Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)
Nel 1944, nel remoto villaggio trentino di Vermiglio, l'arrivo di Pietro, un soldato reduce dalla guerra di origini siciliane, stravolge la quotidianità di un insegnante e della sua famiglia. Lucia, la maggiore delle figlie dell'insegnante, si innamora di Pietro e decide di sposarlo. Appena giunge notizia della fine della guerra, Pietro torna in Sicilia con lo scopo di far sapere ai propri cari di essere sopravvissuto, promettendo alla moglie che sarebbe tornato presto. Tuttavia, dopo avere perso le tracce di Pietro, in famiglia si apprende dal giornale che l'uomo, già sposato con una donna siciliana, viene da questa ucciso. (Wikipedia)
Secondo lungometraggio per la regista altoatesina, girato nelle zone della famiglia paterna, molto ben fatto e abbastanza coinvolgente, una storia che, immagino, ai tempi fosse piuttosto comune (lo abbiamo evinto tutti dai racconti dei nostri nonni). Ben girato e costruito, ottima fotografia e un cast poco noto, se escludiamo Tommaso Ragno (Cesare), ma ben assortito. Ha vinto il Leone d'Argento a Venezia 2024, ed ha acquisito notorietà perché fu scelto per rappresentare l'Italia agli Oscar 2025: dissi subito, pur avendo apprezzato l'opera, che per arrivare quantomeno nella cinquina dei candidati, non sarebbe bastato.
The second feature film by the South Tyrolean director, shot in her father's family land, is very well-made and quite engaging. It's a story that, I imagine, was quite common at the time (we all gathered this from our grandparents' stories). It's well-shot and well-crafted, with excellent cinematography and a cast that, aside from Tommaso Ragno (Cesare), is less well-known, but well-rounded. It won the Silver Lion at Venice 2024 and gained notoriety because it was chosen to represent Italy at the 2025 Oscars. I immediately said, despite having appreciated the film, that it wouldn't be enough to even make it into the top five nominees.

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