No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20060825

lasciatemi inorgoglire un momento


http://www.uefa.com/competitions/UEFACup/news/Kind=1/newsId=448986.html

Se ripenso a quel giorno a Forcoli, provincia di Pisa, e alla Coppa Italia Dilettanti, dopo alcuni fallimenti societari, e guardo adesso il sito della UEFA e vedo l'accoppiamento per il primo turno della Coppa UEFA 2006-2007, che si giocherà il 14 e il 28 settembre 2006, turno dove il Livorno giocherà contro l'SV Pasching, squadra austriaca, mi vengono le lacrime agli occhi.

preoccupazioni


Due notizie mi sconvolgono, sul giornale di oggi.

http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/sport/calcio/vieri-depresso/vieri-depresso/vieri-depresso.html

Bobo Vieri è depresso, tornerà a giocare al minimo sindacale. 1500 euro/mese. Poveraccio.

http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/scienza_e_tecnologia/spazio-12pianeti/plutone-declassato/plutone-declassato.html

Plutone retrocesso. Non è un pianeta, per ragioni di grandezza.
Quando si dice, le dimensioni contano.

Foto tratta da http://www.romeguide.it/borghese/sala4.htm

approposito di plagi

www.plagimusicali.net

girl from scarborough fair

ieri sera ho guardato il laureato. il bel fil con dustin hoffman.
la colonna sonora del film è di simon & gurfunkel...la famossima sound of silence..poi..mrs robinson...ed infine scarborough fair. proprio quest'ultima che non conoscevo bene mi ha fatto sussultare, i due cantano solo un verso più volte, questo:
Are you going to Scarborough Fair?
Parsley, sage, rosemary, and thyme
Remember me to one who lives there
She once was a true love of mine

bhe gli ultimi due versi della strofa sembrano proprio quelli di girl from the north country la canzone di bob dylan (cantanta tra l'altro anche con johnny cash) i cui versi iniziali sono:
Well, if you're travelin' in the north country fair,
Where the winds hit heavy on the borderline,
Remember me to one who lives there.
She once was a true love of mine

è inutile dire che anche le melodie sono molto similissime, per non dire uguali.
questa è la tradizione folk.
parole che rimangono e passano da generazione a generazione su melodie antiche!

ps.the girl of the north country è stata la prima canzone che ho proposto dal vivo con sbresi, il mio bassista, in una veloce esibizione ai tempi dell'università davanti agli studenti, e al professore, del corso di sistemi qualità, era il 2001.

se


Oggi vi parlo un po' di me (sai che novità, sento già il coro di proteste che sale). Ve ne parlo un po' alla Sliding Doors (film così così, idea non originale ma, applicata alle vostre vite, molto interessante). A proposito, sembra una cazzata, ma secondo me è un esercizio stimolante, se fatto con autocontrollo. Se avessi fatto quello, se non avessi fatto quello, come avrebbe potuto essere la mia vita. Mi raccomando, non vi fate prendere troppo la mano però, ma lasciatevi andare alle annotazioni di contorno.

Se mio padre fosse stato assunto alla Saint Gobain sarei nato e diventato pisano. Immaginatevi.
Se non avessi cominciato ad andare al cinema da solo mi sarei perso centinaia di buoni film. E pensare che un'amica mi diceva sempre "non andare da solo, mi fa tristezza pensarti al cine da solo". Lei è sempre splendida. Ha una bambina meravigliosa che si chiama Chandra.
Se non avessi frequentato proprio quel bar, non mi sarei mai fidanzato.
Se il mio inconscio non avesse opposto resistenza, sarei sposato da più di 15 anni. Invece ho calato la soglia dell'amore, e mi sono fatto lasciare. Adesso io sono uno splendido quarantenne (cit.) e lei ha tre figli e una bella famiglia. Spero sia felice davvero. Non posso saperlo, non ci parliamo. Cose che succedono.
Se avessi fatto l'università la mia vita probabilmente sarebbe andata molto diversamente. Magari sarei entrato in politica. Oppure sarei diventato un tossico. A Pisa non si sa mai. Magari avrei fatto l'insegnante e somiglierei a John Keating, il professore dell'Attimo Fuggente. Che bello sarebbe. Magari avrei indossato giacche con le toppe ai gomiti. Che brutte!
Se non fossi stato in fondo un bravo bambino, i miei genitori non mi avrebbero mandato a 13 anni insieme al mio amico Ale a Monza a vedere il GP di Formula 1. Non avrei mai visto Gilles Villeneuve in azione. Non odierei così tanto Michael Schumacher, visto che ho imparato ad amare i piloti pazzi ma corretti.
Se non fossi stato in fondo un bravo bambino, i miei non mi avrebbero mandato l'anno seguente, insieme al mio amico Ceppa, al Vigorelli a Milano a vedere i Kiss nel 1980. Non avrei visto gli Iron Maiden con Clive Burr e Dennis Stratton e Paul DiAnno. Non sarei diventato così concerto-dipendente. Non avrei ricordi indelebili che mi legano ai miei amici anche se non ci vediamo per mesi, e le nostre strade si sono divise.
Se non mi fossi fermato quel giorno su quella panchina dove c'era gente che conoscevo non si sarebbe formato un gruppo di amici che dura da più di 20 anni. Scazzi, viaggi, partite, giornate intere condivise, scampagnate, amori, dolori, risalite, momenti di felicità immensa, tutto condiviso.
Se non avessi l'abitudine di non essere abitudinario e provinciale come la maggior parte degli italiani e lavorare d'agosto, non mi sarei innamorato al telefono, qualche anno fa. Era un po' di tempo che avevo chiuso il cuore, e fu bellissimo e mi fece malissimo.
Se fossi stato un uomo medio, avrei rifiutato di accontentarmi di esserle amico, riuscendo a farlo, e diventando forte nei sentimenti, così come mi sento adesso.
Se non avessi avuto un lavoro che riuscivo a fare con una mano sola fino a qualche tempo fa, e il collegamento internet a lavoro, non avrei mai conosciuto decine e decine di persone che in qualche modo hanno cambiato e ravvivato la mia vita. Amici con i quali puoi stare in silenzio per ore e volergli bene lo stesso (cit.).
Se non fossi curioso e assetato di sapere, non avrei cercato un corso di spagnolo, di ritorno dal Cile, nel 1994. Non avrei conosciuto persone meravigliose, l'insegnante in primis.
Se non conoscessi abbastanza bene lo spagnolo non avrei mai corrisposto con la mia amica argentina, non avrei, alla fine, mai conosciuto lei e la sua famiglia e il suo paese.
Se non avessi amici e amiche meravigliose e che mi vogliono bene, non avrei conosciuto persone altrettanto meravigliose tramite loro.
Se avessi continuato a tenere chiusa la porta del cuore (cit.), non mi sentirei così.

Continua

Photo by Cat

20060824

sambo riciclona

leggo con piacere su l'arena, il giornale di Verona, che San Bonifacio, il mio paese (bhe mio a pari merito con milano) è stato premiato da Legambiente per essere molto riciclone (a differenza di milano):

SAN BONIFACIO. Spicca nella classifica di Legambiente
Raccolta differenziata E’ un paese da primato


Anche al Comune di San Bonifacio è arrivato nei giorni scorsi il «diploma» con il quale Legambiente premia ogni anno i migliori comuni «ricicloni», che cioè si distinguono nella raccolta differenziata dei rifiuti.
Vengono passati al setaccio i circa 8 mila Comuni italiani: quest’anno sono 850 quelli che hanno superato la quota di rifiuti riciclati del 35 per cento, fissata dalla legge e che vengono inseriti nella speciale classifica di Legambiente.
La classifica viene poi suddivisa anche tra Comuni sotto e sopra i 10 mila abitanti, «anche se sarebbe più corretto», dice il sindaco Silvano Polo, «che il limite fissato fosse sui 15 mila abitanti. La votazione è basata su un indice che attribuisce un voto alla gestione dei rifiuti solidi, secondo una lista di indicatori; poi viene considerata la percentuale di raccolta differenziata». San Bonifacio, nell’elenco dei Comuni con più di 10 mila abitanti è quest’anno al 112° posto sui 181 classificati, con un indice di 50,68 punti e la percentuale di 58,28 per la raccolta differenziata.
Commenta il sindaco: «Noto che nella classifica dei ricicloni non figurano né Verona né Vicenza, ma nemmeno gli altri grossi Comuni veronesi come Legnago, Villafranca e San Giovanni Lupatoto. Davanti al nostro figurano in classifica sotto otto Comuni veronesi, ma tutti con popolazione inferiore a quella di San Bonifacio».
Ne consegue che se la suddivisione dei Comuni fosse sui 15 mila abitanti, San Bonifacio guiderebbe la classifica. E cita, ad esempio, Soave, che nella sua categoria occupa il 452° posto su 580 ma «con indici inferiori: 48,46 e percentuale di 51,10, senza dimenticare che usa ancora i vecchi cassonetti».
Come dire che San Bonifacio rimane in testa nella classifica dei Comuni più impegnati nella raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Resta tuttavia ancora insoluto il problema della inciviltà di molti cittadini che abbandonano i rifiuti. Dice Polo: «In questi giorni mi è arrivata una lettera di un cittadino che parla di "errato sistema della raccolta differenziata" e scrive che "a volte sembra di trovarci in un immondezzaio, non solo in piazzetta Cavour, ma nell’intero paese».
Replica il sindaco: «Lo sforzo del Comune per tenere pulito il paese c’è; anche gli stranieri vengono informati, perché diamo a loro il manuale della raccolta differenziata scritto nella loro lingua; noi facciamo quel che possiamo e un certo risultato come si vede c’è, se il Comune è stato premiato come riciclone».


ebbravi i miei concittadini!

io vorrei...non vorrei...ma se vuoi

quando ero piccolo la domenica si andava con la famiglia a brescia dagli zii. in macchina si ascoltava sempre qualche cassetta di battisti, le copertine delle cassette erano fatte da mio padre con immagini di donne seminude tettone (tra l'altro piacevano molto ai miei compagni di squadra, che per questa ragione volevano sempre venire in macchina con me).
in questo periodo sto ascoltando battisti e i ricordi vanno spesso sui quei viaggi domenicali, nonostante questo le canzoni di lucio sono veramente belle, i testi importanti, come dico spesso Mi ritorni in mente io la vieterei ai minori di 18 anni perchè troppo angosciante nella sua purezza. in questo momento mi piace un bel pò cantare a squarciagola questa:

Io vorrei... non vorrei... ma se vuoi

Dove vai quando poi resti sola
il ricordo come sai non consola.
Quando lei se ne andò per esempio
Trasformai la mia casa in tempio.
E da allora solo oggi non farnetico più
a guarirmi chi fu
ho paura a dirti che sei tu.

