No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20260830

Lieto fine

Happy End - Di Michael Haneke (2017)
Giudizio sintetico: da vedere (4/5)


Il film inizia con delle clip filmate di nascosto con uno smartphone da Eve Laurent, un'adolescente, che mostrano sua madre, sovrapposte a messaggi di testo di Eve in cui afferma che la madre è egoista e insensibile. Eve dà un sedativo al suo criceto, che muore. L'ultima clip mostra la madre di Eve priva di sensi e Eve che ammette di aver avvelenato anche lei con dei sedativi.
La scena successiva mostra le immagini di una telecamera di sicurezza che riprendono un incidente in un cantiere. L'impresa edile del cantiere è di proprietà di Anne Laurent, la zia di Eve. Anne viene poi mostrata a cena con suo padre, Georges Laurent, affetto da demenza, suo figlio Pierre, che lavora per l'impresa edile e ha problemi di alcolismo; suo fratello, Thomas Laurent, un chirurgo; e sua moglie Anaïs. Vivono tutti insieme in una grande villa a Calais. Scopriamo che l'incidente ha ferito uno degli operai edili, che probabilmente non sopravviverà alle ferite. Eve va a vivere con la famiglia di suo padre mentre sua madre è in ospedale e inizia a sospettare che suo padre abbia una relazione extraconiugale. Un giorno, in spiaggia, sente Thomas parlare al cellulare con una donna e gli chiede se ama ancora Anaïs. (Wikipedia)

Non a tutta la critica è piaciuto questo che, al momento, è l'ultimo film del grande regista austriaco; a me, al contrario, è piaciuto molto. Lento ma inesorabile, seppure complesso nella costruzione soprattutto iniziale, come spesso accade nei migliori film, non solo di Haneke, costringe lo spettatore a confrontarsi con, come dicono alcuni critici, il lato oscuro della natura umana. Cast sontuoso. Grande cinema.

Not all critics liked this, which is currently the latest film by the great Austrian director; I, on the other hand, enjoyed it very much. Slow but inexorable, though complex in its buildup, especially in the opening moments, as often happens with the best films, not just Haneke's, it forces the viewer to confront, as some critics say, the dark side of human nature. A sumptuous cast. Great cinema.

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