No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20151214

Il martello delle streghe

Hammer of the Witches - Cradle of Filth (2015)

Periodo di sfide personali: riuscire ad argomentare critiche in maniera costruttiva. Mi spiego meglio: i Cradle of Filth, band inglese di metal estremo attiva da oltre 20 anni, li ho sempre mal digeriti. Fanno parte di quel genere di metal che non sopporto, perché flirta con la melodia in un modo che non mi piace, quello sinfonico, alla stessa stregua dei Dimmu Borgir, giusto per dare delle coordinate, solo che almeno dei norvegesi mi piace il nome. In realtà, la mia è giusto una diffidenza da novizio, visto che poi, solitamente, approfondendo l'ascolto, riesco sempre a trovare parecchi punti di contatto con quel che mi piace nel metal. La band inglese, che ruota da sempre attorno alla figura del leader indiscusso Dani Filth, unico superstite della line-up originale, ha cambiato direzioni, e naturalmente, ha inglobato nuove influenze, così come fanno tutti, per sopravvivere e non risultare sempre uguali a se stessi. Certo, ai miei orecchi, probabilmente poco avvezzi, non suonano così diversi da quelli di Nymphetamine del 2004, ma sarà certo un problema mio.
I Cradle of Filth, come che sia, rimangono fedeli, nella costruzione armonica dei tappeti chitarristici e degli assoli, allo stile maideniano, si ispirano naturalmente ai top del genere Slayer e Venom attualizzandoli, incrociano tutto con sinfonie orchestrali di ispirazione classica, estremizzano i ritmi delle canzoni fino al parossismo, e si ispirano alla mitologia "oscura" per i testi. E' innegabile che alcuni scorci dei loro pezzi siano anche godibili, a livello melodico, il rifferama è più che apprezzabile dal punto di vista metal, e spesso ci sono ottimi assoli, ma lo stile di canto di Dani a me, continua a risultare un po' grottesco. Così come il suo make-up da palco, che risulta un incrocio tra quelli di King Diamond e Gene Simmons.



The British band, which always revolves around the figure of the leader Dani Filth, the only survivor of the original line-up, have changed directions, and of course, has incorporated new influences, as well as everyone else, to survive and not be always equal to themselves. Of course, to my ears, probably unfamiliar with this symphonic black metal style, they do not sound so different from those of Nymphetamine in 2004, but it is certainly my problem.
The Cradle of Filth, anyway, remain faithful, in the construction of sonic carpets, and in the harmonicity of the guitars solos, to the Iron Maiden style, they are inspired, of course, the top of the genre, like Slayer and Venom, modernizing them, all of this is intersected with orchestral symphonies classically inspired, extremes the rhythms of the songs until the climax, and are inspired by obscure mythology for the lyrics. It's true that some glimpses of their pieces are also enjoyable, as for the melodic part, the rifferama is more than welcome in terms of metal style, and there are often excellent solos, but the singing style of Dani to me, still seems to be a little grotesque. As well as her make-up for the stage, which is a cross between those of King Diamond and Gene Simmons.

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