Ora noi siamo già più vicini
Io vorrei non vorrei ma se vuoi.

Come può uno scoglio
arginare il mare
anche se non voglio
torno già a volare
Le distese azzurre
e le verdi terre.
Le discese ardite
e le risalite
su nel cielo aperto
e poi giù il deserto
e poi ancora in alto
con un grande salto.

Dove vai quando poi resti sola
senza ali tu lo sai non si vola.
Io quel dì mi trovai per esempio
quasi sperso in quel letto così ampio.

Stalattiti sul soffitto i miei giorni con lei
io la morte abbracciai
ho paura a dirti che per te
mi svegliai.
Oramai fra di noi solo un passo
Io vorrei non vorrei ma se vuoi.

Come può uno scoglio
arginare il mare
anche se non voglio
torno già a volare
Le distese azzurre
e le verdi terre
le discese ardite
e le risalite
su nel cielo aperto
e poi giù il deserto
e poi ancora in alto
con un grande salto.

20060823

ah, questo folle sentimento


Lo dicevo io, che questo blog ha degli amici speciali. Questa è una poesia dell'amico Marco, che si firma col suo nome d'arte. La accompagna un'ennesima foto di Cat.

Grazie a entrambi. L'argomento lo avete capito. E' quello che fa girare il mondo nel verso giusto. E' come mi sento in questo momento.

Il Giuramento.

Potrò trovare trovare requie a questa pena ?
Saprò farne uno scudo alla tristezza ?
Con chi reciterò di nuovo questa scena ?
Chi mi darà languor con sua carezza ?

Non ho risposte a questi versi sciocchi,
non vedo soluzione alla malinconia del cuore
ma voglio tanto che ancora tu mi tocchi
che le tue labbra recitino Amore

Che io possa annegar per sempre nel tuo sguardo
trovar mio nido nel covo del tuo cuore
che la follia d'amor mi renda tardo
e sordo e cieco e scevro di furore.

Altro non ho che il mio dolce rimpianto
l' odore buono della tua bianca pelle
il suon della tua voce , come un canto
che fa brillar più forte anche le stelle.

Io non mi muovo più da questo mondo.
Sarò per te riferimento eterno
di fede, stima ed amor profondo.
Potessi sprofondare nello Inferno.

Messer Tebaldo

filosofia spicciola


Attenzione: elucubrazione senza un apparente filo logico in arrivo. As usual.

Un amico lunedì mi ha fatto notare il fondo di U. Galimberti su La Repubblica, a proposito dei pronunciamenti di Papa Ratzinger sul lavoro, sull'ozio e sull'anima. Leggendo sempre di sfuggita le cose di Galimberti mi erano sempre parse interessanti e abbastanza profonde. Questa mi è sembrata un trionfo dell'ovvio. Lo stesso amico mi aveva fatto notare che, nonostante spessissimo mi prenda gioco di F. Alberoni, ho molti suoi libri. Ed è vero, in effetti.

Leggere Alberoni adesso, soprattutto sul Corriere della Sera, è improponibile. E' il profeta dell'ovvio. Ma, confesso, leggere Alberoni a 20 anni mi ha arricchito, mi ha cambiato, mi ha aperto un mondo, mi ha fatto capire che stavo percorrendo la strada giusta per diventare una persona migliore. Soprattutto L'Amicizia e L'Arte d'Amare sono stati due libri che, come dire, mi hanno fatto capire che quello che cercavo nell'amore e nell'amicizia era la cosa giusta.

Mi è successo altre volte, e capivo perfettamente di rasentare la supponenza. Ho frequentato corsi di psicologia applicata al lavoro, ero affascinato dalle spiegazioni del o della docente, ma quando arrivavo alla fine, mentre tutti gli altri si stupivano e si meravigliavano, ringraziavo ma aggiungevo "Sapevo già tutto. Mi comporto esattamente così, come lei dice che ci si dovrebbe comportare per creare un ambiente di lavoro a misura d'uomo, per rispettare tutto e tutti".

Ecco perchè ho ironizzato sulle parole del Papa l'altro giorno. Ecco perchè a volte sappiamo già tutto, ma abbiamo solo bisogno di qualcuno che ci dica quello che già sappiamo, magari solo in maniera più convincente. Non c'è bisogno di scomodare gente con due lauree, a volte. E' solo una questione di rispetto, degli altri soprattutto. Nel caso del lavoro, è una questione di rispetto reciproco, ma visto che considero tutti i frequentatori di questo blog persone intelligenti (altro peccato di supponenza), dipende dal rispetto che il capo ha per noi. A meno che non siate capi voi stessi. In tal caso, ricordatevi, se mai lo siete stati, di quando eravate manovali.

Non è difficile.



La foto è di Cat. Thanks

indovina indovinello


il giorno dopo ferragosto, il ragazzo nell'immagine, saturo di birra e vino, ha intonato un famoso motivetto per allietare la serata dei presenti.
qual'era questo famoso motivetto?
the nominiiiis:
- tu che mi hai preso il cuore di Laura Pausini;
- mi...ti...amo di Marcella Bella;
- alzati la gonna della Steve Rogers Band;
- lei è di Paolo Meneguzzi;
- maiale di Drupi;
- champagne di Peppino di Capri;
- chi mi può capire dei New Trolls.

Indovinino indovinino!!!

Al vincitore un 33 giri dei Pooh!

20060822

due anni


Oggi, ventidue agosto 2006, mio nipote Alessio compie due anni. Faccio pochi discorsi ed ancora una volta prendo in prestito le parole di Cristiano Godano per dedicargliele con un affetto che ancora oggi stento a definire. Mentre ascolto mentalmente la canzone, ripenso a quel 23 agosto 2004, il giorno dopo, quando mia sorella mi incaricò di andarlo a prendere dalla nursery. Era più piccolo delle mie due mani messe insieme e tremavo.

Serrande alzate

Il mio naso sulle tue palpebre
(serrande alzate)
che non sanno se chiudere
la bottega in cui le fate
hanno lo sguardo immoto
sul dormire che non giunge.

Il tuo fiato è un poco affannoso,
si disperde là
dove vagheggi chissà
quale fantasia perduta
o fiaba, raccontata
per avere il tuo sonno.

Dalle tapparelle un bel sole
riga di buonumore quel pulviscolo;
dentro sono avvinto e c'è amore
in groppi e batticuore: lo sentissi anche tu!

Il mio naso sulle tue palpebre
le sfiora appena
e sa non farsi notare:
fiuta forse il gusto d'arcano
del tuo trasognare
che oltrepassa ogni meta?

Metafisica è la tua intesa
con ciò che mi sfugge
e posso solo ammirare.
Molto fisica è la sorpresa
di averne prova...
ora che ho appreso a scrutare.

Lievemente il sole è calato
e un nuovo taglio estende quelle strisce ridenti;
dentro sono avvinto e c'è amore
in groppi e batticuore: lo sentissi anche tu!

La mia culla è meraviglia esplosa
non ti dondola ma avvolge e ammanta.
La mia culla è poesia ansiosa
di svelarmi quello che ti incanta.

meglio con la barba o con i baffi?


vergogna zero


Lo ammetto, ogni tanto cedo, e mi faccio conquistare dalla musichetta. L'ho sempre fatto, e credo sia un difetto (se così lo vogliamo considerare) di tutti; quindi, così come univo i Kiss a Donna Summer e a Umberto Tozzi nel 1978, oggi ascolto i Tool, i Sigur Ròs e The Pipettes.

Ci sono dei dischi che non valgono niente, tipo "More Along" degli All American Rejects, avuto gentilmente da un amico ben introdotto, che ringrazio. Pop-rock da adolescenti ancora non scafati. Ma quando ascolto la loro Dirty Little Secret dimentico i problemi del mondo. Provare per credere. E non mi vergogno.

20060821

intervallo


Chiedo scusa, mi intrometto tra le birre, bevanda, tra l'altro, a me molto gradita.
Ieri sera stavo guardando stancamente (aggettivo che mi si addice particolarmente in questi ultimi tempi, tempi in cui la vecchiaia si sta pian piano impossessando del mio corpo) la finale di ritorno di coppa di Spagna tra Barcelona ed Espanyol. Mi è venuto un pensiero buffo, una similitudine da barzelletta. Ve la regalo così, senza pensarci tanto.

