No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20151213

Averti nel mio deserto

Have You in My Wilderness - Julia Holter (2015)

Di Julia Holter, quasi 31enne losangelina graduata alla CalArts, intellettuale musicale, cantante, tastierista e batterista, prossima collaboratrice nientemeno che di Jean-Michel Jarre, se ne è parlato un gran bene, sulle riviste specializzate, già da qualche anno, e soprattutto in occasione dell'uscita del suo precedente Loud City Song, uscito nel 2013. Lo confesso: l'ho ascoltato molte volte, evidentemente senza la dovuta concentrazione, e non sono riuscito a cavarne un ragno dal buco, nel senso che non ho trovato la chiave di lettura, e per questo non ve ne ho parlato. Adesso, mi pongo seriamente all'ascolto del suo quarto album (per chi fosse interessato, gli altri oltre al già citato sono Tragedy del 2011 e Ekstasis del 2012), per dirvi che la ragazza ci trasporta, mediante la sua musica, in un mondo estremamente vellutato, tanto per darvi dei riferimenti, esattamente all'opposto di quello che fa Anna von Hausswolff. Melodie soffici, senza dubbio raffinate, senza pretese né di low-fi né di alternative, arrangiamenti quasi orchestrali, costruzioni della forma-canzone complesse ma non difficili, uso misuratissimo degli strumenti ma con ampio raggio di tipologia (piano, tastiere di ogni tipo, effettistica, batteria, archi, basso, chitarre, fiati), e una voce deliziosa, che in alcuni passaggi risulta talmente stilosa che potrebbe essere francese, se non cantasse in inglese. Alcuni pezzi potrebbero pure risultare catchy (Sea Calls Me Home, Everytime Boots, Feel You, Silhouette, quelli più ritmati), in altri si divaga un po' troppo, ma è sempre un bell'ascoltare.



Of Julia Holter, almost 31 year old graduated to the LA CalArts, intellectual musician, singer, keyboardist and drummer, next collaborator of Jean-Michel Jarre, it was discussed a lot, in a good way, in magazines and on line, from some year, and especially after the release of his previous "Loud City Song", in 2013. I confess: I have heard it many times, apparently without due concentration, and I was not able to take out a spider from his hole, I mean, I did not find the key reading, and this is why I haven't wrote about it. Now, I asked myself to listen seriously her fourth album (for those interested, other than the aforementioned they are "Tragedy", 2011, and "Ekstasis", 2012), to tell you that she takes us through his music, in a world extremely smooth, just to give you references, exactly the opposite of what Anna von Hausswolff do. Soft melodies, definitely refined, unpretentious nor low-fi or alternative, almost orchestral arrangements, construction of the song format complex but not difficult, thrifty use of any kind of instruments, but with wide range of types (piano, keyboards of any kind, effects, drums, strings, bass, guitars, horn section), and a lovely voice, that, in some passages, is so full of style that it could be French, if she weren't singing in English (if you know what I mean). Some pieces may well be catchy ("Sea Calls Me Home", "Everytime Boots", "Feel You", "Silhouette", the more rhythmics), in others she digresses a bit too much, but it's always a good listening.

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