No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20141229

Black Widower

Sons of Anarchy - di Kurt Sutter - Stagione 7 (13 episodi; FX) - 2014

Spoiler alert per chi non ha visto la serie fino alla sesta stagione

Sono passate due settimane dalla morte più che violenta di Tara, l'amata moglie di Jax, unica luce nel tunnel insieme ai due figli, motivo per cui lo stesso Jax stava sempre più disperatamente una via d'uscita dalla sua vita di outlaw; morte violenta, ricordiamolo, perpetrata dalla mano di Gemma, la madre di Jax, con le conseguenze immediate che hanno coinvolto Juice e lo sceriffo Eli Roosevelt. Jax, in prigione, non parla, e, mentre stringe nuove, strane e pericolose alleanze, dentro e fuori, medita vendetta. Juice è in fuga, e vorrebbe disperatamente riconquistare il rispetto di Jax e del club tutto. Abel sta crescendo fin troppo in fretta, cosa più che comprensibile, e non del tutto in maniera equilibrata. Il club è tutto con Jax, e la vendetta, non appena Jax viene rilasciato, è indirizzata, da Gemma, verso Lin e i "cinesi". Gemma, sempre più "presa" da Nero, vive però in uno stato di perenne inquietudine, per quello che ha fatto, e per quello che sta facendo fare al figlio e al club. Il nuovo sceriffo viene rimpiazzato da una donna, Althea Jarry, che si dimostra subito piuttosto "malleabile" rispetto al club, e Wendy prende pian piano il posto di Tara, quantomeno nella gestione dei figli di Jax, col consenso del padre, sempre più impegnato a risolvere un rompicapo mica da poco.

Spoiler alert: non leggete se non avete già visto anche l'intera settima stagione

Sarei tentato di partire dall'elenco delle guest star di questa stagione. Si, perché la settima e conclusiva stagione dell'amato Sons of Anarchy, diciamolo francamente, è stata una delusione. Non tutte le ciambelle vengono col buco, lo sappiamo bene, e di certo non vogliamo farne una colpa al caro Kurt. I finali, lo dico da sempre, sono delle cose delicatissime, nei libri, nei film, a teatro, e quindi, pure nelle serie tv. E questo, così come quello di Dexter, anche se non c'entra granché, è venuto decisamente male.
Non convince tutto questo credere ciecamente alla pista lanciata da Gemma, da parte di Jax, tutto il casino che riesce a montare semplicemente credendo ad una persona di cui, pur essendo sua madre, sangue del suo sangue, aveva imparato a non fidarsi mai. Non convince il fatto che nessuno dei suoi fidi seguaci non lo ostacoli neanche un po'. Non convince la rivelazione di Abel, che finalmente apre gli occhi al padre. Non convince, anzi, scrive una delle pagine più brutte della televisione, perfino a livello tecnico, il finalone catartico, una scena che perfino in un telefilm degli anni '70 avrebbero fatto meglio.
Non basta l'amore per Shakespeare. Non serve neppure che Sutter riveli finalmente che, nelle sue intenzioni, la homeless che appare ogni qualvolta Gemma o Jax devono prendere decisioni importantissime, che qualche stagione fa avevamo associato a Emily Putner, la madre di Brooke (che diventa l'assistente babysitter dei due figli di Jax, nonché la donna di Rat, in questa stagione finale), per lui rappresenta nientemeno che Gesù Cristo (il pane e il vino lasciati sul muretto quando consegna a Jax la coperta per nascondersi sulla scalinata, prima di uccidere August Marks? C'mooooooon!). Non serve. Non va. Fa niente: abbiamo amato questa serie per tante stagioni, l'ultima è andata male. Pazienza. Tanto, andava vista comunque.
Passiamo alle note liete.
Annabeth Gish (ultimamente in The Bridge) è Althea Jarry, il nuovo sceriffo di Charming.
Courtney Love (beh dai, non devo dirvi chi è) è Miss Harrison, la maestra di Abel alla scuola privata.
Tornano Peter Weller (che dirige anche alcuni episodi da regista) nella parte di Barosky, Walton Goggins negli spettacolari panni di Venus Van Dam, CCH Pounder come Tyne Patterson, Kim Dickens come Colette.
Michael Chiklis è il camionista Milo (quello che carica Gemma, e che diventa protagonista involontario dell'ultima scena).
Robert Patrick (True Blood, il mitico T-1000 di Terminator 2) è Les Patrick (uno dei presidents degli altri charters dei Sons).
Marilyn Manson è l'inquietante Ron Tully, il boss della Aryan Brotherhood nel carcere di Stockton.
Ivo Nandi (Joe Masseria in Boardwalk Empire) è Oso, il president del charter di Stockton dei Mayans.
La bella Inbar Lavi (Underemployed) è Winsome (la prostituta "salvata" da Jax, con cui "dorme" per qualche sera).
Alicia Coppola (Jericho) è Mildred Treal (la direttrice della scuola di Abel).
Hal Holbrook è Nate Madock (il padre di Gemma).
Charisma Carpenter (Buffy) è Carol (la receptionist alla casa di riposo dove risiede il padre di Gemma).
Lea Michele (Glee) è Gertie, la cameriera che fraternizza con Gemma in fuga.
Mathew St. Patrick (Keith Charles, il fidanzato di David in Six Feet Under) è Moses Cartwright, il braccio armato di August Marks.
Last but not least, nell'episodio 7x03 Playing With Monsters, Jenna Jameson (devo dire trasfigurata dalla chirurgia plastica e probabilmente anche dall'anoressia, e mi scuso se mi piace forse di più così), nota ex attrice porno, è la dottoressa che rianima Skankenstein, interpretata da un'altra vera attrice porno, Puma Swede, durante il primo ciak della Red Woody Productions.
Insomma, nonostante la delusione di quest'ultima stagione, io sono fiducioso. Un autore che riesce a far convivere Jenna Jameson, Puma Swede e la crema del porno (fermi con le battute), con l'allegoria femminile di Gesù Cristo, può regalarci altre chicche in futuro. Vai Kurt. Vai sereno.

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