Ronaldinho col pallone è un po' come le donne capricciose: quando decide, non te la fa mai vedere.

le birre in belgio # 4



le birre in belgio # 3



le birre in belgio # 2



le birre in belgio # 1

della nostra vacanza tra le fiandre e la vallonia fondamentali sono state le birre.squisite. eccole immortalate nella serie le birre in belgio


beautiful people

Rabbia. Dolcezza. Poesia. Sofferenza. Orgoglio. Ingiustizia. Tenerezza. Leggiadria. Dolore.

Dateci un'occhiata: http://community.webshots.com/user/catermon

miracolo!


La cosa mi ha stupito appena questa mattina ho comprato il giornale: il Papa ha detto una cosa sensata!! "Troppo lavoro indurisce il cuore". http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/08_Agosto/20/papa.shtml
http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/esteri/benedettoxvi-tre/lavoro-indurisce-cuore/lavoro-indurisce-cuore.html

Meno male che c'è lui a ricordarcelo!

20060820

back home

alla fine sono di nuovo a milano.
le ferie stanno per finire, ma per noi che siamo in vacanza da una vita la cosa non ci spaventa.
da domani un pò di racconti e resoconti delle vacanze.

sulla vita


Ho deciso, dopo attenta riflessione, che per riuscire a fare tutte le cose che voglio fare, ho bisogno di vivere almeno due vite.

Ho proseguito la riflessione scherzando con me stesso sull'estetica di questa eventuale reincarnazione. Se potrò scegliere in chi o che cosa reincarnarmi, vorrei farlo in Glenn Stromberg, calciatore svedese dell'Atalanta di molti anni fa. Sono convinto che Odino si sia ispirato a lui, quando ha generato suo figlio Thor.

20060817

stancamente



Anche questo agosto 2006 si trascina stancamente alla fine. Il tempo non è granché ma tra gli amici e il lavoro non c'è tempo di annoiarsi. Certo, anche le notizie dei giornali aiutano a rilassarsi alla grande.

Martina Stella non perdona Lapo. Questa si che ci interessa.

Va già meglio quando si legge della situazione il Libano del sud, anche se già si capisce che la situazione non durerà per molto.

Pamela Prati fa il bagno in una vasca piena di nutella. Cosa non si fa per rimanere sui rotocalchi.

"Scoperta" in pieno centro a Torino una famiglia che, forse a causa della disabilità della madre, aveva scelto di segregarsi in casa: padre madre e figlia 29enne. Forze dell'ordine e Vigili del fuoco li hanno, appunto, "scoperti" grazie a infiltrazioni d'acqua che trafilava in altri appartamenti dello stabile nel quale vivevano. In Francia, uccide il padre a fucilate perchè voleva bruciargli la playstation. Mal comune, mezzo gaudio? No, povera patria, se nostra patria è il mondo intero.

Interessante e a suo modo piacevole la notizia del salvataggio dei tre pescatori messicani recuperati da una barca taiwanese tra le isole Marshall e le Kiribati, in Micronesia, dopo una deriva di nove mesi, durante i quali i tre si sono cibati di pesce, anatre e gabbiani crudi, e hanno bevuto acqua piovana. I componenti dell'equipaggio del peschereccio che li ha tratti in salvo ha dichiarato di averli trovati "magri, ustionati dal sole, molto affamati, ma tutto sommato in buone condizioni". I naufraghi hanno dichiarato di essersi affidati alla preghiera, in questi nove mesi.

Ma, come spesso accade, la notizia più bella e spettacolare, arriva da casa Berlusconi. Una delle tante. Silvio, per festeggiare il ferragosto, ha organizzato una festicciola a Villa Certosa, presso Porto Rotondo (foto). Oltre a misteriose esibizioni (c'è chi parla di Patty Pravo, chi di Gigi D'Alessio), era stato organizzato un mini vulcano, con tanto di lapilli e colata lavica. I residenti della zona hanno allertato 115 (Vigili del fuoco), Protezione Civile e Guardia Forestale. Copio/incollo il passaggio saliente dell'articolo da www.repubblica.it :

Le squadre antincendio sono giunte sul posto e hanno accertato che non si trattava altro che di un effetto scenico voluto da Berlusconi per animare la sua festa di Ferragosto. Gli effetti speciali erano talmente accurati da trarre in inganno gli ospiti delle ville vicine, ma anche i volontari del campo della protezione civile di Luogosanto, giunti intorno all'una e trenta alle porte delle villa e immediatamente respinti dal servizio di sicurezza dell'ex premier.

Che dire? Fantastico. Dopo notizie del genere, siamo tutti, secondo me, un po' più ricchi.

20060816

I feel good

In questi giorni mi sento così:

Salvo,
proprio quando l'ultima speranza,
già voleva abbandonarmi
stavo, naufragando senza via di scampo,
come in un incubo,
il dolore sta passando e sorrido perchè sono salvo,

Ho ancora acqua da bere,
sole nei miei occhi
e un destino che mi sta cercando,
in un modo o l'altro sarò pronto,
pronto a riceverlo,
ho rischiato di affrettarlo
e sorrido perchè sono salvo
salvo per miracolo sono salvo

Lascio dietro me,
gente che sembrava amichevole
e un uomo nello specchio stanco,
con un cuore che a volte non crede,
per venire qui,
ho preso la via lunga e difficile,
sbagli che si fanno
in fondo è andata bene e sono salvo

Lascio dietro me,
gente che sembrava amichevole
e un uomo nello specchio stanco,
con un cuore che a volte non crede,
per venire qui,
ho preso la via lunga e difficile,
sbagli che si fanno
in fondo è andata come è andata

E adesso
passo il mio tempo,
solo sulla spiaggia
mentre guardo questo mare caldo,
forse un giorno manderò un messaggio,
se dovessi farlo,
vorrei scriverci soltanto
al momento sono sano e salvo
ma c'è mancato un attimo,
ho lasciato ogni rimpianto
e sorrido perchè sono salvo

Mi scuso per non aver aggiornato il blog con tutti i fans, ma ho un problema con la connessione. Spero di risolverlo al più presto, in modo anche da postare cose leggermente più sensate. C'è da parlare di Bobo Rondelli e l'Ottavo Padiglione a Effetto Venezia, del festival MusicaW a Castellina e di altre amenità del genere. Sono stati 5 giorni intensi e qualcosa è rimasto.

20060813

grazie. ancora

Probabilmente vi sembrerò esageratamente sentimentale, diverso, per chi mi conosce di persona, da come appaio, ma sono in effetti molto sensibile alle presenze delle persone, amici vecchi e nuovi. E allora, questa volta volevo cogliere l’occasione per ringraziare tutti, ma in particolar modo alcune persone che riescono ad allietare le serate che, diversamente, sarebbero non noiose, ma senza dubbio meno interessanti.

Visto che ho già usato Grazie dei Marlene Kuntz, che sposa grande scrittura e significato, questa volta vorrei usare un paio di testi sicuramente meno eleganti, ma non per questo meno efficaci, specialmente se li pensiamo accompagnati dalla musica.

Il primo è il testo di Thank U di Alanis Morissette:

e se smettessi di prendere questi antibiotici
e se smettessi di mangiare quando sono piena
e che dire di quelle carote trasparenti penzolanti
e che dire di quel kudo eternamente elusivo

grazie india
grazie terrore
grazie disillusione
grazie fragilità
grazie conseguenze
grazie grazie silenzio

e se smettessi di incolparti di tutto
e se per una volta godessi del momento
e che dire di quando mi fa sentire bene finalmente perdonarti
e se piangessimo tutto uno alla volta

grazie india
grazie terrore
grazie disillusione
grazie fragilità
grazie conseguenze
grazie grazie silenzio

il momento in cui ho mollato è stato il momento in cui avevo troppo per le mani
il momento in cui sono saltata giù
è stato il momento in cui ho toccato terra
e se smettessi di essere masochista
e se ricordassi la tua divinità
e se piangessi sfrontatamente fino a finire le lacrime
e se non mettessi sullo stesso piano la morte
con il fatto di finirla

grazie india
grazie provvidenza
grazie disillusione
grazie nulla
grazie chiarezza
grazie grazie silenzio

Il secondo, così rendiamo anche omaggio ad una band che ci ha dato tanto, e nonostante non esista più da oltre 20 anni, continua a darci qualcosa, è quello di Thank You e loro sono i Led Zeppelin:

Se il sole si rifiutasse di splendere, io ti amerei comunque.
Quando le montagne crolleranno nel mare, io e te ci saremo ancora.
Che donna che sei, ti ho dato tutto me stesso, che donna che sei, niente di più.
Piccole gocce di pioggia sussurrano di dolore, lacrime d’amore perse nei giorni passati.
Il mio amore è forte, con te niente è sbagliato.
Dovremmo restare assieme fino alla morte.
Mia, mia, mia.
L’ispirazione è ciò che tu sei per me, ispirazione, guarda… osserva.
E così, oggi il mio mondo sorride, la tua mano nella mia,
camminiamo, grazie a te succederà, per me esisti solo tu.
Felicità, niente più è triste, felicità… sono felice.
Se il sole si rifiutasse di splendere, io ti amerei comunque.
Quando le montagne crolleranno nel mare, io e te ci saremo ancora.

