No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20161207

Bruxelles, Belgio - Novembre 2016 (1)

Lunedì 28 novembre. Alle 6,30 sono sotto casa del mio collega M., che porto con me alla seconda riunione europea del Back Office per il 2016. Il volo è il "classico" Ryanair delle 9,15 da Pisa per Charleroi. Ho ormai talmente confidenza, che fino a qualche tempo fa sarei partito alle 6, e invece anche il fatto che ci mettiamo in moto alle 6,40 non mi mette ansia. Arriviamo al solito parcheggio, finalmente i lavori per il Pisamover sembrano essere in dirittura d'arrivo, quindi il passaggio per l'aeroporto è ripristinato nella sua brevità (anche se i marciapiedi sono ancora un miraggio), e siamo dentro l'aeroporto. Qualcosa non va, però. Nessuno entra ai controlli. Do un'occhiata al pannello con i semaforini, che ti dice se il tuo volo è ammesso ai controlli, e noto che il nostro è verde, ma tutti quelli precedenti sono rossi. Ecco spiegato l'assembramento. Chiedo se possiamo passare i controlli al personale, rapida consultazione, mi dicono di si. Fuori c'è una nebbia che si taglia col coltello. Faccio colazione, e poi ci sediamo vicino al gate assegnato. Man mano che l'orario si avvicina, le speranze affievoliscono, e arrivo perfino a cercare un'alternativa. Alle 10,30 circa, ci viene comunicato che il volo è stato dirottato sull'aeroporto di Bologna. Poco dopo, ci dicono di uscire dalla sala imbarchi, recarci sul piazzale autobus, perché ci porteranno in bus a Bologna, da dove partirà il nostro volo. E così facciamo. Verso le 11 si parte, bus non modernissimo, e il viaggio, almeno questo, fila liscio. Arriviamo a Bologna che il tempo è molto peggiore che a Pisa. Sarà. Passiamo i controlli, e finalmente vediamo il nostro volo schedulato sul tabellone delle partenze, alle 14,40 dal gate 1. Sono poco più delle 13. E' pure l'ora di mangiare qualcosa, e così facciamo, velocemente, prima di accodarci in fila per l'imbarco. Che avviene con un discreto ritardo. Siamo sull'aereo, finalmente. Fuori piove. Si parte che sono le 15,15, circa. E si arriva che son quasi le 17. A quel punto, mi mangio un "fermino", ed esco, sempre accompagnato da M., a fumarmi una sigaretta nel freddo belga. Fatto ciò, via al ritiro delle chiavi dell'auto a noleggio. AVIS. Si risale, si prende la navetta, e ritroviamo un po' tutti gli italiani che erano sul volo. Arriviamo all'auto, una Opel Mokka, calibriamo il GPS, e partiamo verso il parcheggio Rogier, in centro a Bruxelles. Il traffico dovrebbe essere dei peggiori, e invece tutto sommato, per la giornata che abbiamo passato, non è malaccio. Il problema arriva mentre ci avviciniamo al centro della capitale belga. Strade chiuse per i Luna Park di Natale, ci costringono ad avviare anche un ulteriore GPS telefonico, e ad andare anche a senso. Alla fine, eccoci sulla direttrice che porta a Place Rogier, all'altezza di Boulevard Adolphe Max, ma, come dire, dalla parte sbagliata. Non riusciamo ad individuare uno dei tre ingressi al parking che è sotto la piazza, e c'è un traffico micidiale. Quindi, visto che siamo ormai vicini all'hotel che ci hanno prenotato, l'Hilton Brussels City, infiliamo l'auto nel parking Botanique, stessa catena (rispetto al Rogier), stessi prezzi, c'è solo da attraversare la strada. Ci siamo, facciamo finalmente il check in. Sono le 19. Dovevamo arrivare più o meno 5 ore fa, forse anche prima. Saliamo in camera per la classica rinfrescata, anche se fuori siamo quasi sotto zero, e verso le 19,30 scendiamo nella hall, dove ci aspettano i nostri colleghi tedeschi, spagnoli e francesi. I bulgari hanno l'aereo che arriverà tardi, e speriamo ce la facciano per la cena. 
Ci mettiamo in cammino, il ristorante è a un chilometro, si percorre Rue Neuve, una delle vie dello shopping, passiamo vicino al Belga Queen, dove siamo stati l'anno passato, ma stavolta tocca al The Dominican, anche hotel, molto elegante, anche se a cena non c'è nessuno. C'è pure il nuovo capo L., e uno dei Product Flow Manager, il francese G., ciuffo impomatato e origini italiane, sempre figo ed elegante. La cena è di buon livello, così come ovviamente le birre, che insomma, qua in Belgio dicono la loro. Atmosfera cordiale, ma insomma, mi sono divertito di più. La stanchezza, e forse la presenza di una persona con la quale ancora non abbiamo troppa confidenza, probabilmente influiscono. Cena finita salutiamo L. e G. all'indomani, e torniamo sui nostri passi. I bulgari hanno chiamato, non ce la facevano per la cena. Li vedremo domattina. Ci avviamo tra il Theatre de la Monnaie, Place des Martyrs, l'Eglise Notre-Dame du Finistère, in una Bruxelles già agghindata e pronta per il Natale.

Due scorci di Place des Martyrs
Un parco giochi in mezzo alle vie centrali
Notre-Dame du Finistère
Giochi di luce natalizi sulla Tour Rogier, che è di fianco all'hotel dove alloggiavamo. Seguiranno altre foto dei giochi di luce.

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