No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20151129

Xanten/Rheinberg (Germania) - Novembre 2015

Martedì 17 novembre
Il volo è domattina prima delle 12. Ma da Orio al Serio, visto che l'amata/odiata Ryanair vola su Weeze solo pochi giorni alla settimana, mentre da qui, dal rinnovato terzo scalo milanese, vola ogni giorno. Quindi, che si fa? Si lavora fino alle 17, e poi si sale in auto, e via verso la nebbia padana. La Spezia-Parma, un pezzo di Autosole, poi la bretella verso Brescia, adesso che ci penso non so neppure se è la prima volta che la percorro, mi sa di si. Mi fermo poco prima delle 20 a mangiare in Autogrill: profumo di letame tutto intorno, uomini soli ai tavoli, un fastidioso mal di gola che mi tiene compagnia. Riparto deciso ad andare a letto presto, e arrivo all'Airport Hotel di Bagnatica verso le 21, in mezzo alla nebbia che la leggenda voleva essere sparita. Camera triste, qualche problema col wifi, sbrigo un po' di lavoro, mi guardo un telefilm mentre mi cala la palpebra, e buonanotte.
Mercoledì 18 novembre
Sveglia e colazione, mi preparo ed esco nel nebbione, in direzione del parcheggio ParkinGO. Ho già pagato online, ma mi chiedono 1 euro perché, se capisco bene, la zona dove raccolgono i passeggeri con le navette davanti all'aeroporto, è stata di recente chiusa e messa a pagamento. Non capisco perché non adeguare le tariffe online e basta.
L'aeroporto Il Caravaggio di Bergamo Orio al Serio è stato di recente ristrutturato, ed è un bene, perché me lo ricordavo pieno di gente ed incasinatissimo. La cosa bella (o brutta) è che non mi ricordo neppure quando son partito da qui l'ultima volta e in quale occasione. Come che sia, vocazione low cost, zone di arrivo e partenza che si incrociano, ma ampi corridoi e sufficiente spazio per negozi, un po' di fila ai controlli ma è normale, e non si attende poi molto. Qualche email, qualche telefonata, ascolto un po' di musica, arriva pian piano l'ora dell'imbarco. Solita sonnolenza in volo, ed eccomi al piccolo aeroporto di Weeze, al confine tedesco con l'Olanda. Ho noleggiato con Hertz perché gli orari di AVIS non coincidevano con le mie esigenze. Al banco, chiedo un GPS, che io mi sono dimenticato il mio in auto, al parcheggio. La gentile signora mi dice che può darmi un GPS oppure una macchina più grande con GPS incorporato. Vada per quella. Potrebbe essere una Toyota RAV4 ultimo modello, ma non ci scommetterei. Automatica, quindi devo adattarmi un poco alla guida, epperò è decisamente un viaggiare diverso dalla mia Punto.
La giornata è grigia, ho mangiato qualcosa sull'aereo, è primo pomeriggio con niente da fare. Riconosco le strade che mi avvicinano a Xanten, ricorderete che giusto l'anno scorso venni qua, per qualche giorno di più e con un tempo splendido, quindi, arrivo in albergo, mi sistemo, non funziona il wifi quindi posso solo riposarmi e guardare qualche serie.
Più tardi esco a sgranchirmi le gambe, ripercorro strade conosciute, fa freddo. Torno in albergo ed incrocio la collega bulgara, la accompagno in giro, fin dentro al duomo, dove è in allestimento un concerto di musica classica. Torniamo all'albergo.
L'appuntamento è alle 19,30 per la cena. Ci sono tre colleghi tedeschi, la collega bulgara di cui sopra, quella francese, che conosco già, e poi c'è il collega spagnolo, che vedo per la prima volta (è entrato "nel team" ad inizio 2015). Attraversiamo la piazza antistante all'albergo per recarci al ristorante Zur Borse, e aspettiamo un altro collega, francese ma che lavora a Bruxelles, che sta arrivando. Arriva, ritardato dal traffico, e diamo inizio alla cena. Assaggio tutte le birre disponibili, e riparto dalla prima. Ormai conosco tutti (o quasi), e sono conosciuto, posso permettermi di fare il coglione simpatico come se fossi tra amici, e in effetti, quando attraversiamo la piazza per tornare all'albergo, non riesco a camminare propriamente a dritto. Appuntamento per la mattina seguente a Rheinberg.
Giovedì 19 novembre
Sveglia e ci ritroviamo in cinque allo stesso tavolo, poi si parte. Con la mia auto accompagno la collega bulgara, visto che i due francesi sono con le loro auto, e rientreranno non appena terminata la riunione, e lo spagnolo, pure, appena finita la riunione prenderà un taxi per l'aeroporto di Dusseldorf. In 10 minuti siamo lì, piove un poco, il luogo non è dentro lo stabilimento (come lo scorso anno), bensì in una guesthouse (con tanto di campi da tennis) sempre di proprietà della società per cui lavoro, posta giusto dall'altro lato della strada. Arrivano anche "il mio capo di Bruxelles", come lo chiamo per inquadrarlo un po' (quello con cui ho pranzato qualche settimana fa proprio nella capitale belga), e un altro collega che lavora sempre con lui (credo sia belga/fiammingo). Si inizia, ci vengono esposti scenari futuri sui due prodotti principali, si parla delle nostre problematiche, abbiamo una conf call con il capo del team logistico (il catalano simpaticissimo, che ci parla proprio dallo stabilimento dove lavoro io), ci raggiunge un componente di spicco del team del marketing, che ci parla della situazione globale del prodotto che rappresenta il nostro core business. Arriva l'ora di pranzo, mangiamo tutti insieme, l'atmosfera è amichevole e rilassata.
Si riprendono i lavori, ma dopo neppure due ore cominciamo a "perdere i pezzi". Il mal di gola ed il raffreddore non mi fa essere al massimo della forma, ma comunque anche oggi ho contribuito in qualche modo. Ci salutiamo, e rientro in albergo sempre con la collega bulgara. Dopo poco usciamo per cenare insieme, attraversiamo di nuovo la piazza per andare al Ristorante Pizzeria Teatro, dove cercano di fare gli italiani (ma la pizza è davvero buona), e ci serve una cameriera simpatica che scopriamo essere serba. Ottime chiacchiere con l'amica/collega, e rientriamo salutandoci, visto che lei alle 5 dovrà salire su un taxi, anche lei verso l'aeroporto di Dusseldorf.
L'hotel
La piazza principale di Xanten, il duomo sullo sfondo, gli addobbi di Natale e i banchetti dei mercatini.

Venerdì 20 novembre
Sveglia e colazione, saldo e parto. Mi convinco di essere in ritardo, e sicuramente prendo una multa (vedo un flash, facevo sicuramente più del limite di velocità consentito, non mi è ancora arrivata). Riconsegno l'auto e comunico che probabilmente ho preso una multa. Passo i controlli, aspetto il gate, mi metto in fila. Si parte e, come al solito, sonnecchio. A Bergamo fa quasi caldo, ed è una bella giornata. Navetta per il parcheggio, riconsegna dell'auto, e via. Faccio rifornimento, e vista l'ora, cerco un ristorante. Cerco su google, e dopo qualche minuto sono all'Antico Mulino Urgnano, tra le sperdute frazioni di Urgnano e Basella. Cucina tipica bergamasca, dicono, pieno di gente, varie opzioni menù e un buffet davvero ricco. Spesa irrisoria. E si riparte per il paesello. Domani si vola di nuovo.

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