No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20160331

Alpi

Alpeis - di Yorgos Lanthimos (2011)
Giudizio sintetico: solo per appassionati (2,5/5)

Grecia. Quattro persone, una infermiera, un autista di ambulanze, una ginnasta ed il suo allenatore, hanno creato una specie di compagnia attoriale che hanno battezzato "Alpi" in maniera ironica, perché, a detta loro, nessuna montagna può sostituirne un'altra. Il loro ruolo è quello di sostituire persone morte di recente, nei confronti dei familiari dei defunti, in modo da far accettare loro la perdita gradualmente. Il servizio è a pagamento, ma le prime quattro "sessioni" sono gratuite. Il gruppo è guidato con il pugno di ferro dal conducente di ambulanze, nome in codice "Monte Bianco", e il gruppo non accetta tutti i ruoli. In effetti, la ricerca per l'incarnazione dei vari defunti non è facile, al fine di rendere credibile ogni dettaglio. Nonostante questo, il gruppo sta lavorando nella completa illegalità.

Situato tra Kynodontas e The Lobster, a detta dello stesso regista, Alpeis è un po' l'opposto di Kynodontas: se lì c'è un gruppo di persone che cerca di sfuggire dal mondo esterno creando un mondo fittizio, qui c'è un gruppo di persone che cerca di entrare in un mondo già costruito. Interessante costrutto, realizzazione che rispetta i canoni lanthimosiani: recitazioni volutamente meccaniche che appaiono tutt'altro che spontanee, personaggi che rivelano tutta la fragilità umana mentre cercano di dimostrare il contrario.

Falcidiato da una distribuzione inesistente, risulta durissimo alla visione, ma, ancora una volta, ci mostra un regista (e co-sceneggiatore insieme a Efthymis Filippou) che cerca di fare un cinema ormai dimenticato: quello che fa pensare.

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