No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20150506

We All Pay Eventually

Banshee - di Jonathan Tropper e David Schickler - Stagione 3 (10 episodi; Cinemax) - 2015

Andiamo con ordine.
Anastasia, in attesa di divorzio, lavora come cameriera in una tavola calda locale, dorme in un motel, e sta scopando con un tizio fin'ora sconosciuto, che si rivelerà essere il colonnello Stowe, un marine che pare tutto d'un pezzo, al comando di Camp Genoa, una base militare poco fuori Banshee.
E il nostro amato protagonista, che solitamente risponde al nome di Lucas Hood ma in realtà non lo è, e alla terza stagione ancora non sappiamo quale sia il suo vero nome, sceriffo di Banshee, cosa sta facendo? Beh, fa rispettare la legge, a modo suo: eccolo con Siobahn (la sua amante, adesso) e Brock, che stanno mettendo all'angolo Hondo, il neonazi che ha ucciso Emmett e sua moglie. Hondo si aspetta di essere arrestato, ma non andrà esattamente così...
Brock è particolarmente scioccato dalla morte di Emmett: lo vediamo bere sulla sua tomba, e non riesce ad andare avanti dopo il suo divorzio, infatti sta ancora avendo rapporti sessuali con la sua ex moglie.
Non è l'unico ad avere storie di letto quantomeno strane: Rebecca e suo zio, Kai Proctor, stanno avendo rapporti sessuali tra di loro. Rebecca viene minacciata, proprio fuori dal casinò di Proctor, da un redivivo Chayton, tornato dalla città alla terra dei Kinaho, per tentare di occupare il posto di Alex Longshadow. Anche Nola è nei paraggi, "piangendo" la morte del fratello.
Chayton, però, deve avere grandi piani: insieme al piccolo esercito di Kinaho che ha messo in piedi, assalta un convoglio diretto a Camp Genoa. Uccidono tutti i marines e si impossessano delle armi. Sono le armi che sembrano interessar loro.
Ma, sempre a Camp Genoa, c'è qualcosa d'altro che sembra interessare Lucas, Sugar, Job e Anastasia: il colonnello Stowe, infatti, ha messo in piedi un qualcosa di completamente illegale, dietro quella patina di ufficialità militare.

Rutilante è un altro aggettivo che può venire in mente seguendo Banshee, una serie che ormai fa a gara con Ray Donovan per sessismo, violenza, politicamente scorretto. E' una serie per la quale potete semplicemente usare gli stessi parametri che vi ho dato per Ray Donovan: scollegate il cervello, e lasciatevi trasportare. Sfogate la vostra rabbia repressa guardando Banshee. Non farete male a nessuno. Non vi fate troppe domande, neppure sulla trama: che diavolo c'entra un episodio come A Fixer of Sorts (2x03), dove appare un nuovo agente dell'FBI (il sempre strepitoso Denis O'Hare) ad arrestare Hood, avendo scoperto che non è Hood, e che però viene immediatamente rapito, insieme a Hood, da uomini al soldo di un grassone che chiede a Hood conto dei soldi che suo figlio (il figlio del vero Hood) gli ha fottuto? Non c'entra niente, ma è semplicemente spettacolare, divertentissimo, si beve tutto d'un fiato. Ovviamente, non è che proprio non c'entri niente: lascia degli strascichi, riprende sottotrame lasciate sospese, mica sono degli sprovveduti gli sceneggiatori, però ecco, avete capito.
Insomma, godibile, fantasmagorico, pirotecnico e, appunto, rutilante, rinnovato per una quarta stagione (2016) di otto episodi, se non vi offende continuate a seguirlo: magari riusciremo a sapere, giusto per curiosità, il vero nome del protagonista.

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