No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20141012

foresta boreale

Taiga - Zola Jesus (2014)

Non ricordo più nemmeno quando ho sentito Zola Jesus la prima volta, ma non è passato molto tempo. Naturalmente, a differenza di quando si è giovani, i ricordo sono meno marcati. Ma sto divagando. Mentre ascoltavo a ripetizione Taiga (uscito il 7 ottobre 2014), cercando come sempre "la chiave", due cose mi son salite alla mente. La prima, essendosi rarefatte le uscite discografiche di Bjork, Zola Jesus, nonostante l'abbondanza di voci femminili belle ed interessanti, mi sembra l'unica in grado di alzare l'asticella, come dicono quelli che amano le metafore sportive. Questo disco lo afferma nuovamente, secondo la mia modesta opinione. La seconda, questo Taiga è uno di quei dischi che non ha una "chiave". E' abbastanza omogeneo, ma diverso dai suoi predecessori. Il percorso di Nika Roza Danilova è stato quasi inverso rispetto a quello che fanno alcuni artisti, partendo da cose più orecchiabili e poi dandosi a qualcosa di meno mainstream. Eppure, non sarà così facile sentire pezzi di questo disco in radio, perché probabilmente i suoni sono troppo avanti. E anche se Dangerous Days, il singolo che ha anticipato di oltre tre mesi l'album, ha un ritornello che è piuttosto catchy, sono sicuro che, almeno le prime volte, chi l'ha suonata pubblicamente aveva qualche dubbio. Se andate sulla scheda Wikipedia di questo disco, alla voce genre trovate synthpop e PBR&B (già citato per FKA twigs), come dire, elettronica si, ma dai '70 a oggi ed oltre. E' già un indizio. Non abbiate paura: la musica di Zola Jesus non è mai stata così accessibile come con questo Taiga. Ci sono le aperture sinfoniche con i fiati, di quelle già sentite in passato e che rendono epica e sontuosa la sua musica, ci sono gli archi che rendono lo stesso pezzo tutto ad un tratto delicato come un ramoscello ghiacciato, e c'è, adesso più che mai, una tendenza al pop r'n'b da classifica, di quello alla Rihanna per intendersi. Proprio così, e se siete stati attenti sapete benissimo che c'era da aspettarselo. Tra l'altro, quest'ultima attitudine si sposa magnificamente con la voce di Nika, provare per credere (Lawless ne è forse uno degli esempi più cristallini, ma ne troverete traccia per tutto il disco). La cosa non rende per nulla, a mio giudizio, il disco "commerciale", tutt'altro. Accessibile si, ma non da far suonare in palestra, per dire. E questo, lo sapete benissimo, è buon segno. Ancora una volta, è un essere femminile che ci fa ascoltare la musica del futuro, guardando contemporaneamente al passato. Ancora una volta, chapeau per Zola Jesus. Uno dei dischi del 2014. 




Amazing voice, that of Zola Jesus, but at the same time marvellous capacity for being ahead of all the others. On this Taiga, she choose to become more catchy, more easy in a certain way, but obviously, she did at her own way. So you will find, in the same song, the epicness and the sumptuousness of the horn section, that make it "big", and after five seconds you will find a string section, that will make the same song delicate as a frozen twig. Then, you realize that her voice is more beautiful than ever, and after two minutes you will understand that that song is nothing but a pop/r'n'b song (such as those of Rihanna, for example), played in a unique, electronic way.

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