No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20150123

Paura e sabato sera

Fear and Saturday Night - Ryan Bingham (2015)

Come scrissi in occasione dell'altra, unica recensione (fino ad oggi) di un disco di Bingham, il ragazzo si chiama esattamente come il protagonista di Up in the Air, interpretato da George Clooney. In realtà, non me n'ero reso conto da solo: fu l'amico Monty a farmelo notare, e del resto non poteva essere altrimenti: l'americana è la sua tazza di té, non certo la mia. Come però ormai avrete capito, mi sono convinto di essere onnisciente, e quindi parlo spesso, a vanvera soprattutto, di qualsiasi genere: sono abbastanza convinto che, prima o poi, recensirò dischi di musica classica.

Fear and Saturday Night è il quinto disco del trentatreenne nato a Hobbs, New Mexico, cresciuto nel West Texas, graduato alla Westfield di Houston. La leggenda (Rolling Stone Country) vuole che Ryan (che di primo nome, pensate un po', fa proprio George) abbia composto questo disco in una roulotte (airstream trailer, per la precisione), parcheggiata sulle montagne della California (il giovanotto risiede a Los Angeles), senza elettricità né telefono cellulare, una situazione che gli ha dato la chiarezza per comporre canzoni ispirate dalla sua infanzia problematica, la morte per alcolismo della madre, il suicidio del padre. Non che ci creda molto, ma, siccome Bingham ha già vinto perfino un Oscar (per The Weary Kind, dalla colonna sonora di Crazy Heart, pezzo composto insieme al guru T-Bone Burnett), ormai ogni cosa che fa è normalmente ammantata, appunto, di leggenda. Perfino il pezzo che fa da sigla alla pessima serie televisiva The Bridge, Until I'm One With You, che si sposa perfettamente alle atmosfere della serie (non alla mediocrità della sceneggiatura).
Ora, di tutte queste cose mi frega il giusto. Quel che mi interessa è, come dico e ripeto spesso, la musica, addirittura più delle parole. E la musica è buona, a tratti buonissima. Immagino perfino che questo disco sarebbe gradito a Raylan Givens, il protagonista di Justified.
Fear and Saturday Night sicuramente non cambierà la storia della musica, né lui né nessun altro disco di Bingham, ma sicuramente il ragazzo sa come scrivere canzoni di un'americana che pesca da qualsiasi altro genere compatibile, ed è sicuramente uno di quei dischi che risultano perfetti per viaggiare in auto. Certamente, la sua voce calibrata, roca al punto giusto di "cottura", sexy e vagamente vissuta, è il valore aggiunto, ma non si può discutere il songwriting di pezzi quali Broken Heart Tattoos, Fear and Saturday Night, Radio.



"Nobody knows about my trouble, except for my baby and me", sings Ryan Bingham in the opener of his fifth album. Who knows if the baby in question is his wife, Anna Axster, director of his latest video clip, or even his guitar. Anyway, "Fear and Saturday Night", as his previous albums, will not change the history of music, but we can't deny that the guy is very good at writing songs, and his voice is sexy and beautiful.
So, I don't care about the legend or the truth, that he wrote this album in a trailer over California mountains, without electricity or cell phone, I don't care (even if I'm sorry about) of his mother's death by alcohol, or his father's suicide, I care about the music, and the music is good. Perfect for driving alone.

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