No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20170420

Minsk (Bielorussia) - Aprile 2017 (3)

Torno indietro.
L'imponente costruzione, evidentemente destinata ad esercizi commerciali o uffici, vista da un'altra prospettiva. Sul retro, alcuni campus universitari
come sopra
L'Università e uno scorcio della piazza
Un particolare delle "decorazioni" della piazza
Come già due anni fa a Belgrado, mi diverte inviare a mio nipote il poster del suo franchising cinematografico preferito, nella versione in cirillico
Il Palazzo della Repubblica, la sala concerti già vista ieri, molto vicina all'hotel, presa dalla parte opposta (da piazza Kastrycnickaja)
Palac Kultury Prafsajuzau (palazzo della cultura e dei sindacati, forse)
Casa degli Ufficiali
come sopra
ancora (non so perché, mi attirava)
Palac Kultury Prafsajuzau
come sopra
Un'altra vista del Minsk Town Hall

Ripercorro il viale Indipendenza a ritroso, oltrepassando l'incrocio con via Lenin (che porta all'hotel), fin quasi al ponte sullo Svislac. Torno verso l'hotel lambendo il vecchio centro, che è la zona tra l'hotel, la chiesa del Santo Spirito e il fiume. Mi ritiro nelle mie stanze a godermi un po' di serie tv e a scrivere su questo blog. Poi inizio a riflettere sulla cena. La scelta cade su Iachetta's, esattamente sull'angolo opposto a quello dov'è situato l'hotel. Si fa l'ora, e vado a vedere se c'è posto. La maitre (in seconda), una giovanissima con abito quasi da sera e tacchi, che non parla granché l'inglese, è titubante quando le dico che non ho prenotato. Ma in mio soccorso arriva la maitre titolare, che con un gran sorriso si rivolge al capo cameriere, e mi appronta un tavolo da uno (dopo di che ripassa e mi chiede se la sistemazione è di mio gradimento). Intuisco che il primo piano sia un poco più formale, vedo gente di una certa età, tutti vestiti da sabato sera (per quanto ci si possa vestire bene il sabato sera in Bielorussia), che sale (non senza difficoltà) le scale. Il piano terra, dove mi sistemano, è decisamente più informale e giovanile. Un bel locale, e per quanto posso capire da un piatto di pasta e un bicchiere di vino, una discreta cucina. Lo chef è, si intuisce dal cognome, del centro-sud Italia. Ottimo, serata finita, mi ritiro dopo aver lasciato una mancia con carta di credito (non ho cambiato valuta, non credo sia il caso per 2 giorni), e una sigaretta all'esterno del locale, osservando i giovani che si preparano al sabato notte. 

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