No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20141112

mille forme di paura

1000 Forms of Fear - Sia (2014)

Qualcuno di voi sicuramente si ricorderà di Sia Furler, cantautrice australiana che ci fece piangere "a fontana" con la sua Breathe Me abbinata alla straziante scena conclusiva della serie tv Six Feet Under. Mi feci un'idea di lei e della sua musica con quel disco, Colour the Small One (2004), e con il seguente Some People Have Real Problems (2008), terzo e quarto, e rimasi completamente spiazzato dal quinto We Are Born, del 2010, un disco ballabile, tanto per piazzare un aggettivo comprensibile a tutti. Mi sbagliavo, naturalmente, visto che quel disco ha spaccato, l'ha fatta conoscere in tutto il mondo, e ha venduto una cifra. Disco che ha significato molto, sia nella carriera che nella vita dell'artista australiana di Adelaide. Infatti, se da una parte in molti indicano che l'essere molto più upbeat di We Are Born fosse dovuto alla relazione di Sia con JD Samson, musicista (lesbica) già con Le Tigre (le due hanno rotto, e adesso Sia si è sposata con il regista Erik Anders Lang), il grande successo derivato da quel disco porta Sia ad un periodo di depressione, dipendenze da alcol e droghe, fino a contemplare l'ipotesi del suicidio: il tutto, principalmente, per la paura di diventare famosa. Ritroveremo questa paura nella negazione di supportare questo nuovo disco (uscito nel luglio 2014) con tour, foto promozionali e perfino ad esibirsi spalle al pubblico durante apparizioni televisive [e ovviamente a non apparire nei video, e ad identificare la sua figura in un caschetto biondo, la sua pettinatura classica, quello che appare sulla copertina e quello che indossa la bambina del video di Chandelier, o che ha fatto indossare a Lena Dunham (Girls) per una performance di ballo durante un'altra apparizione tv, mentre Sia cantava a faccia in giù sdraiata su un letto]. Tornando invece all'attitudine dance pop di Sia, c'è da sottolineare, qualcuno se ne sarà accorto, che prima di tornare con questo 1000 Forms of Fear, Sia ha ricevuto un enorme successo collaborando con David Guetta per Titanium e She Wolf (Falling To Pieces), ma, e questo lo sanno meno persone, anche per aver co-scritto hit mondiali quali Wild Ones di Flo Rida, Diamonds di Rihanna, Perfume di Britney Spears, Pretty Hurts di Beyoncé. Nonostante le sue 1000 forme di paura, il primo singolo da questo suo sesto disco Chandelier è diventato un'altra hit (vincendo anche dei premi per il video, effettivamente molto molto bello, godetevelo se non vi è mai capitato di vederlo), e ancor prima Elastic Heart (scritta insieme a Diplo e The Weeknd), poi contenuto su questo disco, era uscito come singolo per la colonna sonora di The Hunger Games: Catching Fire.

Ora, capite che, per rubare una frase che usa sempre l'amico Monty, questo tipo di musica non sia esattamente la mia tazza di té, ma l'artista Sia mi ha sempre interessato, e quindi mi sono volentieri prestato al "gioco" di ascoltare anche questo suo ultimo disco. E devo dire che bisogna riconoscerle di saper scrivere ottime canzoni, sempre in bilico tra romanticismo cantautoriale e pop hit, e di avere intuizioni a volte sorprendenti come la collaborazione con Nick Valensi (The Strokes) su Hostage, pezzo che Sia fa suo senza troppi problemi. Insomma, un disco si, pop, ma di ottima fattura e di gran classe. Potrebbe sorprendervi.



I was struck by Sia years ago, when her Breathe Me was used for the final scene of the series Six Feet Under. I listened her albums "Colour the Small One" and "Some People Have Real Problems", and I liked them both. Then, with the following "We Are Born", she destabilized me. But I was wrong, because that album sold a lot, and Sia is a very good songwriter of pop music. This new album is the demonstration: she know how to write a big pop song, and she know how to sing on this music. So yes, it's pop, but it's classy. It might surprise you.

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