No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20170614

Una luce in più

One More Light - Linkin Park (2017)

Probabilmente, l'ultimo disco che avevo ascoltato, della band di Agoura Hills, California, era stato A Thousand Suns del 2010. Sorprendentemente, li ho "ripresi" con questo One More Light, che è decisamente l'album della svolta. Con questo disco, i Linkin Park passano dall'essere una band con reminiscenze nu metal, all'essere una band electro pop, con un passato hard rock. Ognuno è libero di fare le proprie scelte, nella vita così come nella musica. Il problema iniziale, sono state le reazioni della critica, che ha giudicato l'album una delusione, e quelle conseguenti dei due esponenti di spicco Chester Bennington e Mike Shinoda, molto arrabbiate. Paradossale (ma neppure troppo), che a calmare le acque sia stata una dichiarazione di Corey Taylor (Slipknot, Stone Sour). 
Ma, adesso parliamo del disco. Come premesso, dimenticate ogni cosa che ricordate dei Linkin Park, e ponetevi all'ascolto con orecchie vergini. Il disco contiene delle canzoni interessanti, anche delicate, cantabili, anthemiche, ben arrangiate, una sorta di evoluzione delle boy band e dell'hip hop commerciale. Molta elettronica, pochissime e indistinguibili le chitarre, qualche ballata (One More Light, Sharp Edges addirittura acustica, una roba tipo Simon & Garfunkel moderni, Heavy), collaborazioni prevedibili (Pusha T, Stormzy), altre meno (Kiiara, Ilsey Juber, Ross Golan), per un disco che, come detto, segna un passaggio epocale per la band, ma chissà, forse anche di un'epoca. 
Nonostante tutto, sorprendentemente anche per me, il disco non mi dispiace, e confesso di aver suonato l'iniziale Nobody Can Save Me, secondo me il pezzo migliore del disco, anche per quindici volte di seguito, e di essermi ritrovato a cantarci sopra, a squarciagola, nell'intimità dell'abitacolo della mia auto.



Proofably, the last record I heard from the band of Agoura Hills, California, was "A Thousand Suns" in 2010. Surprisingly, I've "resumed" with this "One More Light", which is definitely the album of the U-Turn. With this record, the Linkin Park goes from being a band with nu metal reminiscences, to being an electro pop band with a hard rock past. Everyone is free to make their own choices in life as well as in music. The initial problem was the reaction of the critics, who judged the album a disappointment, and the consequent reactions of two leaders Chester Bennington and Mike Shinoda, very angry. Paradoxical (but not too much), which the one who calmed the waters has been a statement by Corey Taylor (Slipknot, Stone Sour).
But now we're talking about the record. As you put it, forget everything you remember about Linkin Park, and listen to it with virgin ears. The album contains interesting, delicate, songwriting, anthemical, well-arranged songs, a kind of evolution of boy band and hip hop commercials. A lot of electronics, very few and indistinguishable guitars, some ballads (One More Light, Sharp Edges even acoustic, a modern Simon & Garfunkel stuff, Heavy), predictable collaborations (Pusha T, Stormzy), others less (Kiiara, Ilsey Juber, Ross Golan), for a record that, as said, marks an epochal pass for the band, but who knows, perhaps even of an era.
In spite of everything, surprisingly for me, the record does not disappoint, and I confess that I played the opener "Nobody Can Save Me", in my opinion the best track of the record, even for fifteen times in a row, and I found myself singing on it, screaming, in the intimacy of my car's cockpit.

1 commento:

Filo ha detto...

Interessante il discorso delle scelte, soprattutto in campo musicale dove la gente si aspetta qualcosa da te. Non sono mai stato un fan dei LP, ma reputo coraggiosa e eticamente giusta la scelta di un gruppo che da tanti (troppi?) anni faceva oramai sempre lo stesso disco.