In definitiva grazie. Voi sapete chi siete.

20060811

senza parole

Ancora un terribile incidente sul lavoro: 469 morti in 5 mesi

Operaio tagliato in due da lastra di marmo

Stava caricando la lastra in un container diretto a Livorno. Una delle funi si è strappata lasciando cadere il pesante carico

MASSA CARRARA - Andrea Tavarini, 43 anni, è deceduto a Ortonovo venerdì mattina intorno alle 6,30, tagliato in due da una lastra di marmo, durante una fase di carico. L'operaio della Commerciale Graniti intorno alle 6 stava effettuando le operazioni di sgancio funi all'interno del container diretto a Livorno che avrebbe dovuto trasportare le lastre. Una delle funi si è strappata lasciando cadere una lastra che ha tagliato in due l'operaio. Tavarini lascia una compagna incinta di alcuni mesi.

«MORTI BIANCHE»: 469 IN CINQUE MESI - Non più tardi di giovedì il ministro del Lavoro Cesare Damiano, ha reso noto gli ultimi dati disponibili degli incidenti sul lavoro in Italia, elaborati dall'Anmil su fonte Inail, e riferiti ai primi cinque mesi di quest'anno. Il numero delle vittime è di 469 (più dei tre morti al giorno dell'intero 2005), mentre si rileva un aumento di oltre 1.200 denunce di infortuni sul lavoro, che passano da 375.215 dei primi cinque mesi dell'anno scorso ai 376.495, calcolati tra gennaio-maggio 2006. Il ministro ha promesso una svolta: non esclude che già a partire dalla prossima Finanziaria vengano stanziate nuove risorse e decise nuove iniziative per risolvere il problema della sicurezza sul lavoro.

IMPEGNO - «Non si può più rimanere inerti di fronte a una strage che sta assumendo proporzioni inaccettabili per il nostro Paese. Ben venga l'appello del ministro Damiano e l'impegno del ministero del Lavoro», ha commentato il segretario generale del sindacato Ugl, Renata Polverini.
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Non so se si è capito, ma a me queste cose mi fanno girare veramente i coglioni.

20060810

summer on an empty beach


Franco Battiato e Orchestra Toscana + Joan As Police Woman, 5/8/2006, Piombino (LI), Piazza Bovio

Insolita ma bella la cornice di Piazza Bovio a Piombino, affacciata sul mare e protesa verso l’arcipelago, il palco spalle al mare. Insolita ma di tutto rispetto l’accoppiata di questa sera, succulenta per i più attenti alle grandi firme: Joan Wasser e i suoi, aka Joan As Police Woman, aprono per il guru Franco Battiato, in una veste tutta da scoprire, accompagnato dall’Orchestra Toscana. Non una grandissima affluenza di pubblico (come al solito, d’estate la Toscana diventa come Milano d’inverno, con la sola differenza che c’è una grande offerta di pacchianaggine), ma c’è la concomitanza del primo sabato d’agosto, e, nel raggio di 20 km, Gianna Nannini a Follonica e Lucio Dalla a San Vincenzo. Certo, io non ho avuto problemi a scegliere, ma immagino altri si.

Joan parte alle 21,15 circa, e si capisce subito che non è in grandissima forma come qualche settimana fa a Torino prima degli Strokes; il pubblico più attento però non può rimanere insensibile alle sue dolcissime e asimmetriche melodie. Qualche fan acquistato anche stasera Joan.

Una mezz’ora scarsa, un rapidissimo cambio palco, ed ecco l’ormai attempato Franco (attempato solo all’anagrafe, bisogna riconoscergli): il palco è riempito dai musicisti dell’orchestra, e sovrastato da quattro lampade enormi stile ikea, di quelle con la sfera di carta all’esterno; ondeggiano al soffio della piacevole brezza marina, mentre Battiato con un improponibile crocchia che esalta il naso “importante”, il capello imbiancato e un impeccabile completo scuro (ma senza cravatta), saluta con quel sorriso a metà tra il sardonico e l’educato, e dà il via alla prima parte infarcita di belle e ricercate cover, dove si palesa anche l’amico filosofo Manlio Sgalambro, questa sera in grande spolvero, simpaticissimo e pungente (si esibirà cantando La Mer di Trenet e dispensando una lista di bellissimi consigli sulle note dell’orchestra; inizia invece con un breve trattato sulla canzone). C’è De André con La canzone dell’amore perduto, c’è Sergio Endrigo con Aria di neve, altri anziani e poco conosciuti performer e canzoni bellissime. Battiato è in splendida serata, dialoga col pubblico e offre una serie gustosa di siparietti con le prime file, battute a non finire (“mi ha chiesto Fetus…non era nato neppure tuo padre ai tempi!”, “devo tagliarmi i capelli” sciogliendosi la crocchia e rivelando di stare ancora peggio; ci metto del mio sottolineando “sarà meglio” facendo svenire dalle risate alcune ragazze vicine alla mia postazione; e via così), insieme ad intense versioni dei suoi brani più belli.

Oltre all’orchestra ci sono Angelo Privitera alle tastiere e ai campionamenti, e i giovanissimi ma tosti FSC (“questi sciamannati”), basso chitarra e batteria, e il tutto si rivela una dimensione perfetta per la musica di Battiato; ci sono i momenti sinfonici e delicati con la sola orchestra e il piano del direttore Carlo Guaitoli, ci sono i momenti spiccatamente rock con i soli FSC, quelli di avanguardia con l’elettronica, appunto, di Privitera, e quelli corali che si integrano alla perfezione, quando è proprio Battiato, in un certo senso, a dirigere l’orchestra, a guidare le danze.

Sintomatico che, personalmente, non avendo neppure un disco del siciliano, conoscessi tutti i pezzi sciorinati. Avanguardia, ma soprattutto bellissime canzoni d’amore (La cura, ovviamente, su tutte) con linguaggio alto, ma perfettamente inserito nella metrica impeccabile, pezzi indimenticabili e perfino danzerecci come L’era del cinghiale bianco, caustici e cattivi in alcune parti. Per chi scrive, il momento più alto arriva con Povera patria, malinconica e durissima, accolta con svariati applausi a scena aperta.

Poco male, se ci si accorge con tranquillità che il buon Franco non arriva più sui toni alti, che lascia buona parte di questi al singalong del pubblico, e che nella medley finale lasci completamente il ritornello di Cuccuruccuccu al chitarrista degli FSC (lì, davvero, ti accorgi quanto il timbro sia importante, più dell’intonazione).

Probabilmente il più geniale degli artisti musicali italiani degli ultimi 25 anni. Gran bel concerto.

Argentina nov 06 - 0


UX1044 K 05NOV 7 FCOMAD HK1 B 1855 2120 738 0 F
SEE RTSVC
3 NM1271 Q 05NOV 7 MADEZE HK1 1 2350 0820+1 332 E 0 M
SEE RTSVC
4 NM1222 Q 29NOV 3 EZEMAD HK1 1400 0850+1 333 E 1 M
SEE RTSVC
5 NM3113 Q 30NOV 4 MADFCO HK1 2 1510 1730 319 E 0 G

I più smaliziati capiranno. Si riparte, domenica 5 novembre 2006 per tornare giovedì 30 novembre; destinazione Argentina. Itinerario probabile: da Buenos Aires verso sud, fino a Ushuaia, nella terra del fuoco, e ritorno a Baires. Passaggio obbligato da Arteaga dagli amici.

Si sta muovendo qualcosa anche per i prossimi viaggi. Aprile l'Africa, Malawi. Fine 2007 Messico, probabilmente. Di nuovo Argentina, il nord e Iguazù, magari nel 2008. Affascinante ritornare all'Isola di Pasqua (ci sono stato nel lontanissimo 1994) nel 2010, ci sarebbe un periodo nel quale sarà visibile un'eclisse solare totale.

Nostra patria è il mondo intero.

20060809

il figlioccio del vento


Andrew ieri ha finalmente cominciato a vincere roba importante. Lo spero proprio. Non lo conosco di persona, ma lo ammiro e lo tifo da quando aveva 15 anni, da quando ho scoperto la sua storia. Adesso ne ha 21, ha un fisico scultoreo e sorride sempre.
E ieri ha vinto l'oro nel salto in lungo agli europei di atletica.

E' nero ed è italiano. Questo è nuovo che avanza. Non Matarrese.

Grande Andrew, grande.

amici (non di Maria De Filippi)

Gli amici veri
anche se non li vedi tutti i giorni
sono dentro di me
sono dentro di noi


E' un estratto da un testo de Lenostrescimmie, qualcuno tra i più attenti saprà che era la band nella quale ho suonato. Questa mattina ho ricevuto una mail da un amico, il bassista, con il quale ci siamo visti sabato passato al concerto di Battiato. Era un po' di tempo che non ci vedevamo, e lui ha sintetizzato il piacere di rivedersi con questa frase, per noi carica di un valore aggiunto rispetto alla pura estetica della prosa.

Ciao Lore, questa è per te.

