No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20150729

Wireless Phone

Il telefono senza fili - di Marco Malvaldi (2014)

Estate a Pineta. Il BarLume è sempre lì, con Massimo e Tiziana al banco, divisi anche tra la nuova attività del ristorantino Bocacito, gestito da Massimo e da Aldo. E, visto che si parla di Aldo, ci sono sempre i "fantastici quattro", lui, il Rimediotti Gino, il Del Tacca Pilade, e Ampelio il Viviani, nonno di Massimo, tanto per chiudere il cerchio. In paese c'è anche la nuova commissaria, Alice Martelli, donna interessante e dotata, che a Massimo piace senza che lui riesca ad ammetterlo; la commissaria sviluppa una certa complicità con i quattro vecchietti, non appena cominciano in giro i sospetti sulla scomparsa di Vanessa Benedetti, piovuta lì a Pineta dall'Umbria insieme al marito Gianfranco, insieme proprietari dell'insensato agriturismo sulle rive del Danubio, un classico fosso della piana pisana, maleodorante e insano. La scomparsa porterà il "caso" da tutt'altre parti, e la strana collaborazione tra la commissaria e i quattro del BarLume porterà a risultati sorprendenti.


Come un figliolo dispettoso, comincio dalla fine. O meglio, dall'ultima parte, per ora. Non ve lo ricorderete, ma il Bartelloni (che detto così sembrerebbe il quinto vecchietto pisano del BarLume), lettore aficionado del blog, mi caldeggiò la lettura del Malvaldi per "I delitti del BarLume" (La briscola in cinque, Il gioco delle tre carte, Il re dei giochi, La carta più alta), "serie" di libri fortunatissima (e agile alla lettura), tanto che è riuscita ad ispirare una serie televisiva prodotta da Sky (e nella quale recita un conoscente, ma questa è un'altra storia). Io prima ho letto due libri che esulano dalla serie, e poi, per puro caso, mi son ritrovato a leggere il quinto senza aver mai aperto i primi quatto (e senza aver mai visto la serie tv). Siccome sono un ragazzino abbastanza intuitivo, ho cercato di inquadrare la situazione cercando di rimediare all'handicap, e chissà che non ci sia riuscito. Fatto sta che non posso giudicare come si situa questo libro all'interno del "BarLume", ma di sicuro posso continuare a dirvi che Marco Malvaldi è uno scrittore da tenere d'occhio. Punto primo perché con questa serializzazione di una parte dei suoi scritti ha fatto centro sicuramente, e la cosa gli permetterà, in futuro, di fidelizzare un sacco di gente, far crescere i personaggi, insomma di fare quello che oggi fanno le serie tv. Punto secondo, è bravo a raccontare la realtà della provincia toscana e ad "universalizzarla", facendola divenire specchio della realtà italiana media, facendo ridere, facendo riflettere qua e là, e riuscendo a "montare" trame intriganti mentre al tempo stesso intreccia le storie dei suoi personaggi.
Un applauso, alla prossima, e la promessa (soprattutto al Bartelloni) che prima o poi li leggerò tutti.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Tanto ciai tanto tempo..........
MA coi terribili vecchietti, si fa davvero presto
;-)

Bartelloni