No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20150812

Combattenti

Les combattants - di Thomas Cailley (2014)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)

Francia, regione della Guascogna. Arnaud è un ragazzo attorno alla maggiore età senza troppi pensieri. Si diverte come può con i suoi due più cari amici, dà una mano volentieri al fratello Manu nell'impresa familiare di falegnameria. Il padre è morto da poco, la madre si preoccupa di quel che vuol fare Arnaud del suo futuro: Arnaud non è che abbia le idee troppo chiare. I tre amici un bel giorno, incuriositi dallo stand promozionale dell'esercito francese su una spiaggia lì vicina, vanno a vedere cosa succede. Incontri di lotta, giusto per capire chi ha già le doti giusti, e chi avrebbe bisogno di formazione. Arnaud, spinto dagli amici che lo sfottono, si butta nella mischia contro una ragazza particolarmente agguerrita. Scopriremo presto che si chiama Madeleine, ma non ha nulla di dolce: Arnaud inizialmente ha paura di farle male, e le prende di brutto. Lei, però, gli rimane impressa. Dopo qualche giorno, Arnaud con Manu fanno un preventivo in una villa locale per una coppia, ed ecco che appare Madeleine, intenta in attività tutt'altro che femminili. L'attrazione tra i due c'è, ma è strana. Cominciano a frequentarsi, ma quasi da amico a amico. Arnaud scopre che Madeleine ha intenzione di seguire un corso estivo appunto organizzato dall'esercito. E' convinta che la fine del mondo sia imminente, e che sia indispensabile essere pronti a sopravvivere. Arnaud, confuso e incuriosito dalla ragazza, si iscrive anche lui.

Intrigante e, come si usa dire, oggetto difficile da incasellare, questo debutto del giovane francese Cailley. Una storia d'amore giovane, difficile ma non nel senso in cui normalmente si intende. Una storia che non si capisce dove vada a parare, con attori freschi e spontanei, quasi selvaggi (nel caso di Adèle Haenel, che interpreta Madeleine, è la definizione più giusta), attori che sembrerebbero debuttanti, se non fosse che la Haenel ha già una filmografia sconfinata, per avere solo 26 anni, mentre per Kévin Azais (23 anni) non era proprio un debutto ma senza dubbio il primo ruolo da protagonista.
Qualcuno ci ha voluto vedere degli spunti di riflessione ecologisti o catastrofisti, io, dopo aver visto il film, non credo fosse nelle intenzioni del regista, anche sceneggiatore (insieme a Claude Le Pape): io l'ho inteso come una sorta di romanzo di formazione moderno, una storia d'amore e di crescita comune. Come che fosse, un film decisamente interessante e fuori dai soliti schemi.
PS vi risparmio la traduzione del titolo per la sua uscita italiana...

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