No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20151108

Vilnius, Lituania - Settembre 2015 (4)

Eccomi che sbuco davanti al Museo di Arti Applicate.

Passo davanti al Museo Nazionale, proseguo verso il centro attraversando la folla assiepata per l'evento delle maratone (ce ne sono diverse categorie, perfino quella per bambini).



Mi incammino sulla Gedimino.


L'ingresso del Teatro Nazionale
Una statua in un piccolo parco lungo la Gedimino
Eccomi quindi al Museo delle Vittime del Genocidio (Genocido Auku Muziejus), situato nel vecchio quartier generale del KGB (e per questo, ci si riferisce al museo, comunemente, come "il museo del KGB"). Il museo raccoglie materiale sui 50 anni di occupazione della Lituania da parte dell'Unione Sovietica, sulla resistenza, sulle vittime degli arresti e delle deportazioni e delle esecuzioni avvenute in questo lasso di tempo. Rifletterò poi, che i lituani (ma, in genere, tutti i paesi limitrofi, che hanno subito l'influenza - chiamiamola così - russa, la fanno pesare molto), nonostante questa loro avversione per la dominazione sovietica, ne hanno ereditato caratterialmente una certa flemma, se capite cosa voglio dire. Come che sia, il museo, piccolo e raccolto su più piani, è abbastanza agghiacciante, seppure i visitatori siano turisti che lo prendono come un gioco.
La cella della tortura in acqua
So che sembrerò venale, quasi blasfemo o dissacratorio, ma il fatto è che si era fatta una certa, quindi esco dal museo e me ne vado a pranzo, in un posto che si chiama Can Can Pizza per un pranzo veloce, dopo di che passeggio ancora lungo l'arteria principale, piena di gente che assiste alle varie maratone, tra le quali anche quella dei bambini, e poi rientro in albergo.

All'ora di cena, scelgo un ristorante thailandese/indiano, sempre nella via dell'albergo, il Blue Lotus. Niente male.
Lunedì 14 settembre
Me la prendo comodissima, colazione e poi cazzeggio totale in camera, fino quasi all'ora di pranzo. Scendo, saldo, e pranzo in uno dei ristoranti dell'albergo. Dopo pranzo mi faccio accompagnare all'aeroporto di Vilnius, che dall'esterno sembra più una stazione ferroviaria, "stile comunista", come commenta il tassista. Sono a Fiumicino per l'ora di cena, anzi, un po' prima, ma giusto per farla (l'ora di cena), ho imbarcato il bagaglio in stiva, così perdo quell'oretta o quasi. Ad ogni modo, in Lituania è vero che ci sono delle donne davvero belle, e alte.

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