Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)
Nella Sicilia dei primi anni 2000, Catello Palumbo, un ex politico locale democristiano di origini campane, condannato a sei anni per concorso esterno in associazione di tipo mafioso nel carcere di Cuneo, si vede offrire la libertà da parte dei servizi segreti in cambio del suo aiuto nel catturare il suo figlioccio d'un tempo: il boss mafioso Matteo. Catello comincia quindi una corrispondenza epistolare con quest'ultimo, ormai stanco della sua vita da latitante, nella speranza di indurlo a rivelare per errore, in uno dei suoi pizzini, il proprio nascondiglio. (Wikipedia)
Ispirandosi al vero scambio epistolare tra Matteo Messina Denaro e Antonino Vaccarino (ex sindaco di Castelvetrano), i due registi italiani, con l'aiuto di un grande cast, ben scelto fin nelle parti che potrebbero sembrare marginali, mettono in piedi un grande affresco italiano della lotta alla mafia, con pregi e difetti della lotta stessa, come pure un tentativo di scandagliare la psicologia mafiosa. Agghiacciante e divertente allo stesso tempo, speriamo che ce ne siano in abbondanza, di questi film, in Italia.
Inspired by the true exchange of letters between Matteo Messina Denaro and Antonino Vaccarino (former mayor of Castelvetrano), the two Italian directors, with the help of a great cast, well-chosen even in seemingly marginal roles, create a magnificent Italian portrait of the fight against the Mafia, highlighting the struggle's strengths and weaknesses, as well as an attempt to delve into the psychology of the Mafia. Chilling and entertaining at the same time, we hope there are plenty of films like this in Italy.

Nessun commento:
Posta un commento