20060808

incredibile amici


MASTELLA, DA OGGI VIA LE TARGHE DI CASTELLI

ROMA - "Da oggi credo che i vari palazzi di giustizia si attiveranno per eseguire la circolare che ho firmato ieri sera con la quale chiedo di togliere, dalle aule giudiziarie, la targa che recita 'La giustizia e' amministrata in nome del popolo' voluta dall'ex guardasigilli Roberto Castelli". Lo ha detto il ministro della Giustizia Clemente Mastella durante la conferenza stampa al Ministero del Lavoro, nella quale, insieme al ministro Cesare Damiano, ha presentato il piano di reinserimento per gli ex detenuti. Dell' iniziativa del guardasigilli scrive oggi il quotidiano 'la Repubblica'. "Mi sembra più corretto verso i cittadini lasciare, nei tribunali, la sola e vecchia formula 'La legge e' uguale per tuttì: in questo non c'é nessuna forzatura e nessun contrasto con chicchessia, mi sembra semplicemente una formula più agile e snella".

Nonostante l'indulto non mi sia piaciuto per niente ma proprio per niente, per la prima volta in vita mia sono d'accordo con Mastella.

E' grave?

tanto per capirsi


l'insostenibile ineluttabilità delle cose



Ineluttabile, ineluttabilità. Sono sempre stato affascinato da questo termine. E pensare che c'è anche una (bellissima) canzone che si intitola proprio così, ed è di una delle mie band italiane favorite, i Marlene Kuntz. Siccome ho dei problemi con i titoli, e spesso mi accade di ascoltare musica distrattamente, mi sono reso conto che si intitolava così, come piace a me, solo dopo averla eletta come mia canzone preferita dei MK.

Ma torniamo all'ineluttabile. E' ineluttabile la libecciata sul mare. E' ineluttabile che se conosci una giovane tedesca che secondo te assomiglia a Nina Persson dei Cardigans e quindi un po' a Kirsten Dunst, ti piaccia. E' ineluttabile la morte. E qui mi viene in mente una frase del nostro filosofo preferito (Neffa chico snef), si muore una volta sola ma si vive ogni giorno.

E' ineluttabile innamorarsi delle persone sbagliate. E' ineluttabile amare.

E allora, perchè la guerra?

questione di charme


Era un po' di tempo che non ci cadevo. Se ricordate l'ultimo "cambio" nel lettore mp3, ricorderete che l'ultima entrata è stata Worldwide Underground di Erykah Badu. L'ho ascoltato per la prima volta un paio di settimane fa; ero uscito dalla Firenze-Bologna per evitare una coda e stavo percorrendo una strada di montagna. Mi ero dimenticato che questa donna ti strega. Sono caduto in trance. Il disco non è granchè, è una specie di EP (ma di 50 minuti) con remix di pezzi vecchi. Ma, come sempre, che stile, che voce, che classe, che sex appeal.
Questo si che è r'n'b diavolo! Impossibile non innamorarsi di questa voce.

Ci sono ricascato.

20060807

completezza di informazione


CARNEIGRA – E Tutti I Pesci Vennero A Galla (Arroyo Records, Venus distribuzioni)

Vengono da Livorno, e dopo diversi anni di gavetta e radicali cambiamenti di organico, arrivano al debutto con un cd che definire bello mi pare sinceramente riduttivo.

Decisamente affascinante in ogni sfaccettatura, a partire dal packaging, frutto di un’idea del pittore livornese Luca Bellandi, sviluppata dalla grafica di Michael Rotondi, questo lavoro orgogliosamente labronico ci porta delicatamente per mano, tra storie di gente semplice (Le lumache, 9000 2000 ora), innamorata (Ape per amore), di mare (Mi hanno rubato il mar), ci racconta episodi storici livornesi tramandati oralmente (La Tacchinata del ’52), parla di immigrati (Samira, Djallo Djelo), ci fa sentire canzoni popolari riarrangiate (Maremma) e poesie livornesi messe in musica (La formiola, Modigliani).

I riferimenti musicali sono Capossela, Waits, Conte, volendo De André, ma anche tutta la musica popolare dell’intero bacino mediterraneo, dal flamenco, ai balcani, ai suoni arabeggianti, il tutto amalgamato con estrema eleganza.

Musicisti tutti al di sopra della media (tra l’altro, alla chitarra Matteo Pastorelli ex Snaporaz, e alla batteria Simone Padovani dell’Ottavo Padiglione), e la bella voce di Emiliano Nigi, che non sarà “particolare” come quelle (tanto per citarli ancora) di Waits, Capossela o Conte, ma che la modula benone e la adatta alle diverse atmosfere delle canzoni, come un camaleonte.

Un cd che può piacere davvero a tutti quelli che amano la buona musica, senza distinzioni, e una band che merita una carriera.

PS recensione del novembre 2004

www.carneigra.com

nostalgia di Modì


Carnèigra, 4/8/2006, Livorno, Effetto Venezia, Piazza del Luogo Pio

Serata infernale per Livorno: causa chiusura strade e alcuni sensi di marcia cambiati, una coda di quasi due chilometri in via della Cinta Esterna farà perdere il traghetto a quasi 500 persone. Lì vicino, un classico dell'estate livornese, Effetto Venezia (dal nome del quartiere adiacente al porto), protagonisti in questo venerdì i livornesi "di scoglio" Carnèigra. Per me, ennesima volta che li vedo e li sento, curioso di seguire la gestazione e la crescita dei nuovi pezzi, quelli che, si spera, comporranno il successore dell'ottimo debutto "E Tutti I Pesci Vennero A Galla".

Il palco è enorme, la piazza disinteressata: alle 22,30 ci sono i fuochi d'artificio. Giustamente, i ragazzi ritardano l'inizio. Quando i fuochi sembrano finiti, si comincia, e invece, quasi a spregio, riecco i fuochi. Emiliano, il cantante, fa di tutto per prenderla bene e ci scherza su. Poco a poco la piazza si avvicina, si fa sotto, si interessa. I suoni sono buoni, e i Carnèigra ci danno dentro com'è loro solito. I bei pezzi del primo disco (La Formi'ola, La Tacchinata del '52, M'hanno rubato il mar, ecc.) si incastrano con i nuovi, quasi tutti interessanti. Su tutti spicca Less Is More, una specie di scioglilingua in una sorta di grammelot dove Emiliano la fa da padrone (e ricorda davvero tanto il miglior Capossela), come nell'energica L'artista, sempre di grande effetto.

Sul palco sempre tutti precisi, c'è, come già dalla scorsa estate, un chitarrista aggiunto del quale non conosco il nome; se devo scegliere, stasera, mi è sembrato in grande spolvero Alessandro, ai fiati.

Quasi un'ora e dieci di concerto, dalle 23 circa a mezzanotte e dieci, e nel finale Emiliano che, forse innervosito dai vigili urbani che vengono a reclamare la chiusura delle danze, o forse no (conoscendolo, credo lo pensasse veramente), si lancia in una chiosa alla festa, molto critica, con parole, però, più che condivisibili, dettate dall'amore per la sua Livorno: Questa festa è sempre più ridicola, sempre meno cultura e sempre più ristoranti. Questa è la città che amiamo.

Ancora una volta, bravi Carnèigra, io tifo per loro.

20060806

il sole c'è, ma.....


Ho tante idee in testa, tranquilli, mi ci vorrà tempo per buttarle giù ma lo farò.
Intanto, dopo un giorno di mare pieno come si deve, chiacchere e vecchi amici con nuovi "nipoti" da viziare appena saranno più grandicelli, durante la mia ormai consueta passeggiata per cercare di tenermi in forma, l'mp3 ha rimandato una delle più belle canzoni italiane degli ultimi 25 anni (anche se ieri sera Battiato ne ha sciorinate un bel po', sue e di altri). Nonostante il mio solito ottimismo, fa bene, anche solo per 5 minuti, diventare un po' ombrosi e malinconici, e forse anche melanconici, sulle parole di Aspettando il Sole dei Messaggeri della Dopa, che, a dire il vero, in questo momento, ma anche in altri in passato, rappresentano l'esatta fotografia del cuore spezzato ma voglioso di ripartire senza guardarsi indietro con rabbia, ma solo cercando il lato positivo di quello che si è passato. In questo pezzo, Giuliano Palma (foto), con la sua bellissima voce, arricchisce il rappato di Neffa, il tessuto musicale è delicato, romantico nonostante sia un pezzo hip-hop senza essere levigato e scritto apposta per le classifiche come le ruffianaggini di, che so, Nelly, e crea un'alchimia rara tra ritmo serrato senza essere veloce e testo intenso e sofferto. Sono convinto che questo pezzo farà fatica ad invecchiare.

Se ne avete una copia mettetela su e lasciatevi andare ai ricordi, ma anche ai progetti, senza rancore ma con voglia di vivere. Se non l'avete, procuratevela.

Io la dedico a tutti voi che leggete questo blog, che lasciate testimonianze, ma anche a chi legge senza lasciare traccia, so che ci siete, agli amici che conosco di persona e che ormai lo hanno elevato a passaggio quotidiano. Ognuno di noi ha vissuto un momento così, ed ognuno è ripartito, il fatto che siamo qui lo testimonia.

Tutti quanti voi, conosciuti, sconosciuti e silenziosi, arricchite la mia vita, fortunatamente già ricca di suo. Non certo per merito mio, ma degli altri. Non esisteremmo da soli.

Aspettando il Sole - Neffa e i Messaggeri della Dopa

La tele resta spenta e non la guardo più
ho un nodo in gola che è difficile mandare giù,
fumo un po', sposto via la tenda, cielo grigio piombo io non lascio che mi prenda,
la nostalgia che sale lentamente come mai
io penso a te mi chiedo adesso dove sei cosa fai,
chissà se tu avrai mai pensato a me,
al nostro fuoco che bruciava e mo' è cenere.

