No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20161202

Lione, Francia (On The Road) - Novembre 2016 (2)

E siamo quindi a Venerdì 18 novembre. Sveglia alle 6, abluzioni, colazione, via verso la stazione del Rhonexpress, biglietti al distributore elettronico, sul treno, via verso Lione. Quando siamo non lontani, il treno si ferma. Siamo gli unici due passeggeri, oltre a due signore che fungono da controllori. Una delle due ci domanda se abbiamo un treno in coincidenza da prendere alla stazione TGV di Part-Dieu. No, rispondiamo, abbiamo un appuntamento a pochi passi dalla stazione. Ok. Il treno non si muove. Poi si muove, poi si ferma di nuovo. Torna la tipa, e ci spiega che c'è un altro treno con un problema tecnico, fermo sulle rotaie, che quindi ci impedisce di proseguire. Torneremo indietro fino alla stazione precedente, dove c'è una stazione della metro, ci dà due biglietti per la metro, ci spiega come dobbiamo fare per arrivare allo stesso punto, la stazione di Part-Dieu. Ok. Si torna indietro, si scende, si prende la metro. Studiamo la mappa, facciamo il cambio di linea metro, decidiamo che possiamo scendere alla stazione precedente, perché il nostro punto di arrivo è più vicino. Mando un messaggio a P., una dei trainer, che già conosco, per dirle della situazione e che arriveremo con un leggero ritardo. Scendiamo, mi oriento, in due minuti siamo in sede. Lasciamo il documento, ci danno il pass da visitatore, saliamo e siamo in "classe". Salutiamo e ci scusiamo. Dopo 5 minuti arriva un'altro della squadra dei trainer, anche lui ha preso il Rhonexpress ed è arrivato in ritardo. Si comincia il corso.
Si tratta di concetti base, e non ci sono troppe difficoltà, ma mi fa bene, fa bene a L., e vedo gli altri partecipanti, soprattutto donne e soprattutto appartenenti a Front Office di altre divisioni, piuttosto interessati. Il team è simpatico, affiatato, e la giornata è ben organizzata. L'atmosfera è rilassata, ci sono i break, dolcetti, caffè, a pranzo ci viene fornito un box con un pasto più che sufficiente, si mangia nella stessa stanza organizzando i tavoli in una lunga tavolata. Nel pomeriggio vengo eletto come timekeeper ufficiale, mi forniscono il campanello da reception di hotel. Si fa un po' di lavoro di gruppo, sul flusso dell'organizzazione delle previsioni di vendita e la costruzione di un programma di produzione, cosa che dovrei conoscere abbastanza bene, ma sulla quale mi fa bene riflettere, anche perché io sono autodidatta, in pratica. Ci si diverte pure. Si termina in netto anticipo sull'ora prevista (poco dopo le 17 anziché le 18), e si saluta. Si parte in direzione del centro, tramite metro, che L. deve andare a farsi spiegare una roba in un negozio dove sua moglie ha acquistato un diffusore audio, e fare altre commissioni sempre per la sua dolce metà. Io lo seguo volentieri, che tanto non ho nulla da fare, e approfitto per vedere un poco la città, dato che la volta scorsa non avevo visto praticamente niente.
Verso le 19 siamo lesti, e decidiamo di tornare verso l'aeroporto. Metro, poi Rhonexpress, che sulle prime non riusciamo a trovare, perché usciamo dalla stazione di Part-Dieu, dove arriva naturalmente anche la metro, dal lato sbagliato. Arriviamo in hotel, lasciamo i pochi bagagli che ci siamo portati dietro per il corso (soprattutto L., che ha dovuto portarsi dietro quel diffusore), e scendiamo al ristorante dell'hotel per cenare. Decidiamo di concederci una bottiglia di vino rosso per accompagnare l'hamburger, e, un po' brillo, comincio a parlare di lavoro, ma del resto è quello che guida le nostre conversazioni sempre. Sono uno dei collaboratori più stretti di L., che non è un esperto di Logistica, ma che è un bravo ragazzo e vuole imparare, credo si fidi di me, anche a livello umano, e a volte mi "spassiono" con lui a proposito di organizzazione del nostro servizio e su come dovremmo fare per renderlo migliore, ma soprattutto, per difenderci dagli attacchi "esterni", che poi non vengono da "fuori", ma sono tutti interni al nostro stabilimento. Siamo costretti a lottare ogni giorno per non essere considerati un "servizio" nel senso che dovremmo essere, secondo gli altri, al loro servizio, ma alla pari. Non è semplice da spiegare, ma son convinto che avete capito. Saliamo in camera rilassati, mi scuso se ho parlato troppo, ma L. non è uno che se la prende. Si dorme senza neppure rimettere la sveglia, che tanto siamo due che si svegliano presto, e poi l'indomani è sabato e chi se ne frega.


Appena arrivati in camera
La struttura d'ingresso dell'aeroporto, affascinante architettura moderna
Il cielo si apre, all'altezza del Frejus
Di ritorno in Italia
Verso Torino
Tangenziale di Torino
Sabato 19 novembre ci si sveglia verso le 7, si fa colazione, ci prepariamo, prendiamo i bagagli, facciamo il check out e ci avviamo verso il parcheggio. Carichiamo l'auto, il cielo è scuro ma non piove. Paghiamo il parcheggio e si parte. Sono le 8, circa. Prima del confine comincia a piovere a tratti, prendiamo sicuramente un'altra multa, poi si sale verso il traforo e il cielo si apre un poco. Traforo, e siamo in Italia. Si scende verso la Liguria, si chiacchiera anche dei cazzi nostri, verso le 12 ci fermiamo ad un autogrill prima di Genova per il pranzo. Siamo in orario, come previsto, L. continua a guidare e si diverte a testare quest'auto a noleggio. Pian piano ci avviciniamo alla conclusione di questa ennesima "avventura" lavorativa e umana, che ci ha arricchito senz'altro. Sono le 15 abbondanti, e siamo a casa. 
La prossima settimana ci aspetta un altro impegno lavorativo, ancora insieme. Sempre in Francia. Lo vedremo. Ci sarà tempo per prepararsi? Chissà.

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