Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)
Taranto, 1997. L'operaio Caterino Lamanna vive in una masseria caduta in disgrazia a causa della vicinanza al polo siderurgico e sta per sposarsi con Anna con cui condivide il sogno di andare a vivere in città. Quando i dirigenti aziendali decidono di fare di lui una spia per individuare gli operai di cui sarebbe bene liberarsi, Caterino comincia a pedinare i colleghi con lo scopo di denunciarli. Ben presto, non comprendendone il degrado, chiede di essere collocato anche lui alla Palazzina LAF (acronimo di laminatoio a freddo) il reparto-lager dell'Ilva riservato agli impiegati "scomodi". Sarà lì che Caterino scoprirà che ciò che credeva un paradiso in realtà è un inferno. (Wikipedia)
E' un debutto folgorante, quello di Michele Riondino, anche protagonista nei panni di Caterino, alla regia e alla sceneggiatura, questo film tratto dal libro Fumo sulla città del 2013, dello scrittore e giornalista Alessandro Leogrande (scomparso prematuramente, per di più durante la stesura della sceneggiatura stessa, alla quale aveva accettato di partecipare). Una denuncia senza peli sulla lingua di una forma di mobbing ante litteram, e non solo. Bene il ritmo, il cast e tutto l'insieme, colonna sonora compresa (Teho Teardo, Andrea Laszlo De Simone, Diodato).
Michele Riondino, who also stars as Caterino, makes a dazzling debut as director and screenwriter of this film based on the 2013 book "Fumo sulla città" (Smoke on the City), by writer and journalist Alessandro Leogrande (who passed away prematurely, precisely during the writing of the screenplay, in which he had agreed to participate). It's a blunt denunciation of a form of mobbing ante litteram, and more. The pacing, the cast, and the overall ensemble, including the soundtrack (Teho Teardo, Andrea Laszlo De Simone, Diodato), are excellent.

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