No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20140528

siamo lì?

Are We There - Sharon Van Etten (2014)

Potrei aprire questa recensione con un mucchio di luoghi comuni. Potrei parlarvi di altri dischi, probabilmente più "importanti", usciti ultimamente. Invece, vi voglio parlare di questa ragazza del New Jersey, che ho conosciuto musicalmente solo con questo suo quarto disco. Può essere pure vero, come tendono a dire molti maschi maschilisti, che le donne parlano troppo. Ma quando invece cantano così, non è mai troppo. Non è jazz, non è propriamente folk anche se in molti la incasellano così, è stata in tour con The National, Neko Case, Beirut, St. Vincent e, ultimamente, con Nick Cave & The Bad Seeds (apparendo anche come backing vocals per Nick ed i suoi in alcuni live). La sua voce è potente, estesa, incisiva, con un timbro particolare e con una tecnica che mi pare davvero notevole, ma la cosa non finisce qui, perché Sharon scrive testi e musica, e solo da questo disco, senza aver (ancora) ascoltato i precedenti, vi posso assicurare che non proprio tutti, ma diversi pezzi sono belli, addirittura bellissimi, nelle sue interpretazioni senza dubbio sentite e piene di un trasporto che genera empatia nell'ascoltatore. La Van Etten è capace di creare armonie sia con pezzi rarefatti, piano e voce (I Know), sia arricchendoli via via con batteria, tastiere, fino a chitarre elettriche rock (You Know Me Well). Ogni volta, riesce a toccare le corde del cuore, parlando di cose terrene, fino ad essere sfacciata e perfino sboccata ("I wash your dishes, but I shit in your bathroom" canta in Every Time the Sun Comes Up).
Come ho avuto spesso l'occasione di dire, per altre musiciste e performer, questo è materiale da maneggiare con cura, soprattutto per maschietti bisognosi d'affetto.

PS la foto di copertina è a dir poco eccezionale

2 commenti:

Dantès ha detto...

segnata!

jumbolo ha detto...

:) vecchia volpe...