Il deserto dei Tartari – Dino Buzzati
Giovanni Drogo ha scelto la vita militare. Prestigio, disciplina, sicurezze, donne, onore, virilita’. Una vita piena di pericoli ma anche densa di attivita’, di riconoscimenti, fatta per gli intrepidi, per i veri uomini. Quando pero’ arriva il momento di partire per il primo incarico, la prima destinazione, la Fortezza Bastioni, la tristezza, una tristezza strana a dire il vero, si impossessa di lui. E le stranezze non finiscono qui. La Fortezza si rivela dapprima una delusione immane, lontana da casa, isolata da tutto, un posto dal quale si desidera fuggire immediatamente; ma dopo il primo impatto, inspiegabilmente, il tenente Drogo, chissa’ come, chissa’ perche’, rimarra’ li’ a lungo, molto a lungo.
Un libro quasi magico, a partire dal titolo, cosi’ evocativo da essere continuamente citato anche da chi non lo ha letto. Un libro snello e avvolgente, scritto con maestria da questo scrittore, poeta e giornalista bellunese. Se ne apprezza lo stile, ma non se ne capisce il senso, forse, fino all’epilogo. Un epilogo liberatorio, catartico, intenso nella sua semplicita’.
Siamo dalle parti del capolavoro
5 commenti:
coincidenza: l'ho finito ieri.
Siamo molto distanti come opinione.
Io l'ho trovato noioso.
Cioè: ho capito il concetto, ma secondo me è troppo prolisso.
Divergenze; pazienza.
Ma ti amo lo stesso.
you bet
fil..stavamo leggendo lo stesso libro in contemporanea...
che coincidenza...
Se l'avessi letto a vent'anni probabilmente mi sarei suicidato subito. Però letto adesso (l'anno scorso) fa tutt'altro effetto. Anche se, a mio parere, rimane un "libro di tristezza": nessuna speranza per un futuro migliore!
forZe lo sapete già: l'illustrazione in copertina è dello stesso Buzzati.
Sapevatelo.
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