No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20260309

The Time it Takes

Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Durante il periodo degli anni di piombo, caratterizzato da lotte politiche e sociali, un padre e una figlia condividono la passione per il cinema. Il padre è un personaggio importante e impegnato: Luigi Comencini, celebre regista cinematografico e televisivo. La figlia è la terzogenita Francesca, alla quale il padre sente di dover regalare «il tempo che ci vuole» per aiutarla a uscire dai suoi problemi di tossicodipendenza. Presa coscienza dei problemi della figlia, decide di portarla via a Parigi e di starle vicino notte e giorno per tenerla lontana dal suo ambiente e per affrontare con lei, con la sola forza dell'affetto, l'astinenza dalla droga. (Wikipedia)

Un film che oserei dire sfacciatamente autobiografico, catartico per la regista, ma, in maniera nemmeno troppo sorprendente, efficace e davvero coinvolgente. Riesce, grazie ad una messa in scena modesta ma non dimessa, e soprattutto ad un cast ridotto, ma di grande livello, a coinvolgere lo spettatore dentro una storia, appunto, personalissima, e a generare empatia diffusa.

A film that I would dare to call unabashedly autobiographical, cathartic for the director, but, not surprisingly, effective and truly engaging. Thanks to a modest but not overly subdued staging, and above all to a small but high-caliber cast, it manages to draw the viewer into a very personal story and generate widespread empathy.

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