Ma tutto passa piano e pure se fa strano io sorrido
perché so che oggi non ti chiamerò,
quel che viene venga e mi sta bene
quel che è stato è già passato e mo' il passato se lo tiene,
e piove già da un tot,
la pioggia bagna la mia pelle ma mi asciugherò
perché so che il tempo è ciclico
e so che un po' di tempo è quello che ci vuole
mentre un guaglione sta scacciando il male sta aspettando il sole...

Oggi non c'è sole intorno a me salvami, risplendi e scaldaci,
voglio il sole, cerco nuova luce nella confusione di un guaglione...

...e oggi è come ieri ma forse è un'impressione
frutto della mente di un guaglione
sarà che non c'è il sole sarà che tutto sembra resti uguale
sarà quel che sarà sono preso male
ma nessuno chiama e non so chi chiamare
cerco di schiodarmi e penso solo a quello che ho da fare
uh Gesù Gesù, sono io la vittima dei demoni che tornano
e che vengono a tirarmi giù
i miei cattivi pensieri che mi aspettano
braccano, parlano e parlano
dove sono i raggi che scaldavano un guaglione
dove sono gli altri della mia ballotta mo' che sono nel ciclone
in dopa trovo la mia cura
in dopa mischio le radici e la cultura, l'energia pura
la musica mi detta le parole caccio queste rime e so che prima o poi ritorna il sole...

Oggi non c'è sole intorno a me salvami, risplendi e scaldaci,
voglio il sole, cerco nuova luce nella confusione di un guaglione...

...vada come vada e va da sé conto solo su di me
e già so che già sai che...

Chico fa quel che s'ha da fare quando amore non c'è

... dev... dev... devo imbustare
perché in tasca manca money
sempre più difficile restare calmo in questa situazione
sclero, non ne voglio più parto da zero
so che in qualche modo devo andare su ma...
non c'è più luce, solo buio che fa male
non c'è più pace solo rabbia che ogni giorno sale
so bene dove sono e adesso voglio stare qui,
sentire il beat se sei all'ascolto vieni a prendermi rapiscimi,
musica colpisci al cuore
boom cha boom cha però non c'è dolore
distendi le tue mani guaritrici su un guaglione
mentre sta aspettando il sole...

Oggi non c'è sole intorno a me Salvami, risplendi e scaldami,
voglio il sole, cerco nuova luce nella confusione di un guaglione...

20060805

Anita


Dimenticavo: diamo il benvenuto ad Anita, la figlia di due carissimi amici. Vorrei scrivere sempre parole ad effetto in casi come questi, ma anche nel caso della nascita di mio nipote sono riuscito a dire "è brutto come tutti gli altri quando sono appena nati".

Anita io non l'ho ancora vista, ma sono sicuro che è già bella dentro. Non potrebbe essere altrimenti, con due genitori così.

Benvenuta cara, e ricorda: è un mondo difficile, ma ne vale la pena.

20060804

considerazioni brevi


Forse qualcuno non lo sa, ma anch'io ho amato i Pink Floyd. The Dark Side Of The Moon versione vinile ha girato per mesi sul mio giradischi mono, forse avevo 12 anni, The Wall fu la colonna sonora delle mie vacanze dai cugini a Carrara a 13, il video di Live At Pompei fu lo sfondo delle mie serate fumose, piene di birre e panini in un pub di Forlì durante l'anno di servizio militare, cose così.

Qualche tempo fa, era una giornata festiva, percorrevo da solo in macchina l'autostrada della Cisa, per chi non lo sapesse, la La Spezia-Parma. Il giorno prima aveva nevicato e, si sa, i paesaggi innevati col sole già fanno il suo effetto. Alla radio, per caso, c'era Confortably Numb.

Parte l'assolo, e mentre guido, mi metto a piangere. Di gioia, come mi succede spesso. E pensare che io ero per Waters, contro Gilmour.

Credo che quell'assolo sia uno dei più belli della storia della musica. C'è poco da aggiungere.

considerazioni


Vi avevo detto del corso per nutrizionisti di questo inverno, e della possibilità di andare in Malawi a dare una piccola mano. Per il momento, mi è stato chiesto dal Presidente della ONLUS di scrivere una considerazione sul corso concluso, da pubblicare sul sito dell'associazione, lo ricordo, www.pangono.org . Per voi, amici, in anteprima lo scritto. Accanto, la bandiera del Malawi, uno dei paesi più poveri del mondo.

Progetto Chikhulupiriro – Corso per volontari nutrizionisti

A chi non piace viaggiare? A pochi, credo. Viaggiare apre la mente, rende più tolleranti e aperti. Incredibile ma vero, nei mesi a cavallo tra la fine del 2005 e la prima metà del 2006, un gruppo di persone quanto mai eterogeneo, ha viaggiato rimanendo a Rosignano, in una sala adiacente la Chiesa di Santa Croce.


E’ stato un viaggio non facile, ma abbiamo avuto buonissime guide. Il viaggio è stato un corso per volontari nutrizionisti. Alcuni frequentatori del corso, a partire dal novembre 2006, andranno in Malawi a dare manforte al nuovo progetto della ONLUS Pang’ono Pang’ono: un centro di assistenza per bambini malnutriti. Questa, sommariamente, la cronaca.

E le sensazioni? Molte e diverse. E’ stato bello vedere negli occhi degli “insegnanti” e dei responsabili della ONLUS, la soddisfazione per la riuscita del corso: si aspettavano un calo di presenze drastico dopo i primi incontri. Non è stato così.

In certi momenti, è stato difficile trattenere le lacrime, in altri il disgusto. Le storie del dottor Frontini, le foto dei bambini, la morte raccontata fa paura ugualmente. E sconvolge.
E pensare che ancora non siamo partiti!

In altri momenti, è stato interessante, ma anche un po’ triste, scoprire che molte “trame” socio-politico-farmaceutiche non sono conosciute da tutti. Questo è il risultato della cultura della televisione.

E allora, parliamo a noi stessi col cuore in mano: siamo tutti, inconsciamente, occidentali (o “abitanti del primo mondo”, scegliete voi) con fortissimi sensi di colpa (e questo è un bene), ma ci stiamo spegnendo nel momento in cui accendiamo la tv. Abbiamo ancora una grande forza dentro, e allo stesso tempo abbiamo ancora tempo per perderci dentro gli occhi di un bambino.

Armiamoci solo di questa nostra forza soffocata dal consumismo, e partiamo. Non è la prima volta che viaggiamo, lo abbiamo già fatto con questo corso: sarà dura, ma ci verrà voglia di partire ancora.

Siamo ciò che diamo, non ciò che riceviamo.

20060803

Svizzera + Belgio ago 06

grützi
dalla svizzera. da zurigo. dal computer di léon che ci ospiterä stasera.
siamo stati a sant gallen fino a stamattina. grosse cene ricche di maiale e vino.
domani mattina probabilmente si parte per bruxelles. questa sera spero di andare alla ROTE FABRIK. qualcuno in cucina sta preparando il cous cous...ole'
bacio tutti, ma un pö di piu' il mio coblogger, che mi manca tanto...

good news


Jenna Jameson, attrice porno piuttosto famosa anche in Europa, entra, con la sua copia di cera, da Madame Tussaud a Las Vegas.

E' una buona notizia, soprattutto perchè viene dagli USA. E qualcuno potrebbe anche cominciare ad aprire gli occhi.

Era un'allusione verso i bigotti, per il resto bisogna solo strabuzzarli gli occhi.

Brava Jenna, siamo fieri di te. Personalmente preferisco altre attrici porno, Jenna mi sembra troppo casta, ma in questo caso è più un simbolo che altro.

Make love, not war, del resto, è un motto quantomai attuale.

a proposito d'oriente


Paradise Now - di Hany Abu-Assad 2005

Nablus, oggi. Said e Khaled sono amici da una vita, una vita ingabbiata, come quella di ogni palestinese. Tirano avanti con dei lavoretti, vivono con le famiglie, o con quello che ne rimane. Suha, figlia di una figura eroica per i palestinesi più estremisti, torna a Nablus e si accorge di avere undebole per Said. Said è affascinato da lei, ma fa finta di niente.
Il pomeriggio stesso del ritorno in città di Suha, Said e Khaled sono scelti per compiere una missione da kamikaze in Israele. Cominciano per loro le ultime 24 ore. Al momento dell'azione terroristica, qualcosa va storto, e Said rimane con la carica esplosiva addosso, vagando senza meta e senza riuscire a decidere cosa fare.

C'è bisogno di film come questo. Ce n'è un bisogno terribile.
I kamikaze sono una realtà inimmaginabile per noi, eppure esistono. E magari, sempre per noi che non riusciamo ad immaginarli, ce li figuriamo come pazzi esaltati. E invece eccoli lì. Due giovani per niente ignoranti, pacati, pieni di vita, di amore, sentimenti, affetti.
L'occhio del regista ce li propone in maniera semplice, per niente filtrata, in tutta la loro realtà, senza prendere posizione, senza tentare virtuosismi, lasciando dire tutto alla storia che, supponiamo, si discosta pochissimo dalla verità assurda di tutti i giorni, in medio oriente. Tutto ciò non toglie che il film si componga anche di scene davvero indimenticabili, seppur grottesche, come spesso accade per questo tipo di filmografie.
Encomiabile il cast tutto, dove spiccano però, paradossalmente, le donne.
Suha, interpretata dalla splendida Lubna Azabal, che già ci lasciò senza fiato in "Exils", e l'intensissima (seppur con poche scene) Hiam Abbass, che interpreta la madre di Said, vista e apprezzata nel gioiello "La sposa siriana" (film dal quale ritroviamo anche l'incredibile faccia di Ashraf Barhoum, che qui interpreta Abu-Karem, il capo dei terroristi). Intrigante Kais Nashef nella parte di Said.
Agghiacciante il finale.

