "padri" (e showrunner, nonché lo sceneggiatore del maggior numero di episodi) di Lost. Ecco perché vi dicevo in apertura di commento che "sono perfettamente cosciente che molte persone potrebbero giudicarlo una cagata pazzesca": sono uno di quelli che non è riuscito ad appassionarsi a Lost (nonostante ci abbia provato, ho i testimoni). A parte le mie elucubrazioni, The Leftovers mi è parso costruito splendidamente, lentissimamente, pezzo dopo pezzo, lasciando nell'oscurità lo spettatore, cuocendolo nel suo personale brodo fatto di domande irrisolte, ma tremendamente figo. E attenzione, oltre al mood, la figaggine si estende anche al cast, ma non a quello che potreste pensare. Si, c'è Amy Brenneman (Judging Amy, Heat, Private Practice, due film di Rodrigo Garcìa, Le cose che so di lei e Nove vite da donna, splendida 50enne), qui nei panni di Laurie Garvey, c'è Liv Tyler rediviva, che interpreta Megan Abbott, ci sono le deliziose Margaret Qualley (Jill; nella realtà è la figlia di Andie MacDowell) e Emily Meade (Aimee; nella realtà a sette anni ha vinto lo Zecchino d'Argento - allo Zecchino d'Oro - per il miglior pezzo non italiano), ci sono le forse poco appariscenti ma ugualmente molto fighe Amanda Warren (Lucy, il sindaco) e Carrie Coon (Nora Durst), ma soprattutto c'è lui, Justin Theroux nella parte di Kevin Garvey, Jr., attore, sceneggiatore, regista, poliedrico (capace di passare da recitare per Lynch a scrivere la sceneggiatura di Tropic Thunder) e intenso quando vuole, qua mattatore assoluto, seppur circondato da non citati (per ragioni di spazio e soprattutto di sonno mio) caratteristi che completano il cast. Come ho detto di recente ad amici, "se c'è Theroux per me può durare anche altre 5 stagioni", ma seriamente, se avete voglia di farvi affascinare da una roba completamente anti-didascalica, beh, guardate The Leftovers.

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