No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20141230

Southampton and surroundings (UK) - Dicembre 2014 (3)

Monday the 15th
Era una delle cose che volevo fare, nella vita. Andare a Stonehenge. E solo dopo la visita del gennaio scorso a Southampton ho realizzato che il sito non era così distante. Cipo mi accompagna, anche se sia lui, sia MP ci siano già stati. Quindi MP porta Riccardino a scuola, e noi ce ne andiamo verso la "pietra sospesa" nei pressi di Salisbury, che visiteremo dopo. Ci vuole poco più di un'ora, la giornata non minaccia pioggia, almeno nell'immediato, ma la temperatura è abbassata da un vento che man mano si fa sempre più fastidioso. Arriviamo nel parcheggio del sito, ordinato e pulitissimo, e Cipo, che ci è stato qualche anno fa, quasi non riconosce il luogo. E' cambiato un bel po'. Una struttura di ispirazione moderna ospita la biglietteria (14,90 sterline, e del resto il turismo si paga), a destra un piccolo museo modernissimo, con all'ingresso due schermi dove viene proiettato in continuo un mini-documentario che ricostruisce le fasi della costruzione di Stonehenge (Cipo mi dà l'impressione di essere più colpito dai videoproiettori che dal documentario in sé), e dopo tutta una serie di resti umani, utensili, ricostruzioni e contestualizzazione storica, paragoni cronologici con altri siti archeologici, con in più un "angolo" dove Stonehenge viene "raccontato" sullo sfondo della Prima Guerra Mondiale (la Piana di Salisbury venne usata come sito di istruzione per l'aviazione, per merito della sua conformazione), tramite alcune storie di soldati che lì erano stato "formati", storie particolarmente curiose di soldati che si erano distinti. Non manca un audiovisivo che ripercorre le tappe della scoperta del sito, il susseguirsi delle ipotesi sulla ragione della costruzione, delle modalità e di chi lo abbia fatto, e sull'influenza di Stonehenge sulla cultura popolare.

Dopo questa visita, si esce all'esterno, dal lato opposto rispetto al parcheggio, e lì si trovano le ricostruzioni di alcune capanne degli abitanti/costruttori, insieme alla replica di una delle pietre usate per costruire il sito, con un apparecchio che invita ad una prova di forza (quante persone occorro per far muovere una pietra sui tronchi di legno). Dopo di che, si passa ai trenini o ai minibus che ti trasportano al camminamento che circonda il sito vero e proprio. Si, perché negli ultimi anni, il sito è stato "allontanato" dalle strade che lo circondavano (una passava giusto al lato della Heelstone, la pietra del tallone, e anche la possibilità per i visitatori di arrivare a toccare le pietre è stata inibita, appunto, da appositi camminamenti e da una vigilanza soft ma attenta. Si parla, ormai da anni, di interrare, o addirittura di costruire un tunnel per farvi passare la A303, strada lì vicina che sopporta un volume di traffico consistente (lo potete tranquillamente notare, mentre siete lì assorti e ammaliati dal fascino del tempo, che osservate le pietre). Come che sia, già adesso mi sembra che il sito sia protetto, "coccolato", e la visita risulti confortevole ed interessante, se si esclude il fastidiosissimo vento gelido che, una volta avrei detto "mi scompiglia i capelli", adesso sono costretto a dire che mi iberna la testa e mi costringe ad indossare cappello, cappuccio della felpa e cappuccio del piumino.
Heelstone

2 commenti:

cipo ha detto...

Bella visita, mi è piaciuta davvero

jumbolo ha detto...

si notava, Cipo. :)