Necessario.

traiettorie


È Oriente - Paolo Rumiz

Il perché si dovrebbe leggere questo libro, oltre che viaggiare, ve lo spiego con uno stralcio del libro stesso:

Il viaggio può salvarci. Il nomadismo lento, lo sguardo diagonale dal finestrino, il dialogo vis-à-vis nello scompartimento, l'ascolto di voci deboli, la fatica, la condivisione. Non abbiamo alternative per orientarci fra queste montagne di impressioni, scariche emozionali, stati d'animo, frammenti di voci, schegge di immagini da luoghi troppo piccoli, oppure, all'estremo opposto, conversazioni troppo grandi, scontri di opinioni in libertà nel cielo rarefatto dei talk show. Per non isolarci nell'afasia, schiacciati fra localismi zoppi e pestilenze globali, chiusura nelle piccolo patrie e nostalgie di imperi impossibili.

Sono di parte, giudicando questo libro. Rumiz è uno di quei giornalisti dei quali leggo sempre gli articoli, quotidiano o settimanale che sia. E, come dice lui stesso nei ringraziamenti, col tempo ha messo a punto questo stile di scrittura giornalistica "on the road", che ti parla di facce, ti racconta le storie e la storia, che inquadra il tutto in un contesto socio-politico.
Dall'Italia del nord-est a quella da nord a sud lungo la dorsale adriatica, dalla Berlino riunificata a Istanbul passando per i balcani e toccando quasi la Russia, su chiatta lungo il Danubio, Rumiz ci fa viaggiare stando fermi fisicamente, ma innesca la molla del ragionamento nei nostri cervelli.
Quando parla dell'Italia, oltre all'umorismo comune anche all'amico Marco Paolini (compagno di viaggio in un'avventura simile), ritroviamo anche personaggi simili al Perego di Antonio Albanese (la cultura del capannone).

Stile impeccabile, contenuti importanti.

20060802

la poesia del viaggio


Volevo andare al cinema stasera, ma poi mi sono attardato in pratiche autoerotiche. Che diamine, è o non è il blog della liberazione della sessualità?!?!
E, insomma, come al solito dopo una dura giornata di lavoro e una bella camminata con i Messaggeri della Dopa e i Tv On The Radio nelle orecchie, un po' di spesa, incontri di amici, cenetta, un minimo di tele, barba e capelli (a proposito: il baffo avanza lentamente; non è folto, ed è tricolore: castano, rossiccio e bianco), nonostante tutto ho un po' di cose che mi girano nella testa e non so da dove cominciare. In principio volevo scrivere del mio quotidiano preferito, ma lo farò un'altra volta. Volevo scrivere e romanzare una bella scopata fatta di recente, ma forse è meglio aspettare ancora un po', così aumenta la percentuale di bugia che ci metterò dentro. Poi volevo scrivere dell'immigrazione, ma lo farò tra le righe. Alla fine, questa sera mi concentrerò su un giornalista-scrittore che sta tornando sulla mia personalissima ribalta in questi giorni.

Si tratta di Paolo Rumiz, triestino, inviato prima per Il Piccolo di Trieste, poi per La Repubblica. L'ho conosciuto per caso, grazie ad un ex collega (grazie Luca, so che legge ogni tanto), che mi prestò un bel po' di tempo fa il libro Maschere per un massacro - Quello che non abbiamo voluto sapere sulla guerra in Jugoslavia. Il libro mi piacque moltissimo. Crudo, diretto, sosteneva una interessantissima teoria, che provo qui a semplificare: lo scoppio della guerra nella ex Jugoslavia fu "artificiale". L'odio etnico e tutte le motivazioni addotte dai media e dagli esperti fu fomentato ad arte da pochi potenti ai quali conveniva la guerra per arricchirsi e stabilirsi in posizioni di potere, chi da una parte, chi dall'altra. Mi lasciò stupefatto ma anche affascinato. Feci leggere un po' di tempo dopo questo libro ad un'amica croata che ha sposato un amico italiano, lei ne parlò anche con suo fratello che dopo un po' ebbi la fortuna di conoscere, un'altra persona splendida, ed entrambi convenirono che la teoria del libro aveva aperto loro nuovi scenari sui quali non avevano mai riflettuto, ma che potevano benissimo essere veri. Rumiz è da sempre conosciuto come esperto di Balcani, ma non solo. Andando avanti, dopo ancora un certo lasso di tempo lo ritrovo su Repubblica come inviato di guerra, ma anche come editorialista sul profondo nord. Scopro più tardi che è un appassionato viaggiatore, e questo mi conquista definitivamente: ci sono giorni in cui non riesco a leggere il giornale per niente, se non nei titoli, ma se c'è un pezzo di Rumiz faccio di tutto per leggere almeno quello.

La cosa eccezionale è che Rumiz non si accontenta di essere viaggiatore, ma sceglie ad arte le maniere più strane e ricercate di viaggiare. Il Danubio in barcone. Trieste-Istanbul in bicicletta. L'Italia in treno ma sulle tratte secondarie fino ad accumulare 7480 km, gli stessi della Transiberiana dagli Urali a Vladivostok. Dalla Croazia alla Liguria percorrendo le Alpi. In barca a vela come la Serenissima da Venezia a Lepanto. Da Torino a Gerusalemme in una sorta di percorso a ritroso, dalla Sindone al Sepolcro.

Tre giorni fa, a sorpresa, sempre su Repubblica, il nuovo viaggio: da Savona a Capo Sud percorrendo tutto l'appennino italiano a bordo di una Topolino del 1953. Fantastico. Tralascio il fatto che spesso lo accompagnano personaggi quantomeno importanti, quali Marco Paolini, Altan, Moni Ovadia, non nego che quando scrivo dei miei viaggi un po' mi ispiro a lui, vi invito a leggere sia i suoi articoli che i suoi libri, e per darvi un'idea vi riporto un paio di spezzoni di questo ultimo viaggio (siamo al terzo giorno).

La giornata dei briganti, disertori, sbandati stupratori di femmine, comincia alle Capanne di Còsola, valico in capo al mondo a quota 1493, dopo una salita da bestie, col mulo meccanico surriscaldato, un birrino e una strana locanda dal bancone in Emilia, i tavoli in Piemonte e la terrazza in Lombardia.

Poveracci, non facevano soldi, puzzavano, la gente gli rovesciava pitali di piscio dalle finestre, dormivano vicino alla bestia ed erano pieni di pidocchi (...) ce n'era anche uno che andava a far ballare la scimmia (...) Dio quanta fame c'era, quanto fatica, quanto lavoro dei nostri emigranti...Siamo partiti così giovani che non abbiamo fatto in tempo a fare i partigiani. Nel '43 eravamo già inglesi, americani, sbarcavamo in Normandia...Alcuni finirono a El Alamein a sparare contro i compaesani, per la guerra voluta da un idiota...Mi fa male ricordare, ho il cuore debole...E poi sa, mi fanno tenerezza 'ste rumene, 'ste ucraine che vengono qui, magari sono laureate e puliscono il culo a noi vecchi...Basta prendersela con i forestieri! Dicono che sono ladri...ma noi cosa eravamo? Sa quanti imbroglioni abbiamo in Italia? Chi se la prende con gli immigrati non ha memoria.

Che dire? Leggere per capire. Grazie Paolo.

coliere

verna

20060801

estate

A grande richiesta (unicamente dell'amico Garaz), pubblico questo altro breve racconto di qualche tempo fa, senza ritoccarlo. A costo di passare per fissato. Anzi, siccome lo sono, è inutile nasconderlo!!

Era luglio, faceva caldo ma non troppo, un leggero vento di ponente attutiva l'afa incombente; era andato a casa nella pausa pranzo, e stava tornando a lavoro in macchina, visto che poi a fine orario sarebbe partito direttamente per andare al cinema un po' distante.
Per andare a lavoro percorreva un lungo rettilineo che attraversava il paesone, lo stesso che facevano tutti per andare al mare; su questo rettilineo c'erano alcuni rallentatori, quei dossi artificiali che rompono un sacco i coglioni.
Al primo incrocio, uno scooter si immise sulla stessa via che stava percorrendo, precedendolo di alcune decine di metri; la ragazzina che lo guidava catalizzò immediatamente la sua attenzione. Alta, snella, le gambe leggermente a X, poco seno, abbronzata, un top nero, una gonnellina color denim, infradito arancione. Più che l'abbigliamento, il fisico o qualcos'altro, lo colpì la postura che assumeva a cavallo dello scooter.
Ad ogni rallentatore, con la macchina arrivava a pochi metri dallo scooter; la ragazzina, come se si fosse resa conto del suo sguardo, che per la verità non era classificabile con un aggettivo preciso, ad ogni accelerazione dopo i rallentatori guardava a lungo nello specchietto.
La cosa finì quando cambiarono strada, ma Cris non poté impedire alla sua immaginazione di continuare a correre.
Immaginò di fermarsi dopo averla affiancata, di toglierle il casco e di farla sedere lateralmente rispetto alla sella dello scooter, e senza spogliarla, leccarle la fica spostandole il costumino, facendola gemere. Poi, l'avrebbe fatta mettere supina, in modo che appoggiasse il petto alla sella, lui l'avrebbe posseduta stretto tra il manubrio e il gancio per il casco, prima stringendole le anche, poi prendendola per le spalle e farglielo sentire fino in fondo. Le avrebbe stretto le costole, le avrebbe percorso la spina dorsale con l'indice della mano destra dopo averlo bagnato sul suo clitoride.
Poi sarebbe arrivata la polizia e li avrebbe incarcerati per atti osceni in luogo pubblico.
Ma si può?!

paura di volare?


