No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20170108

Lanzarote, Isole Canarie (Spagna) - Dicembre 2016 (1)

Siamo quindi a venerdì 9 dicembre, con la sveglia verso le 4,30, preparazione, sgattaiolamento (si può dire?) fuori dall'hotel verso le 5, breve avvicinamento all'aeroporto di Zaventem (moto vicino a Vilvoorde) con sosta per rifornire l'auto a noleggio, la ricerca del parcheggio per il rent a car, l'abbandono della chiave nel box apposito, e via verso i controlli di sicurezza. Dopo di che, faccio colazione, e attendo il volo Iberia per Madrid.




Nell'attesa sonnacchiosa, vedo che la società per cui lavoro ha rinnovato i cartelloni pubblicitari. Mi piacciono questi.
Sono leggero, di testa. So che ho un sacco di cose da fare, e che mi sono accollato un altro impegno, ma al tempo stesso, so che sto facendo bene. Seppure preoccupato di leggere la posta di lavoro ogni giorno, so che mi merito questa settimana abbondante di vacanza. Atterro a Madrid, non ricordo più l'ultima volta che sono transitato da Barajas (adesso che ci penso si, lo ricordo), cerco il gate da dove partirà il volo Iberia Express per Lanzarote, faccio un'altra colazione/pranzo (si, una sorta di brunch), e attendo in coda. Un paio d'ore, e finalmente, sono sulla quarta delle quattro maggiori Canarie, l'unica che mi rimane da visitare. Naturalmente, ho visitato anche La Gomera, come ricorderete, ma questa è considerata tra le tre minori, insieme a La Palma e El Hierro.
Vado per ritirare l'auto, attendo pochissimo al banco, attraverso la strada ed entro nel garage, e lì invece attendo un po', perché l'auto non è pronta. Poco male. E' ancora presto. Parto, installo il GPS anche se credo di aver capito la poca strada da fare (è una fissa, ma stavolta ho esagerato, l'appartamento che ho affittato è vicinissimo all'aeroporto, poi vi spiego), entro in autostrada ed esco all'uscita seguente, imbrocco la via giusta, parcheggio nelle vicinanze di quella che dovrebbe essere la casa, almeno, da street view. Chiamo il proprietario, italiano, e mi risponde che lui è lì che mi aspetta, poi realizzo che è li davanti a me, dalla parte opposta della strada. E' simpatico, ha anche un bed & breakfast poco distante, mi mostra la casa, mi dà qualche dritta sull'isola (non ti appoggiare alle agenzie per fare il tour, se hai l'auto puoi fare da solo tranquillamente, posti per mangiare, mare, cose così), e mi saluta, invitandomi ad andare a trovarlo al bed & breakfast, per fare due chiacchiere.




L'appartamento è spazioso, Giovanni, il proprietario, era convinto che fossimo in quattro. Un salottino appena si entra, una cucina grande tutta funzionante ed attrezzata, un tinello con la porta sul retro e un ripostiglio dove c'è anche la lavatrice, un bagno e due camere da letto, una con un matrimoniale, l'altra con due letti singoli. E' strana, si estende in lunghezza, ma che mi frega. La giornata è bella, ma non ho la fregola di stendermi subito al sole, e faccio un giro al centro commerciale vicino, per mangiare qualcosa e fare un po' di spesa iniziale, visto che c'è la cucina decido che magari non è il caso di andare a mangiare fuori per nove giorni. La "fauna" delle Canarie è un po' la stessa dovunque, molti pensionati stranieri, coppie miste, locali che non sembrano gelosi del posto, non ti guardano strano e lasciano vivere, turisti non molti, siamo in bassa stagione, anche se secondo me c'è da tener conto di due fattori. Uno, non sono in un paese troppo grande (Playa Honda), due, qua in realtà non esiste una bassa stagione per il meteo, ma evidentemente gli europei medi ancora credono che alle Canarie si debba venire d'estate.




Faccio un giro sul lungomare per vedere dove potrei andare comodamente ad abbronzarmi un po' senza fare troppa strada, e magicamente, giusto a qualche centinaia di metri da casa c'è una spiagga enorme, non bellissima, ma funzionale, e poco frequentata. E' quella della foto sotto, e da qui potete notare quello che vi accennavo prima: Playa Honda, ed in particolare la zona dove ho affittato questa casa praticamente confina con la pista dell'aeroporto. Non mi disturba per niente, forse per il mio amore per gli aerei e i voli.




Approfitto della lavatrice per lavare anche gli indumenti usati in questi giorni precedenti a Bruxelles. Vado a cena fuori, sul lungomare, a piedi, rientro subito dopo e mi guardo un po' di telefilm. Mi corico alle 23, e decido che da domattina, ogni mattina mi alzerò alle 7, farò colazione, e poi andrò a camminare sul lungomare, per almeno 5 km complessivi.



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