No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20160705

A Sum of Small Things

Una somma di piccole cose - Niccolò Fabi (2016)

Segnalatomi prima dall'amico Iacopo, poi pure da altri, il nuovo disco (l'ottavo) di Niccolò Fabi, è un bel disco. Avevo perso un po' di vista l'ex giovane cantautore, oggi 48enne, e chissà, magari ho fatto male. Come detto appena dato un primo ascolto, una delle cose che colpiscono immediatamente è che non sembra un disco italiano, e questo, soprattutto nel campo della musica d'autore, è un complimento. Fabi, che ha scritto questo Una somma di piccole cose in un paio di mesi in "isolamento" in una casa di campagna fuori Roma, in una zona raffigurata anche nella foto di copertina, ha detto di essersi ispirato a cantautori stranieri quali Bon Iver, Sufjan Stevens, Ben Howard. Ci credo e si sente. Secondo me, c'entrano molto anche i Kings of Convenience (Filosofia agricola).
Impregnato di un certo pessimismo, presenta dei bei testi, e belle atmosfere raccolte, acustiche, delicatissime. Belle canzoni, a volte addirittura toccanti, come la conclusiva Vince chi molla, e una prova vocale a tratti impressionante. E' presente una cover, Le cose non si mettono bene, degli Hellosocrate, band laziale apprezzata dal cantautore.
Davvero interessante.



Reported by my friend Iacopo, then by others as well, the new album (the eighth) by Niccolò Fabi, it's a good record. I had lost a bit the traces of the former young singer, 48-year old now, and who knows, maybe I did wrong. As I said just after have given a first listen, one of the things that strikes immediately is that there seems not at all an Italian album, and this, especially in the italian songwriters, it's a compliment. Fabi, who wrote this "Una somma di piccole cose" ("A Sum of Small Things") in a couple of months in "isolation" in a country house outside Rome, in an area also depicted in the cover photo, said he was inspired to foreign songwriters such as Bon Iver, Sufjan Stevens, Ben Howard. I believe him, and you can hear it. In my opinion, there is also a bit of Kings of Convenience (Filosofia agricola).
Impregnated with a certain pessimism, it has good lyrics, and beautiful collected atmospheres, acoustic, very delicate. Beautiful songs, sometimes poignant, as the final "Vince chi molla", and an impressive voice test, in some traits.
Really interesting.

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