No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20150512

Meglio chiamare Saul

Better Call Saul - di Vince Gilligan e Peter Gould - Stagione 1 (10 episodi; AMC) - 2015

Chi è Saul Goodman, nome "d'arte" di James Morgan McGill detto Jimmy, avvocato criminale di Albuquerque, New Mexico? Dopo gli eventi che lo hanno portato a difendere Walter White (Breking Bad), lo troviamo sotto il falso nome di Gene ad Omaha, Nebraska, gestendo un Cinnabon. Quando lo (ri)vediamo per la prima volta, la sera, a casa, si riguarda un video di spot televisivi di quando lavorava come avvocato. Un primo flashback ci (ri)porta ad Albuquerque, dove James McGill lavora come avvocato difensore pubblico, per quattro soldi, lotta per avere nuovi casi, vive ed ha l'ufficio nel retro di un salone di bellezza vietnamita, e si prende cura del fratello maggiore Chuck. Chuck ha seri problemi. E' diventato un eremita nella sua stessa casa, soffre di ipersensibilità elettromagnetica, vive quindi senza elettricità, non esce di casa perché è convinto che tutti i campi elettromagnetici generati dai cavi che portano la corrente elettrica, o le onde dei cellulari, gli facciano male. Jimmy sta affrontando alla sua maniera, teatralmente e con passione, lo studio fondato da suo fratello, HHM (Hamlin Hamlin & McGill), nella persona di Howard Hamlin, la sua nemesi, per far si che lo studio liquidi suo fratello per 17 milioni di dollari. Subito dopo, Jimmy sta tentando di farsi assumere da Craig e Betsy Kettleman; Craig è il tesoriere della Contea, ed è accusato di aver intascato illegalmente 1,6 milioni di dollari di denaro pubblico. I Kettleman, invece, assumono lo studio HHM, sostenendo che Jimmy è un avvocato che assumerebbero i colpevoli (cosa paradossale ma sensata, visto che i Kettleman sono effettivamente colpevoli). Frustrato, Jimmy assume due giovani gemelli, Lars e Cal, che avevano tentato di incastrarlo con una truffa, per truffare i Kettleman e convincerli ad assumerlo. Invece, tutto va male, e Jimmy si imbatte in Tuco Salamanca (altra vecchia conoscenza per gli aficionados di Breaking Bad).

Molti avevano paura di questo spin-off, molti fan di Breaking Bad. Eppure, mi sembra che Gilligan e Gould abbiano ancora una volta fatto centro. Potremmo definire Better Call Saul una sorta di Fargo del Sud degli USA, per come ci porta dentro una realtà di micro e macro criminalità diffusa, per come riesce a descriverci la vera provincia statunitense. Ma probabilmente, sarebbe riduttivo. 
Come di consueto, la serie si prende tutto il tempo del mondo, iniziando nella maniera che vi ho descritto nel riassunto, e procedendo per flashback continui, raccontando in maniera apparentemente casuale il background di Saul/Jimmy, e riservandosi di raccontarci ancora altro del suo passato. Ci mette dieci episodi interi per farci capire almeno un po' il perché una persona che è riuscita a cambiare la sua esistenza, a tornare sui suoi passi, e ad abbracciare "il lato oscuro", divenendo l'avvocato che davvero i criminali assumono, anche se non vogliono sembrare innocenti, un po' il contrario di quello che gli dicono i Kettleman. E lo fa mirabilmente, mostrandoci piccoli particolari deliziosi, dalla malattia di Chuck, il cellulare lasciato nella cassetta della posta, i pediluvi notturni dentro il salone di bellezza vietnamita, lo pseudo-ufficio di Jimmy, le truffe che riesce ad inventarsi, l'inizio del suo legame con Mike Ehrmantraut (qui la serie si prende la libertà di inventarsi un'altra sottoserie, con possibilità di ulteriore spin-off, visto che ci racconta un bel po' della vita di Mike, altro personaggio che già con Breaking Bad aveva assunto una dimensione spettacolare, ma misteriosa), il suo rapporto delicato e sofferto con Kim Wexler, quello burrascoso con Howard Hamlin, quello con Marco, il suo partner di truffe a Cicero, Illinois, eccetera.
Insomma, una serie diversa, non roboante, ma sinuosa, che attraversa i generi, e che ci mostra un cast amalgamato con sapienza, un cast che pesca in quell'immenso e generoso calderone dei caratteristi statunitensi, un calderone che non finisce mai di darci soddisfazioni.
Immenso Bob Odenkirk nei panni di Saul/Jimmy, il solito applauso a Jonathan Banks nella parte di Mike, una menzione particolare va a Rhea Seehorn (Kim), una piacevolissima scoperta, decisamente molto espressiva. Da notare anche il gradito ritorno di Kerry Condon, che qui interpreta la suocera di Mike, Stacey, già vista in Luck, The Walking Dead (Clara) e al cinema in This Must Be the Place (era Rachel).

1 commento:

monty ha detto...

Ancora più lento di BB.
Better call Saul è un vero "grower"