No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20170106

Bruxelles, Belgio - Dicembre 2016 (2)

Giusto per occupare un po' di spazio, ecco un paio di foto del ristorante citato alla fine del post precedente, il Canaal di Vilvoorde. La prima dove il riflesso della vetrata crea un curioso gioco di luci, la seconda del dessert, davvero ben presentato.




Mercoledì 7 dicembre faccio colazione e, mentre risalgo in camera, incrocio una collega, ci salutiamo calorosamente. Esco di buon'ora, e non manco all'appuntamento con il mio ponte preferito.




Arrivo in sede, mi identifico, mi reco nella sala riunioni destinata alla due giorni, saluto il team dei trainer, team del quale potrei far parte tra qualche mese, seppur part time, e attendo l'arrivo di tutti gli altri partecipanti. Molte facce conosciute, qualche novità, comincio a fare conoscenza. Si cominciano i lavori, e c'è da dire che si fa sul serio, ma è tutto molto interessante. Teoria, workshop, pause, chiacchiere, a chiusura del primo giorno poi c'è la cena di gruppo, alla solita brasserie Meat Me, mi offro per portare 2/3 persone visto che ho la macchina a noleggio e devo poi tornare in periferia, due colleghi italiani mi fanno compagnia. Arriviamo al parking Rogier, quello che la settimana scorsa non ero riuscito a trovare, risaliamo in superficie e guido i colleghi alla brasserie, visto che ormai sono di casa. Riempiamo due tavoli, e passiamo un paio di ore piacevoli, il cibo è quello che è, senza infamia e senza lode. Ci salutiamo al giorno dopo, io rientro verso Vilvoorde, senza troppi intoppi. Non ho la forza di vedermi neppure un telefilm.
Giovedì 8 dicembre sarebbe festivo in Italia, ma fa niente. Salto la colazione in albergo perché voglio veramente arrivare presto, e anche perché ieri mattina c'era un bel vassoio di croissant. Solita strada, non debbo neppure fare il check out perché stanotte dormirò ancora al The Lodge, e arrivo talmente presto che ci sono solo io, e non ci sono ancora i croissant. Mi metto a lavorare un poco, e saluto un paio di addetti che stanno lavorando all'illuminazione della sala. Pian piano arriva il team dei trainer, e il capo mi dice "ma allora vuoi davvero diventare un trainer!", poi arrivano i croissant e mi faccio pure un caffé. Iniziano i lavori, sempre più interessanti e anche non di facilissima comprensione, poi inizia un gioco, dobbiamo definire delle previsioni annuali di produzione di un prodotto, e ogni mese c'è un accadimento simulato che cambia lo scenario, da affrontare a coppie. Sono in coppia con F., un collega belga che ormai è un amico, e finiamo vincitori (il premio è un tomo in inglese sulla supply chain), adottando una strategia che tende ad evitare il bullwhip effect. La cosa molto bella è che i target da rispettare a fine anno erano vari, e al gioco segue una discussione di gruppo, e sono i gruppi stessi a decidere chi sono le due coppie vincitrici. Bella soddisfazione.
Sono le 17,30. Le giornate sono state faticose ma prolifiche. Come sempre, ho conosciuto colleghi e colleghe "nuovi", e imparato cose. Ma la giornata non è finita. Esco a salutare chi se ne va e a fumare una sigaretta, e saluto alcune colleghe che escono dall'edificio e che non sono potuto passare a salutare. Alle 18, il mio capo F. mi vuole vedere. Salgo al terzo piano, e dopo qualche minuto (ha un'altra riunione), ci chiudiamo in un ufficio. Parliamo per una decina di minuti di un paio di progetti da mettere in atto il prossimo anni, rispetto ai quali avevo espresso qualche preoccupazione: mi tranquillizza, e poi finiamo a parlare di vacanze. Ci salutiamo, esco, passo dall'hotel, ed esco per una cena junk food (foto sotto) veloce, al Q (catena di fast food belga) lì vicino. Rientro, faccio il check out (che la mattina dopo partirò molto presto), poi rientro in camera definitivamente.




In realtà, mi accorgo che la finestra non chiude bene. Scendo di nuovo alla reception, la signora che è lì mi dice che devo rimuovere la zanzariera. Tra di me mi domando "io la devo rimuovere?". Risalgo, eseguo, ma come sospettavo la finestra continua a non chiudere. Scendo, faccio presente, ma capisco che non farà niente. Risalgo un po' scazzato, ma decido di essere creativo.


Un particolare del soffitto


Uso la zanzariera stessa, la incastro tra lo sbalzo del muro del tetto, e la finestra stessa. Perfetto. Faccio i bagagli, punto la sveglia, mi vedo un telefilm, e mi metto a dormire. Domattina sveglia molto presto, ma la destinazione è Lanzarote, 9 giorni di vacanza mi attendono.

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