No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20160513

Evoluzione sonora

Sonic Evolution - Mad Season & The Seattle Symphony (2015)

Ok. Analizziamo questo disco senza farsi prendere troppo dalle emozioni. Come dite? Impossibile? Beh, forse avete ragione. Above, l'unico disco dei Mad Season, band "trasversale" che vedeva Layne Staley alla voce, John Baker Saunders al basso, Mike McCready alla chitarra e Barrett Martin alla batteria, fu l'ennesima dimostrazione che nei primi anni '90, Seattle e la sua cosiddetta scena era, in quel momento, la culla della musica più bella, rock ed intrigante del mondo, e che i suoi membri, quelli di tutte le band che la formavano, erano come una grande famiglia; ma fu anche, molto semplicemente, un disco bellissimo e grandioso. Ora. Due membri di quella band, che erano, come gli altri, membri di altre band, sono morti durante gli anni (Saunders prima e Staley poi), gli altri hanno avuto da fare, ma quella band e quello che aveva fatto non è mai stato dimenticato. McCready, ad esempio, non ha più suonato pubblicamente niente dei Mad Season fino al 2010. Evidentemente, è stato come scoperchiare il mitico vaso di Pandora, perché da quel momento, varie iniziative hanno cominciato a prendere corpo, reunion naturalmente parziali, omaggi ed altro. Nel 2013 è stato ristampato quel disco, con aggiunte varie, finché, nel 2015, il 30 gennaio al Benaroya Hall (Seattle, of course), una specie di formazione estesa dei Mad Season [McCready, Martin, Chris Cornell, Duff McKagan, Matt Cameron, Stone Gossard, Jeff Ament, Sean Kinney, Kim Virant (Lazy Susan), Jeff Angell (Walking Papers)], più la straordinaria partecipazione della Seattle Symphony Orchestra, ha suonato un concerto commemorativo e unico. Questo disco, uscito nell'agosto del 2015, ne è la testimonianza. Il susseguirsi degli ospiti sul palco ha portato ad avere praticamente anche un altro supergruppo trasversale di quell'epoca e di quella provenienza, i Temple of the Dog (tutti meno Ed Vedder), e quindi sono stati suonati anche due pezzi (Call Me A Dog e Reach Down) a loro appartenenti (anche quella band ha pubblicato un solo disco, omonimo, nel 1991).
Devo essere onesto. Risentire quei pezzi fa venire i brividi, questo è innegabile. Ma sia l'innesto dell'orchestra, sia i "sostituti" alla voce, compreso Cornell, che si rende autore di una prestazione ai limiti dell'accettabile, e prende una serie importante di stecche, rende a tratti inascoltabile questo disco. Sinceramente, solo sax, basso, batteria e una grandissima prestazione chitarristica di McCready, valgono la pena. Peccato.

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Mad Season's "Above", 1995, was a great album, beyond the demonstration of the big brotherhood that there were in the Seattle scene at that time. In 2015, Mike McCready reunited the other survivor of that band, drummer Barrett Martin, and many other friends, with also the Seattle Symphony Orchestra, for a commemorative gig. This album is the testimony. Honestly, hear again all these songs, is touching and moving. But the Orchestra doesn't fit at all, and no one of the substitutes on vocals is capable of doing the things Layne Staley did, not even Chris Cornell. So, leave it.

Curious thing: at one point, on stage, there were all the Temple of the Dog (another supergroup of those years), less Eddie Vedder, so on this album you will find also two TOTD's songs, "Call Me A Dog" and "Reach Down". But, as I told you, Chris Cornell wasn't in a good shape that night.

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