No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20151109

Dublino (Irlanda) - Settembre 2015

Eccoci al "progettino" di cui vi parlavo qui. Un passaggio brevissimo a Dublino, capitale dell'Irlanda.
Venerdì 25 settembre
Tutto programmato. Verso le 21 ho il volo Ryanair da Bruxelles Zaventem per l'Aerfort Bhaile Atha Cliath di Dublino. Arrivo che sono le 23 abbondanti. L'aeroporto è grande e moderno, si scarpina per un bel po'. Esco e salgo su un taxi, e mi ci vuole un bel po' per cominciare a capire qualcosa di quello che dice il tassista, molto amichevole e chiacchierone, seppure il tragitto sia molto breve. Mi domanda un paio di volte se la musica che ha su può andare bene: fa cagare, ma gli dico che va benissimo. Ho prenotato lì vicino, in un sobborgo periferico di Dublino, Ballymun, luogo ameno che ha dato i natali a Glen Hansard, tra gli altri. Alloggerò al Travelodge, un tre stelle che si rivelerà mediamente spartano, uno dei pochi non cari di Dublino e dintorni. Saluto il simpatico tassista, faccio il check in, salgo in camera e dormo.
Sabato 26 settembre
Sveglia di buon'ora come sempre, scendo e, siccome la colazione non è compresa, chiedo come funziona. Si paga e ti viene dato un voucher, che consegni all'addetto. Mentre faccio colazione, scende una comitiva di italiani, una gita scolastica. Compro, per 7 euro, il wifi in camera, mediante carta di credito, ma non funziona. Chiedo aiuto alla receptionist, una bella ragazza di colore vagamente scontrosa, che non sa aiutarmi e chiama l'assistenza della società che fornisce il servizio. Mi dicono che ci sono problemi, di riprovare più tardi. Ok, tanto non mi serve adesso: mi faccio chiamare un taxi e vado in centro. L'autista parla in maniera più comprensibile, e i 20 minuti abbondanti di tragitto sono piacevoli, mi dice che suo figlio è in Italia a lavorare. Mi faccio lasciare davanti al famoso Trinity College, ed è da lì che parte la mia visita lampo di Dublino.
Davanti al Trinity c'è questa imponente costruzione che una volta era il Parlamento irlandese. Adesso è la sede della Bank of Ireland. Da notare che la foto è stata scattata alle 9,09 del mattino (per dire che il fatto di dover visitare Dublino in un solo giorno era una cosa che ho preso molto sul serio)
Agglomerato di edifici imponente, tra i quali aleggia un'aria di intelletto. Ovviamente, ci sono anche luoghi di svago, quali campi di gioco vari. Tra gli studenti illustri, Samuel Beckett e Oscar Wilde. Salto la visita al Libro di Kells perché possibile solo con guida e ad orari prestabiliti, e vado oltre. Anziché scegliere la via più breve, torno indietro su Westmoreland verso il fiume Liffey, e percorro il Wellington Quay fino a Parliament Street. Dopo O'Connell Bridge c'è il famoso Ha'penny Bridge, il Millennium Bridge, e all'altezza del Grattan Bridge vedo verso il City Hall.
Il monumento a Daniel O' Connell, lungo la via omonima

Rientro su Dame St., che poi diventa Lord Edward St., Cork Hill e poi Castle St. Ammiro la Christ Church Cathedral, salto Dublinia, e tiro dritto verso l'altra imponente cattedrale, quella di St. Patrick, attraverso Nicholas St. e, ovviamente, Patrick St. Accanto alla cattedrale, il bel parco (intitolato naturalmente a St. Patrick).
Christ Church Cathedral
Sempre Christ Church
Il ponte che la congiunge a Dublinia
Dublinia
Ancora Christ Church
Il campanile della St. Patrick's Cathedral