United 93 - di Paul Greengrass 2006

11 settembre 2001: sappiamo tutti cos'è successo. Quattro commandos di estremisti musulmani dirottano altrettanti aerei negli USA, due si schiantano sulle torri gemelle del World Trade Center, uno sul Pentagono. Si sa un po' meno sul quarto aereo: lo United 93, appunto.
Paul Greengrass, regista di Bloody Sunday ma anche di The Bourne Supremacy, prova a raccontare la storia delle ultime ore di quel volo.
Il risultato, nel vuoto pneumatico di questa estate 2006 a livello di uscite cinematografiche, è senza dubbio positivo. Adrenalina giusta nei momenti topici, e un lento ma incessante avvicinamento all'evento, uno stillicidio di tensione, di sguardi misti a frivolezze da galateo di volo. Nessun tentativo di entrare nella mente dei dirottatori (siamo lontanissimi da quel capolavoro che è Paradise Now), ma un discreto punto di vista umano sulla loro essenza di persone, fatte di difetti, tic, paure, frustrazioni. Dosato anche l'eroismo che scaturisce dalla coalizzazione dei passeggeri per far fronte al pericolo, che in mano ad un altro regista poteva diventare esageratamente enfatizzato e macchiettistico. Interessante il montaggio alternato con l'escalation "esterna": il centro radar della zona di New York, la torre di controllo dell'aeroporto di partenza dello United 93, il centro direzionale della contraerea, alle prese con ordini che non arrivano e aerei disarmati. Pochi fronzoli e tanta tensione, crudezza e violenza spicciola. Camera nervosa ed efficace. Attori sconosciuti ma sorprendenti.

Per quanto si possa essere dubbiosi o quantomeno non filo-americani, si esce scossi da questa visione.

profezie


Scusate se ci torno sopra. Era il 1994 e Neffa insieme ai Sangue Misto faceva uscire SxM, un disco che è una pietra miliare per l'hip-hop italiano.
Ascoltate questo pezzo e leggetene il testo.



Io sono il numero zero
facce diffidenti quando passa lo straniero in sclero,
teso vero vesto scuro, picchio la mia testa contro il muro
sono io l'amico di nessuno stai sicuro resto fuori dalla moda e dallo stadio
fuori dai partiti e puoi giurarci, io non sono l'italiano medio
ma un cane senza museruola la N E la doppia F A
Passaparola chico canta che ti passa, ma non mi passa piu' testa bassa,
la repressione mi butta giu' schiaccia quando lo sbirro mi da' i pugni nella faccia
per me lo stato e' solo stato di minaccia
quando vedo il tunisino all'angolo che spaccia la nera presi a schiaffi del magnaccia
io so che e' tutto made in Italy percio' non chiedermi se canto Forza Italia o no...

Rit.: None none... la mia posizione e' di straniero nella mia nazione...

Non parlate alla straniero e lo guardate male
e ogni singolo secondo la tensione sale e' SangueMisto
e non rispetta piu' il confine viene da dove era stato cacciato fuori come un cane
e ora non ci sto, non ci credo e non ne voglio piu'
solo disprezzo per lo stato e le divise blu
schivo come Neffa a zero grado di fiducia
quando la terra brucia e' allarme rosso per le strade,
non sei piu' al sicuro tu stavi chiuso in casa ed e' crollato il muro
quindi adesso e' tutto pronto per lo scontro,
con chi viene da fuori e non ci sta piu' dentro
quello che mi han dato da quando sono nato l'ho pagato
e ho visto ogni 2 anni una strage di stato e' un rompicapo,
ma dubbi sui mandanti non ne ho sono lo straniero questo e' quel che so...

Rit.: none none... la mia posizione e' di straniero nella mia nazione...

Io quando andavo a scuola da bambino
la gente nella classe mi chiamava marocchino, terrone
"Muto! Torna un po' da dove sei venuto!"
E questa e' la prima roba che ho imparato in assoluto...
La seconda e' che sei fatto nell'istante in cui ti siedi
quando sento la pressione dalla testa ai piedi
la situazione per me non cambia: era merda e resta merda
per i cani della strada, razza bastarda alla sbarra sott'accusa
ed ogni giorno c'e' un buon motivo
e la giuria ha gia' detto ed il mio verdetto e' negativo
straniero nella mia nazione
perche' qualcuno vuol metter fine alle storie di un guaglione...
La tensione in strada sale a 1000
vivo questa situazione sopra la mia pelle giorno dopo giorno,
notte dopo notte resto all'erta guardo le mie spalle
anche se la strada e' deserta
stesso film, stessa storia: Neffa ha gia' salvato quindi resta in memoria
e un guaglione mette a fuoco il suo pensiero resto fuori perche' io sono lo straniero.

Rit.: None none... la mia posizione e' di straniero nella mia nazione...

passaggi


Luglio lascia spazio ad agosto. E' stato un bel fine settimana, amici che rivedi sempre volentieri, gente nuova che magari non vedrai più ma è sempre un piacere. Caldo, e ancora caldo. Pensieri.

Ho deciso di farmi crescere i baffi. Non dei baffi da carabiniere, dei baffetti fini fini. Ho visto una mia foto e il gioco d'ombra pareva disegnare dei baffi sul mio viso sinceramente non bello, ed ho deciso che sarei stato bene. Vedremo.

Ho deciso di mettere in sottofondo una canzone vecchissima e fuori moda, ma che mi piace sempre parecchio. Si intitola Don't Stop Believin', di una band americana chiamata Journey. Mi toccava il cuore tanti anni fa, e ci riesce ancora. Forse l'avrete sentita anche voi, seppur non conoscendola, se avete visto il film Monster con Charlize Theron e Christina Ricci; si sente quando le due si baciano per la prima volta, e si ascolta ancora sui titoli di coda. Il cantante della band curava la musica per quel film, e si è fatto un regalo. Ma lo ha fatto anche a me. E' un semplice pezzo di quel tipo di musica che una volta si chiamava A.O.R., Adult Orientated Rock, un rock leggero, da autostrada americana. Mi dà speranza. Quelle tastierine e quella voce da mezzo castrato.

Ho deciso di scrivere una lettera d'amore. A costo di rendermi ridicolo. L'ho fatto, e l'ho spedita. E' inutile nascondere i propri sentimenti, anche se sai benissimo che non sono ricambiati. Come quella stupenda battuta del film Il ladro di orchidee, che diceva pressappoco così: "non mi interessa se lei non è interessata a me, se si prende gioco di me: io sono innamorato di lei, ed è una cosa così bella che nessuno me la può togliere".

Ho ripreso in mano un vecchio quaderno e ho dato un'occhiata ad altre lettere d'amore. E' sempre bello scriverne. In mezzo a loro, la mia poesia per mia madre. Prima o poi ve la farò leggere. Giorni fa un'amica che ha un bar, mentre facevo colazione da lei, mi ha chiesto perchè la copia che stava vicino alla lapide è stata tolta: le piaceva molto. Magari piacerà anche a voi, anche se è un po' triste. In fondo, basta solo pensare che la morte è parte della vita. Ma queste sono frasi fatte, e questo non è un blog di frasi fatte.

Ho deciso di andare avanti, come ho fatto sempre. E di stare bene. Come sempre.
Perchè come mi disse il tassista Ivan di Santa Marta, Colombia, ¿pero la vida es bella, no?

PS lo so, un'altra frase fatta. Perdonatemi

20060729

living in a brick lane


Sette mari, tredici fiumi - di Monica Ali

Naznee e Hasina nascono in Bangladesh in un villaggio poverissimo; Hasina fugge di casa a 16 anni per coronare il suo sogno d'amore, mentre Nazneen viene data in sposa a Chanu, che vive a Londra, un uomo che si sopravvaluta, che lei non ha mai visto e che ha il doppio dei suoi anni.

Nazneen accetta il suo destino, Hasina vuole deciderlo da sola : finirà al contrario, o quasi.

Monica Ali è nata in Bangladesh ed è cresciuta in Inghilterra, e questo suo libro d'esordio è davvero bello; ci offre uno spaccato interessante su uno dei paesi più poveri del mondo (il Bangladesh naturalmente), sull'immigrazione verso paesi ricchi, sulla difficile integrazione e sul dopo 11 settembre da un punto di vista musulmano; ma il libro è valido anche dal punto di vista dei personaggi, delineati in maniera meravigliosa, anche se marginali. Un esempio su tutti, il marito Chanu, un essere piuttosto meschino e pieno di sé senza alcun motivo, descritto senza mai usare bassezze dall'autrice, cogliendo perfettamente quello che realmente una donna come Nazneen avrebbe pensato di lui.

Davvero una bella scoperta.