No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20160128

Il cerchio rotto

The Broken Circle Breakdown - di Felix Van Groeningen (2012)
Giudizio sintetico: da vedere (4/5)

Gent, Belgio. Didier è un musicista bluegrass, appassionato degli USA, la terra delle infinite opportunità. Vive in campagna, tra una vecchia casa di famiglia, un'officina dove costruisce cose, cavalli e galline, e la sera suona nei locali con la sua band, formata da amici di una vita. Un giorno conosce Elise, in centro. Elise gestisce uno studio di tatuaggi, lei stessa ne è piena: "c'è sempre qualcosa che valga la pena mettere sul proprio corpo". Didier non è attratto dai tatuaggi, ma qualcosa nella ragazza lo affascina: la invita ad andarlo a vedere la sera stessa in un locale. E lei si presenta, scoprendo di amare anch'essa quel tipo di musica, e di avere una gran bella voce. Non è tutto: tra Elise e Didier nasce una storia d'amore travolgente, da togliere il fiato. Dopo alcuni mesi di frequentazioni, sesso sfrenato, e ingresso di Elise nella band di Didier, Elise scopre di essere incinta: ha sempre avuto mestruazioni irregolari, non sapeva di esserlo quando ha cominciato a fare sesso con Didier, non c'è la sicurezza che il figlio sia dell'uomo. Didier reagisce inizialmente male, ma dopo qualche ora comincia a sistemare la casa, fino ad allora lasciata andare, per l'arrivo della prole. I due proseguono la loro storia d'amore, costellata da piccole discussioni generate dallo scetticismo religioso di Didier, e dalla spiritualità sui generis di Elise.
Ma, a sei anni dalla nascita di Maybelle, la figlia, sviluppa un cancro, che si rivela per lei letale nel giro di un anno. I due provano ad andare avanti con la loro vita, le loro passioni ed il loro amore, ma tutto questo sembra non bastare più.

Finalmente, a quasi due anni dall'uscita italiana di questo film belga, sono riuscito a vederlo. Il film in realtà è del 2012, ed uscì in Belgio ed in Olanda in quell'anno, partecipò a moltissimi festival nell'anno successivo, fino ad essere scelto nella cinquina candidata all'Oscar come miglior film in lingua non inglese dall'Academy nel 2014.
Beh: questo è uno di quei film che mi farebbe tornare la voglia di andare spesso al cinema. Queste sono le storie che, come usavo dire una volta, sembra ti aprano il petto per strapparti il cuore. Tralasciando il sottotesto anti-religioso (per conto mio assolutamente da non sottovalutare, molto forte), il film rimarrebbe bellissimo, e da vedere assolutamente. La colonna sonora, che non è la mia tazza di té, è ugualmente coinvolgente, la Baetens (Elise) ha una voce molto bella, la band è brava. La fotografia descrive perfettamente il Belgio fiammingo, la chimica tra i due protagonisti sembra vera, il dolore sembra voler uscire dallo schermo.
Imperdibile.

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