Bologna, anni Ottanta: Tommy Bandiera, orfano di padre, cresce con la mamma Alice e la famiglia di lei. I racconti dell'avventuroso zio Ianez, i giochi condivisi con gli amici Athos e Selva fra cortile e parrocchia, e le prime, timide, relazioni con le coetanee scandiscono le tappe della sua crescita sino alla sconvolgente apparizione del vero amore. L'impareggiabile Ester, però, fa battere il cuore anche al nuovo arrivato Raul, che di Tommy diventerà la guida e la nemesi, il modello irraggiungibile e il "peggiore amico" capace di scortarlo attraverso le prove iniziatiche tutt'altro che innocenti dell'adolescenza. L'asimmetrico triangolo che li lega negli anni delle scuole superiori prenderà via via i colori di una tenera educazione sentimentale e di una conturbante lotta per trovare il proprio posto nel mondo; la meraviglia e la fatica del diventare grandi li metteranno di fronte a scelte non scontate e passi senza ritorno, tradimenti che li sprofonderanno nell'abisso della disperazione e inattese prove di lealtà capaci di riaccendere la fiducia, sino alla grande, incancellabile, avventura che vedrà i tre ragazzi protagonisti nell'estate dei diciott'anni. (ibs.it)
Devo ammettere che, a volte, quando chiudo i libri di Brizzi, con quel sorrisetto idiota che mi si dipinge sulla faccia (perché, non c'è un cazzo da fare, riesce sempre a conquistarmi), mi chiedo se non sono io che, in qualche modo, mi lascio abbindolare sempre, e arrivo sempre ad un giudizio falsato da un errato metodo. Poi mi dico che non mi frega niente, e quindi, vi consiglio caldamente anche questo suo libro, ormai non più recente, perché ancora una volta, riesce a farci diventare nostalgici, riesce a farci immedesimare nel protagonista, nella sua formazione, anche se non siamo cresciuti orfani, anche se non tifiamo Bologna, eccetera. Ancora un grande spaccato italiano, recente, ancora una grande storia di amore e di amicizia. Amico mio, anche se non ci conosciamo, anche se non ci siamo mai incontrati, vorrei abbracciarti.
I must admit that sometimes, when I close Brizzi's books, with that idiotic little smile that spreads across my face (because, no way, he always manages to win me over), I wonder if I'm somehow always being fooled, and I always arrive at a judgment tainted by a flawed method. Then I tell myself I don't care, and so I highly recommend this book of his, now not so fresh, because once again, he manages to make us nostalgic, he manages to make us identify with the protagonist, with his upbringing, even if we didn't grow up orphans, even if we don't support Bologna FC, etc. Another great, recent Italian portrait, another great story of love and friendship. My friend, even if we don't know each other, even if we've never met, I'd like to hug you.

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