No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20160720

Songs of Evil

Canzoni della Cupa - Vinicio Capossela (2016)

Straordinario Vinicio Capossela, un altro artista italiano di cui dobbiamo andar fieri anche in ottica internazionale. La curiosità che mi fa sempre sorridere, è che Vinicio, figlio di emigranti, è nato nel 1965 ad Hannover, in Germania. 
Bene, un paio di mesi fa è uscito il suo decimo album in studio, intitolato Canzoni della Cupa, dove la Cupa sta a significare il male, il diavolo, nelle antiche tradizioni irpine, terra di origine dei genitori, terra alla quale, nonostante, appunto, lui sia nato in Germania e cresciuto in Emilia, dove è stato poi "scoperto" da Francesco Guccini, è rimasto particolarmente legato, e con la quale ha pian piano riannodato i legami. Il disco in questione è l'ennesimo culmine di questo legame riannodato; il disco è doppio, e si divide in Polvere, primo disco dove il cantautore rielabora canti popolari irpini, e in Ombra, disco secondo dove Vinicio da vita ad alcune storie e protagonisti del suo ultimo romanzo Il paese dei coppoloni. Almeno, così ho capito, ma potrebbe essere tutto mescolato: non è così importante. L'importante è che ci sono ben 28 canzoni in tutto (più una ghost track finale), 28 quadri d'autore, dove Capossela incrocia canti popolari, appunto, ad atmosfere balcaniche e arrangiamenti mariachi, generando un mix irresistibile ed affascinante, dove il suo marchio di fabbrica è perfettamente distinguibile, suonato divinamente, e dove il Capossela cantante, con quella sua voce da fumetto, dà una prova sublime. A dirla tutta, non credevo che avrebbe potuto crescere ancora, ma sono felice che mi abbia smentito.



Vinicio Capossela, a couple of months ago he released his tenth studio album, entitled "Canzoni della Cupa", where Cupa means evil, the devil, in the ancient traditions of Irpinia, land of origin of the parents, the land to which (although, in fact, he was born in Germany and grew up in Emilia, where he was then "discovered" by Francesco Guccini) he was particularly attached, and with which he slowly tied again ties. The album is going to be yet another highlight of this bond tied again; the album is double, and is divided into "Polvere" (dust), the first disc where the songwriter reworks folk songs Irpinia, and "Ombra" (shadow), the second disc where Vinicio gave birth to some stories and characters of his latest novel "Il paese dei coppoloni". This is what I understood, but it could be wrong, the songs could be mixed: the important thing is that we have here 28 songs (plus a ghost track in the end), 28 beautiful artwork, where Capossela crosses folk songs, as we said before, between Balkan atmospheres and mariachi arrangements, creating an irresistible and fascinating mix, where his trademark is perfectly distinguishable, played divinely, and where the Capossela singer, with his comic voice, gives a sublime proof. To be honest, I did not think he could grow again, but I'm glad he made me liar.

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