No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20141029

Rheinberg (Germania) - Ottobre 2014 (2)

Dormo in un hotel vicinissimo all'aeroporto, che pare in mezzo al nulla. Il mattino della domenica esco dopo la colazione, e mentre metto i bagagli in auto per recarmi al parcheggio, incappo in un'esperienza surreale. E' presto, nel parcheggio dell'albergo arriva un auto, gira, si ferma nelle mie vicinanze, e il tipo che guida, solo, mai visto in vita mia, mi saluta e mi dice "non ti ricordi di me?". Scende, mi si avvicina, e attacca una storia che solo dopo mi renderò conto non essere troppo credibile. Mi dice di essere un fornitore che aveva avuto rapporti lavorativi con me, di aver cambiato lavoro, di aver messo su un'attività nel campo dell'abbigliamento. Mi, come si dice, "intorta". Mi chiede di me, io ingenuo rispondo ma rimango sul vago. Alla fine, mi regala due abiti e un cappotto, secondo me sbagliando anche la taglia. Me li carica proprio in auto. E poi, eccolo lì. Quando io dico, sempre più sbalordito, che non so come sdebitarmi, lui mi chiede qualcosa "per la benzina". In quel momento, evidentemente, io "rinvengo". Cortesemente, gli dico che magari quegli abiti non mi entrano neppure, e lo invito a riprenderli. Lui mangia la foglia, e sempre cortesemente, se ne va e saluta. Tentata truffa? Chissà. Certo, che per essere un truffatore, il poveraccio si è pure alzato presto, e tra l'altro ce la metteva tutta per parlare con un accento emiliano, tradendosi verso la fine. Andiamo avanti. Parcheggio, navetta, aeroporto. Sulla navetta insieme a me, un signore bolognese anziano, col quale scambiamo battute sull'attualità politica, e poi dentro l'aeroporto ci auguriamo reciprocamente buon viaggio. Lui, evidentemente pensionato e solo, sta andando in Iran, "per capire com'è davvero la situazione, perché dei telegiornali non mi fido". Spettacolare. Come dire, in mezz'ora da un estremo ad un altro dell'Italia vera. Ecco, queste sono i plus del viaggio. Osservare, ascoltare, incamerare. Un caffè dopo i controlli di sicurezza. La fila al gate dove l'addetta si lamenta perché non ha l'apposito segnalatore per le code "normali" e "prioritaria"; tutto il mondo è paese, quindi, io che mi lamento spesso dell'aeroporto di Pisa (certo, qui almeno gli spazi non sono così angusti). L'aereo è un po' in ritardo, ascolto le voci in fila e mi rendo conto che ancora oggi, un sacco di italiani, non solo gli scienziati, lavorano all'estero, e la Germania è ancora oggi accogliente con i paisà. Poi si parte. Un'ora e mezzo circa, ma tremenda: il tipo accanto a me ha fatto colazione con la cipolla (ho visto chiaramente l'ultimo passeggero salire sull'aereo, sentire la zaffata del fiato del mio vicino, e portarsi la sciarpa alla bocca), e paradossalmente si bacia pure sulla bocca con la sua compagna. La bambina dietro a me prende a calci la mia poltroncina per tutto il viaggio, e naturalmente la madre non se ne cura. Ma ho un bel panorama dal finestrino, e i Bush in cuffia, quindi va tutto bene.
Atterriamo all'aeroporto di Weeze che le 12 sono già passate, e io, seppure a dieta, qualcosa dovrò pur mangiare, visto che non ho fatto neppure lo spuntino. Quindi mi guardo intorno. L'aeroporto è piccolo, ma come di dice da noi "c'è tutto", decido di mangiare qua, per correttezza passo dal banco AVIS per dire all'addetta se va bene che passi tra mezz'ora a ritirare l'auto, ma la ragazza (carina) mi dice "l'auto è al parcheggio fuori, la chiave è qui (e la poggia sul banco), se mi fa una firma qui siamo a posto". Beh, cliente fidelizzato, che spettacolo. Firmo e prendo le chiavi. Salgo al primo piano ed entro in un ristorante semi-self service, con una interessante varietà di primi piatti; anche se siamo in Germania, perché non dare loro una chance. E poi, la ragazza alla cassa, dai lineamenti asiatici, è di una bellezza imbarazzante. E quindi "spaghetti toskana" siano. Paghi, ti metti al tavolo, ti danno un aggeggio elettronico, che si mette a vibrare quando il tuo piatto è pronto, ed il cuoco lo deposita in un apposito banco riscaldato. Beh, come dice Cruciani "siamo al top". Non posso fare a meno di notare che molti altri viaggiatori, seppure io sia ben cosciente che il mio inglese non sia proprio il massimo, hanno problemi di comprensione che vanno oltre i miei. Mangio e gradisco, resisto alla tentazione di dire alla tedesca-dai-lineamenti-asiatici che è davvero bellissima, bevo un discreto espresso ed esco nel sole della domenica pomeriggio fumandomi una sigaretta e facendo quei 20 passi che mi separano dal parcheggio delle auto a noleggio. Una VW Polo. Inserisco il GPS ed imposto l'indirizzo dell'albergo, si parte. Sarà la giornata veramente splendida, ma il paesaggio mi rapisce. Verde dappertutto, pianura, case di campagna e agricoltura tutto intorno, strade lisce, poco traffico. Arrivo in mezz'ora, giro intorno all'isolato dove si trova l'albergo, c'è parcheggio anche davanti ma tutto occupato, intuisco dov'è il parcheggio riservato, piazzo l'auto, giro a piedi l'isolato anche se sono sicuro che c'è il modo di passare direttamente dall'albergo al parcheggio, e faccio il check in. Salgo in camera per poggiare i bagagli, struttura caratteristica, odore di cibo, camere piccole ma carine, pulitissimo, il televisore ha l'ingresso USB. Ora, c'è un motivo se ci hanno fatto alloggiare qui a Xanten. Suppongo. Il motivo è che la cittadina, che conta poco più di 20mila abitanti, è carina, è stata un insediamento romano (prima Castra Vetera, poi Colonia Ulpia Traiana), ed ha, in centro, un interessante duomo intitolato a San Vittore di Xanten. La giornata, come detto più volte, è calda e soleggiata, non ho niente da fare, i colleghi non arriveranno fino a domani pomeriggio. Esco e mi metto a fare il turista.

1 commento:

drunkside ha detto...

Tentata truffa sicuramente, qua la fanno fingendosi amici di famiglia e dando orologi patacca.