No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20160120

Il ritorno dei ritornati

Les Revenants - di Fabrice Gobert - Stagione 2 (8 episodi; Canal +) - 2015

Sei mesi sono passati dagli eventi narrati nella prima stagione. Città evacuata, qualcuno è rimasto. Qualcuno dei vivi, isolati, come Jerome, ossessionati dal perché sta accadendo quello che sta accadendo, o come Adèle e la figlia, costretta a rimanere dalla gravidanza, oppure tutti uniti alla Mano Tesa, sotto il controllo di Pierre, mentre i morti sono tutti dall'altra parte del lago creato dall'ultima inondazione, in una zona considerata disabitata. In una di queste case, anche Claire, viva, e la figlia Camille, la prima dei Revenants a tornare, mentre Léna è una scheggia impazzita: non comprende perché il padre stia sclerando, e neppure perché madre e sorella se ne siano andate. Qui si trova anche Julie con Victor.

L'esercito controlla quel che è rimasto, mentre arriva Berg, un tecnico incaricato di capire cos'è accaduto alla diga. Anche Berg ha un legame con questo luogo, che pian piano capiremo. I morti continuano a tornare, e la gravidanza di Adèle sembra essere arrivata alla fine...



Se cercate scene d'azione, avete sbagliato serie. Se cercate i morti che camminano all'anglosassone, idem. La ricerca ossessiva del cliffhanger, che accada qualcosa ad ogni pié sospinto, un finale coi controcazzi che però sia didascalico e spieghi tutto, insomma, tutto quello a cui siete abituati quando vedete una serie che venga dagli USA (meno Twin Peaks): siete fuoristrada.

Les Revenants ha fatto la sua fortuna allontanandosi da questi clichés, dapprima senza volerlo, probabilmente, perché alcune cose in Europa non le sappiamo fare e/o non ce le possiamo permettere, altre non sono nelle nostre corde; tutto ciò ha alimentato l'hype e l'attesa, e gli sceneggiatori ne hanno ben tenuto conto, tanto è vero che durante questa seconda stagione si ha come l'impressione che spesso, ci marcino, su questa "diversità" (anche se, alla fine, un morto che mangia un corpo umano c'è; a dire il vero, ce n'era un altro fin dall'inizio, solo che questo era vivo... ma mi sto complicando la vita quindi chiudo la parentesi).
Naturalmente, i tempi di reazione delle produzioni europee sono distanti anni luce da quelle USA, quindi ancora per alcuni mesi non sapremo se Les Revenants è destinato ad avere una terza stagione oppure no, ecco perché il finale dà giocoforza l'impressione di essere un po' buttato lì.
Altre ingenuità si notano, soprattutto man mano che ci si avvicina al finale, ma tutto ciò non toglie che Les Revenants ci ha regalato un tocco davvero diverso all'interno di un genere, quello degli zombies, che in realtà è sempre una grande scusa per riflettere sul senso della vita. E ci ha dimostrato che si può fare davvero della buona televisione con la fiction, anche a latitudini vicine alle nostre.
La colonna sonora sempre grande protagonista, anche grazie ai Mogwai.

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