No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20161002

Lyon (Francia) - Settembre 2016 (2)

Martedì 20 settembre mi sveglio ad un'ora che per me è quasi tarda: quello che sarà il mio insegnante mi ha dato appuntamento alle 9/9,15, e l'albergo è ad esagerare a 10 minuti dalla sede. Mi preparo, faccio colazione, saldo ed esco. Giro l'angolo, ne giro un altro ed eccomi alla famosa sede Etoile Part Dieu. Mi qualifico come visitatore, mi fanno attendere il mio contatto, che non è ancora arrivato. Attendo poco, su una comoda poltrona, e saliamo in ascensore. Quello che sarà il mio insegnante per oggi, è una persona dall'età per me non inquadrabile, di chiare origini maghrebine, molto cordiale, che mi fa vedere dove lavora, mi introduce ai suoi colleghi, e mi fa strada nella saletta del nostro training, decisamente piccola, ma per due persone va benissimo, a parte per chi soffrisse di claustrofobia. Si comincia dopo un caffé, e via avanti fino all'ora di pranzo, non prima che il mio insegnante abbia prenotato un tavolo, e avermi chiesto cosa ne pensavo del posto che aveva in mente. Evidentemente non c'è un servizio mensa, i posti sono molti ma anche chi lavora in zona. Usciamo, facciamo due passi a piedi, parliamo anche di lavoro. Il posto è di ispirazione italiana (Chez Paolino), e son curioso di assaggiare la pizza, a pranzo non la mangio mai. Le chiacchiere vanno sulle provenienze rispettive, il mio collega è di origini tunisine, gli racconto un po' di Italia e lui si stupisce di alcune cose (diversità interne, conservazione dei monumenti), il tempo passa bene. Si torna al lavoro, si approfondiscono alcuni aspetti, verso la fine, dopo un altro caffé, mi assegna qualche esercizio, mi sembra che ci siamo. Sono le 17, e siamo a posto. Mi invierà un questionario di gradimento della formazione, e le brochure di supporto. Saluto, e me ne vado. Mi incammino verso la stazione e verso il Rhonexpress, salgo direttamente che non c'ho voglia di fare il biglietto alla macchinetta (così magari faccio un'altra figuretta), e attendo il controllore che anche stavolta è una donna. Arrivo all'aeroporto, entro e mi faccio la camminata verso l'altra uscita, quella che dà verso l'albergo che ho prenotato, l'NH Lyon Airport, praticamente embedded. Chiedo subito l'adattatore, l'hotel si presenta molto bene, moderno, pulito e con un bel design. Salgo, mi metto come si suol dire in libertà, e via con le email di lavoro. Si fa l'ora di cena, scendo, e il ristorante interno non ha tavoli. Mi siedo al bancone del bar su invito della graziosa barista, prendo un vino rosso spagnolo e attendo, il cameriere dopo un po' mi chiama, mi siedo ed ordino. Termino il vino e ne chiedo un altro bicchiere (ottimo sonnifero l'alcol), insieme ad un po' di pane, sono talmente occupati (continua ad arrivare gente) che finisco di mangiare prima che si ricordino. Mi alzo, pago, scambio due battute con il capo cameriere che mi chiede se è andato tutto bene, esco a fumarmi una sigaretta, la temperatura è accettabile, risalgo e non riesco neppure a concedermi uno straccio di telefilm.
Mercoledì 21 mi alzo all'alba, mi preparo, scendo per colazione, risalgo, check out, e alle 6,35 sono in aeroporto. Controlli lisci visto che in giro siamo davvero in pochi, e sono al gate (piano terra) che non ci sono neppure gli addetti alle pulizie. Mi piace anche così, l'aeroporto. Scelgo un posto a sedere ultra-tattico (accanto al banco dell'imbarco, con la seduta schiena a muro, in modo che posso pure appoggiare la testa e dormirmela discretamente), e attendo pazientemente l'imbarco, che procede come da copione. Il volo è altrettanto liscio, all'arrivo a Bologna chiamo il parcheggio e attendo qualche minuto, ci sono dei lavori che penalizzano non poco il traffico di questo tipo. L'autista del minibus è impegnato per tutto il tempo del tragitto in una conversazione col padre, su un investimento al quale lui non vuole partecipare. Questi giovani ingrati. Mi consegnano l'auto, e parto abbastanza sparato verso il paesello, che c'è il mio capo (uno dei molti) che mi aspetta. Anche Lione è "conquistata".

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