No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20170627

Bruxelles (Belgio) - Giugno 2017 (3)

Giovedì 15 giugno
Stesso copione della mattina precedente, e cominciamo quasi in orario. Procediamo abbastanza spediti, tagliando qualcosa perché in molti devono andare prima delle 18 (orario teorico di fine del secondo giorno di lavoro), e facendo fatica noi trainer come i partecipanti, due giorni, per quanto variegati, farciti di molti workshop e di cose anche interessanti (come il role play del pomeriggio, dove si chiede ai partecipanti di dividersi in due "squadre", e di affrontare quattro round di trattativa, quattro round ridotti a due per tagliare), sono comunque pesanti, la fatica si legge sui visi. Come che sia, si arriva alla fine, qualcuno se n'è già dovuto andare, ma tant'è. Cerimonia di consegna dei diplomi e dei gadget, foto di gruppo, saluti. Io, JL, M e J ci riuniamo in un'altra sala per il debriefing. Continuo ad essere critico ed esigente con la mia prestazione, e stavolta JL e M sono diretti, e sottolineano le parti che devo correggere e migliorare: gestione del caos che a volte si crea tra i partecipanti, soprattutto quando lanciamo i workshop con le domande "a girare" (3 o 4 gruppi con una domanda abbinata ad un colore, 2 minuti per incontrare un altro partecipante con un altro colore - abbinato ad un'altra domanda -, fargli la "tua" domanda e annotarsi la risposta, rispondere alla "sua" domanda), bisogna far rispettare i tempi e scandirli meglio, essere meglio preparati nel caso della lettura delle slide (bisogna sapere cosa arriverà dopo, ecco perché stiamo pensando di lavorare con dei tablet dove si possano scorrere le slide, per vedere quella seguente, e anche oltre). Ma le critiche sono costruttive e non propriamente personali, sono allargate anche a J, quindi in definitiva ben vengano. M ci lascerà a breve, questo sarà probabilmente il suo ultimo training insieme a noi, ha trovato un lavoro con contratto a tempo indeterminato, siamo felici per lei, rientrerà P, che io ho già conosciuto, e che attualmente è a farsi un giro in Sud America, un giro per il quale le ho dato delle dritte. Si torna nella sala che è stato teatro della nostra due giorni, e verso le 17,45 (abbiamo terminato verso le 17, in larghissimo anticipo rispetto allo storyboard) ci avviamo verso l'uscita. Gli altri vanno all'aeroporto, ci salutiamo. Io dividerò il taxi con Ce. e Co., un collega e una collega spagnoli, hanno l'albergo vicino al mio e rimarranno fino a domattina per una riunione qua. Il taxi non è ancora arrivato ma neppure loro, eccoli, ed ecco il taxi. Traffico intenso, durante il tragitto mi propongono di cenare insieme tornando al Meat Me, concordo, scendo insieme a loro davanti all'hotel dove sono alloggiati, e me ne vado verso il "mio" a piedi, appuntamento tra un'ora e mezzo circa. Salgo in camera, prendo una birra dal minibar, riempio la vasca e mi ci immergo per alleviare la tensione della schiena e scaricare quella mentale. E' andata meglio della volta scorsa, ce la posso fare. Ce la posso fare davvero, adesso ci credo.
Arriva l'ora di cena. Scendo, arrivano i colleghi, ci sediamo alla brasserie e decidiamo cosa ordinare, andiamo di carne e vino rosso argentino, su mio suggerimento. Una bella serata parlando la lingua che preferisco, per togliere la ruggine, Ce. è uno dei colleghi più piacevoli che conosco, Co. è una bella donna con la quale c'è simpatia, e mi fa sempre molto ridere quando parla spagnolo con quell'accento tirato via perché dà per scontato che la capisco ugualmente. Serata piacevole, un saluto alla prossima, e finalmente salgo in camera a dormire il sonno dei giusti. Da domani sono in ferie, anche se, in pratica, per un solo giorno.

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