Torno sui miei passi, e visito il Dublin Castle, carino.
Il municipio

Mi riposo un poco su una panchina piuttosto fredda, e decido che è arrivata l'ora di fare una pausa, magari mangiando qualcosa. Torno sui miei passi ancora, e mi infilo nel quartiere di Temple Bar, da quello che mi hanno detto di sicuro lì qualcosa c'è... e infatti, eccomi seduto bello bello al Boxty. Il "passo" su Fleet St. è intenso, e il locale è piacevolissimo, c'è una bella atmosfera, e la cameriera che mi serve è di una simpatia spettacolare (a fine pasto le dirò "se io fossi il capo ti licenzierei... sei troppo simpatica, le persone tendono a rimanere e a occupare i tavoli... devi essere meno simpatica!", ottenendo un "naaaaaaaaaaahhhhhhhh" come risposta), e mangio le cose che vedete in foto, accompagnandole con i due tipi di Guinness in bottiglia disponibili.

Lascio una mancia che definirei interessante, perché la simpatia va premiata. Passeggio per il quartiere, poi mi sposto verso la via principale, O' Connell. Scendo verso il lungofiume per controllare gli orari di partenza dei barconi che offrono la visita di Dublino appunto lungo il fiume; ho quasi un'ora, quindi mi dirigo verso i bus sightseeing, e mi sparo una visita da vero turista. Rifaccio un po' lo stesso giro del centro, poi uno degli stadi, Croke Park (usato per il football gaelico), la fabbrica della Guinness, e altre amenità. C'è la guida dal vivo, e parla velocissimo, perdo la metà di quel che dice, e l'apoteosi arriva quando, alla fermata nei pressi della fabbrica, sale un gruppo di donne presumibilmente inglesi, che ingaggiano una sorta di duello dialettico fatto di simpatici sfottò, proprio con la guida. L'autobus intero si scompiscia dalle risate, io cerco di stare al passo ma non è facile. 
Il vecchio edificio delle Poste

Quando termina il giro, è tardi per quello in barcone, quindi passeggio senza metà, poi mi fermo per un caffè e una sigaretta. Decido che mi posso accontentare, prendo un taxi e torno in albergo, a lavorare su questo blog. Per fortuna, la connessione adesso funziona!
Salto la cena, non so come ma non ho fame. Lavoro al blog, mi vedo qualche telefilm, sono soddisfatto del mordi e fuggi dublinese. Domattina si torna.
Domenica 27 settembre
Sveglia e, senza colazione, scendo e prendo la navetta gratuita per l'aeroporto. Salgo sul bus e strappo il piumino nuovo (tra parentesi, non mi è servito per niente, non fa freddo): piume dappertutto. Non è un gran danno, visto che l'ho pagato pochissimo, ma il fastidio son proprio le piume. Entro in aeroporto, cerco un posto per far colazione. Lo trovo, e osservo la calma mattutina. Comprendo che per molti potrei sembrare poco intelligente, a fare una roba del genere, poco più di un giorno a Dublino, ma al contrario io mi sento molto internazionale, molto "cittadino del mondo", e son proprio contento d'averlo fatto. Passo i controlli, e, visto che è presto per l'annuncio del gate, provo a trovare un rimedio temporaneo per le piume: mi dirigo verso la cassa di un duty free di profumi, quattro ragazze tutte in tiro lì intorno che cazzeggiano. Mi scuso, e chiedo loro una spillatrice. Me la danno senza chiedermi che ne devo fare, e io mi spiego cominciando a riempire di spille la manica forata. Dico a una di loro che appena arrivo a casa lo cambio, ma lei mi risponde di non farlo, che il piumino è nuovo. Facendo le battute nella mia testa penso che qua anche i più giovani si ricordano della crisi appena passata. Mi aggiro in cerca di ispirazione per un regalo, non mi viene, poi ributto un occhio al tabellone dei gate di partenza e ne deduco che Ryanair parte da quelli che cominciano per 1, e mi incammino lì. Arriva l'ora, e si vola per Bruxelles. Giornata splendida e molto chiara, apprezzo le isole dall'alto, la Manica e quant'altro. A Zaventem cerco del cibo, e scherzo col cassiere. Poi arriva il tempo di tornare in Italia, a Fiumicino, e poi di riprendere la mitica Aurelia per tornare a casa. 
E non è mica finita: a livello di viaggi, ottobre sarà davvero interessante...

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