No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20210718

Sculptrice et artiste peintre française.

Camille Claudel 1915 - Di Bruno Bumont (2013)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Alla fine della sua carriera la scultrice Camille Claudel sembra soffrire di problemi mentali. Distrugge le sue stesse statue e afferma ripetutamente che il suo ex amante Auguste Rodin intendeva rendere la sua vita miserabile. Di conseguenza, suo fratello minore Paul la manda in un manicomio alla periferia di Avignone. Claudel cerca di convincere il suo medico che è perfettamente sana di mente, mentre vive tra pazienti che ovviamente non lo sono. Vuole disperatamente rivedere suo fratello, sperando che alla fine possa sostenere la sua sanità mentale.

Dumont per la prima volta alle prese sia con un'attrice professionista, e non una a caso (una Juliette Binoche al tempo stesso misurata e devastante), sia con un biopic (il secondo sulla scultrice francese; su Rodin, nel 2017 è poi uscito anche un film intitolato allo stesso artista). Ne esce ovviamente un film disturbante e profondamente poetico, fatto di sguardi, quelli della protagonista stessa, una riflessione sulla follia, o meglio, su come cambi la sua stessa percezione, e sull'accettazione da parte della società occidentale delle donne in quanto artiste.

Dumont for the first time struggling with both a professional actress, and not one by chance (a Juliette Binoche at the same time measured and devastating), and with a biopic (the second on the French sculptress; on Rodin, in 2017 it was released also a film named after the same artist). The result is obviously a disturbing and deeply poetic film, made up of gazes, those of the protagonist herself, a reflection on madness, or rather, on how our perception about it changes, and on Western society's acceptance of women as artists.

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