No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20150621

vincere a mani basse

Win Hands Down - Armored Saint (2015)

Ormai non ci possiamo più fare niente. Forse ha a che fare col fatto che la vita media si è allungata, forse con il fatto che i dischi non si vendono più. Come che sia, qualche giorno fa parlavamo di un progetto dove è coinvolto un ex Armored Saint, e adesso eccoci qua a commentare il ritorno di una band nata nel 1982. Sia chiaro, i Saint mi sono sempre piaciuti, che io sia un vecchio metallaro nonché tamarro dentro non l'ho mai negato, quindi non mi dispiace affatto la cosa, e però essendo obiettivo non vedo questi continui ritorni di buon occhio.

Detto questo, parliamo del disco. Che è un disco di heavy metal classico molto bello, suonato da musicisti dotati, che sanno scrivere canzoni. Già dall'inizio, con Win Hands Down che dà il titolo all'album, siamo di fronte ad pezzo eccezionale. Grande tiro, tutta la band in ottima forma, assoli magistrali, intrecci tra Jeff Duncan e Phil Sandoval (i due chitarristi) dal sapore maideniano, insomma un bell'ascoltare.
Il proseguo del disco conferma lo stato di grazia del quintetto. John Bush sembra non aver perso un briciolo della sua bella voce rock, e la sezione ritmica formata dal grande Joey Vera e dall'ottimo Gonzo Sandoval sciorina lezione di ritmica hard rock.
Come detto prima, possiamo discutere all'infinito del senso e della necessità di queste carriere infinite, fatte di iati e di "ripartenze" (come si dice oggi nel calcio). Resta il fatto che di certo, Win Hands Down non cambierà di certo la storia della musica: ma ci segnala che i vecchi Armored Saint, dopo aver resistito alle sirene di band più famose, e che hanno avuto più successo, poi aver capitolato per sfinimento, sono tornati assieme e provano probabilmente molto piacere nel continuare a suonare insieme. A suonare quello per cui sono nati: l'heavy metal.



It's almost unbelievable that a band born in 1982, after a couple of hiatus, after resisting during the first years to the sirens of Metallica (Bush and Vera was asked to join to the "four horsemen"), then after that many of them had joined and played with some different bands, they had come back together again and again. 5 years after "La Raza", here it comes this new "Win Hands Down", more convincing than "La Raza". This album is a real homage to their belief: heavy metal.
All the five members are in a state of grace, and the songs sound very good. I admit, it sounds a bit nostalgic, but I'm happy they are alive and well.

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